Fra due giorni riattaccherà il numero sulla schiena alla Clasica de Almeria per la sua prima stagione nel WorldTour, ma il 2026 Federica Venturelli lo ha aperto ad inizio febbraio con gli europei in pista a Konya portando a casa tre medaglie.
Oltre all’argento nell’inseguimento individuale e il bronzo col quartetto in due discipline che per lei rappresentano la comfort zone, la 21enne cremonese ha conquistato un incoraggiante bronzo nella madison in coppia con Elisa Balsamo. Dopo averne parlato con Marco Villa, cittì della pista femminile al pari di Bragato, abbiamo chiesto a Venturelli com’è stato reimmergersi in quella disciplina che da juniores e U23 le aveva dato gioie e dolori. Nel frattempo lei, dopo la rassegna continentale in Turchia, si è allenata attorno a Brescia, dove ormai è di stanza nelle residenze dell’università cittadina nella quale studia Farmacia seguendo in presenza obbligatoria le sedute in laboratorio.


Federica avete sfiorato l’argento di un solo punto. Che corsa è stata?
Sapevamo che la madison è una gara lunga e 120 giri si fanno sentire. Sapevamo anche la tattica di alcune nazionali sarebbe stata quella di partire a tutta. Elisa ed io abbiamo gestite le forze per uscire alla fine e così è stato. Non abbiamo inseguito subito quando è partito il Belgio, ma abbiamo recuperato in fretta. Peccato perché nell’ultima parte di gara abbiamo quasi preso il giro e per noi poteva cambiare tutto. Il finale è stato molto faticoso, abbiamo dato tutto, però non è bastato.
Eravate più soddisfatte o rammaricate?
Certamente eravamo molto contente per un risultato che riteniamo ottimo, quindi soddisfatte. Considerate che era la prima madison che Elisa ed io facevamo assieme, avevamo fatto solo un paio di prove a Montichiari. Entrambe arrivavamo dall’estate 2024 particolarmente sfortunata. Per lei era la prima esperienza di una certa importanza dopo i Giochi di Parigi, io invece non facevo una madison dopo la caduta agli europei U23 di Cottbus dove mi ero rotta un braccio.


Come avevi preso la decisione dello staff di farti fare la madison?
Ammetto che ero piuttosto tesa proprio perché mi era rimasto quel ricordo di quasi due anni fa. Mi mette sempre un po’ di paura visto che sei in pista con altre 30 atlete che talvolta fanno movimenti imprevedibili. Dovevo vedere come mi sarei ritrovata in una gara di gruppo. Tuttavia durante l’avvicinamento e la gara stessa ho capito che una madison tra le juniores e U23 è una cosa, mentre tra le elite che sono molto più esperte e lineari è un’altra. Alla fine è andata così.
Immaginiamo che la presenza di Balsamo ti abbia aiutata, giusto?
Sì, assolutamente. Con Elisa ho trovato subito un grande feeling. Ha tantissima esperienza e mi sono completamente fidata ed affidata a lei. E’ stata molto brava anche a mantenere la calma nei momenti più delicati.


Rispetto alle madison che facevi da giovane, in quale aspetto ti senti di dover crescere?
Già correndo con Elisa ho capito tanti dettagli di cui fare tesoro. Devo imparare a leggere meglio le dinamiche di gara. Oppure ad esempio se allungare o accorciare i tempi del cambio. O ancora altri meccanismi che si presentano durante i giri.
Pensi che potremo rivedere nuovamente Federica Venturelli ed Elisa Balsamo alle prossime madison internazionali?
Per questo europeo la nostra è stata una coppia forzata perché mancavano sia Guazzini che Consonni, che hanno vinto l’Olimpiade. Loro sono le titolari, ma erano impegnate con le corse delle loro formazioni. Quando ci saremo tutte, io lascerò il posto a loro o alle altre ragazze più esperte di me. Mi trovo più a mio agio con le bici da inseguimento (dice sorridendo, ndr), ma non escludo che in futuro mi possa giocare il posto anche per le gare di gruppo. Siamo tutte forti, la concorrenza è stimolante e sapremo alzare ulteriormente il nostro livello.


Il tuo calendario tra pista e strada cosa prevede?
Correrò la Coppa del mondo in pista ad Hong Kong dal 17 al 19 aprile e spero che ci possa essere il quartetto che ha vinto il mondiale, anche solo per sfoggiare tutte assieme il body iridato e poi il mondiale in Cina a Shanghai a metà ottobre. Non farò l’europeo U23 di luglio a Cottbus perché sarò impegnata su strada. Con la UAE Team ADQ dopo l’esordio di Almeria, farò la Omloop Nieuwsblad e Le Samyn tra fine febbraio ed inizio marzo. Correrò ancora tante classiche di seconda fascia in Belgio prima di fare la Roubaix. Con la Vuelta ad inizio maggio finirò il blocco della prima parte di stagione e poi imposterò la seconda.