Davide Ballerini

Ballerini: un inverno solido (con tanto Teide). E ora sotto col Nord

21.02.2026
5 min
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Ancora qualche ora e Davide Ballerini scenderà dal Teide. Il portacolori della XDS Astana è ormai lassù da tre settimane e di fatto è stato il grande appuntamento invernale prima dell’inizio della stagione. Ballerini è chiamato a fare bene nelle sue classiche del Nord, quelle che inizieranno la prossima settimana: da Omloop Nieuwsblad fino alla Roubaix. E’ una speranza non da poco per gli italiani. Senza dubbio è tra i più accreditati.

Dicevamo Omloop Nieuwsblad e Kuurne-Bruxelles-Kuurne, le prime due classiche che apriranno la stagione del Nord. In particolare l’Omloop, Ballerini la vinse nel 2021 e questa corsa ha sempre un posto speciale nel suo cuore.

Davide Ballerini
Davide Ballerini (classe 1994) per ora ha 2 giorni di gara. In questa stagione ha debuttato al GP Castellón in Spagna
Davide Ballerini
Davide Ballerini (classe 1994) per ora ha 2 giorni di gara. In questa stagione ha debuttato al GP Castellón in Spagna
Davide Ballerini, come ci arriviamo a questi appuntamenti? Che inverno hai passato?

Direi un buon inverno, senza intoppi. Adesso la preparazione è passata dal Teide e da qui andrò all’open weekend. Poi ancora un ritiro, ma stavolta in Grecia: 10 giorni dal coach Anastopulos prima di Milano-Torino e Sanremo.

Che altura è stata quella sul Teide?

Lunga, perché volevamo continuare a costruire una buona base. Quindi le prime due settimane, soprattutto la prima, sono state abbastanza easy. Mentre nella terza settimana abbiamo iniziato ad alzare l’intensità. Facevamo i lavori quando eravamo in basso, fino ai 600-800 metri di quota. Per noi uomini veloci, o comunque non scalatori, non è facile da queste parti perché sali o scendi. Diciamo che sul Teide è stato più un lavoro improntato sul volume, mentre quello che faremo in Grecia sarà più sul ritmo e la velocità.

Chiaro, arriva dopo le prime corse e poi quello non è in quota…

Esatto, comunque anche sul Teide abbiamo fatto lavori sulla forza, sulla soglia e il fuorisoglia. Non ci siamo fatti mancare nulla.

Neanche la palestra?

Neanche quella. Soprattutto da quando ho avuto il problema al ginocchio cerco di non saltarla mai. Anche sul Teide l’ho fatta un paio di volte a settimana.

Davide Ballerini
Davide Ballerini e Christian Scaroni in allenamento. “L’effetto Scaro” può essere un bel volano per Davide (foto Instagram)
Davide Ballerini
Davide Ballerini e Christian Scaroni in allenamento. “L’effetto Scaro” può essere un bel volano per Davide (foto Instagram)
Come arriva Ballerini a queste corse? Strano passarci direttamente dall’altura…

Vediamo prima di tutto come risponderà la gamba. La cosa che potrebbe mancare è il ritmo gara. Siamo consapevoli che questo potrebbe essere un aspetto a nostro sfavore, ma non è detto. Magari potremmo anche essere più freschi rispetto a chi sta correndo in Portogallo o arriva dall’UAE Tour.

La XDS-Astana viene da una bella stagione e Scaroni ha ripreso vincendo. Lo stesso Malucelli. La sua brillantezza cosa dà a voi compagni? Si innesca una sorta di circolo virtuoso?

Beh, Scaroni aveva dimostrato di andare forte già l’anno scorso, si è confermato e di certo per lui e per tutti noi è un’ottima cosa. Vero, siamo sulla cresta dell’onda e sarebbe bello continuare a esserci, ma nel mio caso le corse in Belgio non sono facili, ci sono anche più incognite. Quello che posso dire è che ci stiamo lavorando al meglio.

Quali sono gli obiettivi di questa prima parte di stagione?

Dalla Gand alla Roubaix ogni corsa è buona per fare bene e tutte sono molto importanti per me. Proprio perché la questione Belgio, corse del Nord, è complicata, non posso dire di puntare su questa o quella corsa. Bisogna farsi trovare pronti e al massimo.

Dopo le sfortune di queste ultime due stagioni, hai un po’ di dente avvelenato?

Sì e no. Purtroppo le classiche del Nord sono quelle che sono, nel bene e nel male, e non sono mai facili sotto ogni punto di vista, specie per il corridore che sono. Alla fine, come dicevo anche prima, più che su una corsa uno come me punta su un periodo e cerca di tirarci fuori il meglio. Chiaro che se in quel periodo ti ammali o hai un infortunio perdi gran parte della tua stagione.

Davide Ballerini
Pavè, stradine, muri, polvere o fango: anche per Ballerini, l’Inferno del Nord inizia il 28 febbraio con l’Omloop Nieuwsblad
Davide Ballerini
Anche per Ballerini, l’Inferno del Nord inizia il 28 febbraio con l’Omloop Nieuwsblad
Avete fatto dei test sui materiali?

Quest’anno no perché non abbiamo cambiato nulla. Li avevamo fatti l’anno passato, ci eravamo già trovati bene e sappiamo di cosa abbiamo bisogno.

E ora appunto l’Omloop Nieuwsblad: che corsa è? E’ subito Nord puro?

Come atmosfera direi proprio di sì: sei già dentro al Nord. Certo, non c’è la gente che c’è ad un Fiandre, ma per i belgi è molto sentita.

Del percorso cosa ci dici? Quali sono le sue caratteristiche?

E’ un vero antipasto di quel tipo di classiche. Non è duro come un Fiandre, perché ci sono meno muri e meno chilometri, ma c’è anche il pavé. La corsa è più aperta anche a gruppi di 50 persone. Il nervosismo c’è ma per me non troppo, devo essere sincero. Alla fine quelle che contano davvero sono più avanti. Non che questa non sia importante, ovviamente…

C’è anche il Grammont, Davide: il muro per eccellenza. E’ quello un punto chiave?

Sinceramente quest’anno non ho visto quando capita. So che hanno cambiato qualcosa. Di solito non è decisivo. E’ spettacolare, ma non è un punto chiave. Semmai il punto chiave c’è prima, quando si viene da un tratto in pavé e ci sono dei muri in successione. Per esempio quando vinsi io ci ripresero proprio dopo il Grammont: eravamo un gruppo di una ventina. Solitamente è posizionato a 50-60 chilometri dall’arrivo. Bisognerà studiare bene il nuovo percorso, anche per questo andremo su un po’ prima per fare la ricognizione.

Febbraio 2021: Davide Ballerini conquista l’Omloop Nieuwsblad
Febbraio 2021: Davide Ballerini conquista l’Omloop Nieuwsblad
Hai fatto spesso riferimento al Fiandre? Ma davvero è tanto diversa la corsa? E anche il ritmo?

Sì, parecchio. E’ più dura e si va più forte, senza contare che ogni anno la corsa esplode prima. Ad una Omloop Nieuwsblad o altre corse simili già il fatto che non ci sia Pogacar cambia le cose.

Scorrendo la lista dei grandi con cui dovrai confrontarti, tolti “quei due” (Pogacar e Van der Poel) chi vedi bene? Chi potrebbe essere una sorpresa?

Bella domanda. Non so, Van Aert rientra e da quel che ho sentito rientra anche Pedersen, farà di tutto per esserci soprattutto alla Roubaix. Ho visto che Laporte è tornato a buoni livelli, tanto che ha anche vinto.

E il resto del tuo programma?

Sarà una stagione un po’ diversa rispetto al 2025. Anziché il Tour, tornerò al Giro d’Italia e poi farò la Vuelta.