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Allarme soprasella, Conca e Masnada tra i tanti

03.11.2023
6 min
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Due casi in pochi mesi. Due stagioni martoriate da questo “infortunio”. Fausto Masnada e Filippo Conca sono due dei tanti casi che hanno riscontrato problemi al soprasella. Situazioni simili, non uguali, che portano alla luce una piaga a cui molti ciclisti ogni anno vanno malauguratamente incontro. 

Filippo e Fausto per ripartire sono dovuti ricorrere all’operazione chirurgica. Entrambi si sono affidati all’esperienza del Chirurgo maxillo facciale, Antonino Cassisi: «Spero che questo articolo sia letto da più persone possibili e che aiuti a sensibilizzare chi si trova a fare i conti con questa condizione. E’ un problema risolvibile con una diagnosi mirata. Masnada ha perso più di un anno e di recente ho operato un ex dilettante che ha dovuto smettere dopo anni senza sapere di cosa stava soffrendo». 

Antonino Cassisi chirurgo che in passato ha operato anche Vincenzo Nibali
Antonino Cassisi chirurgo che in passato ha operato anche Vincenzo Nibali
Partiamo con lo spiegare di cosa si tratta…

Innanzitutto loro (Masnada e Conca, ndr) non sono gli unici, sono solo gli ultimi di una lunga lista. E’ una condizione molto comune a questi atleti, se noi pensiamo che passano parte della loro vita su un sellino piccolissimo. Cinque o sei ore al giorno di allenamento più le gare su una zona che di per sé è molto delicata. Ci sono delle ghiandole sebacee particolari, ci sono ghiandole sudoripare. Se non si è maniacali nell’igiene di quella zona, è chiaro che poi si comincia con una follicolite e poi si passa ad una piccola cisti e infine si arriva ad avere delle cisti di dimensioni anche di 10 centimetri. E’ una zona molto particolare, dove tra l’altro ci sono anche degli spazi proprio anatomici, per cui certe volte capita che delle cisti sembrino più piccole di quelle che in realtà sono, perché si insinuano in questi spazi. 

Quali sono le cause?

Fondamentalmente lo sfregamento continuo in una zona molto delicata. Spesso vediamo delle semplici micosi nella zona inguinale nelle persone normali. Immaginiamo in questi atleti che continuamente sfregano per ore al giorno. 

Come si può prevenire?

Con un’igiene scrupolosa. Per igiene, io consiglio sempre la depilazione completa in tutta la zona del perineo e nella zona inguinale. E’ importante tenere quell’area sempre molto asciutta. Dopo la doccia è fondamentale asciugarsi molto bene. E’ una cosa banale ma può essere determinante. Usare creme particolari non serve, è meglio usare un po’ di talco. 

L’infezione ha costretto Conca a concludere la stagione anticipatamente
L’infezione ha costretto Conca a concludere la stagione anticipatamente
L’igiene anche del pantaloncino…

Esatto. In ogni squadra sarebbe molto utile che ognuno pulisse il proprio. Non tutti in una lavatrice perché anche questo può portare ad una contaminazione batterica, che in caso di infezione si traduce in un processo infiammatorio. Tant’è vero che appena somministriamo l’antibiotico specifico agli atleti, quasi sempre la cisti si riduce a tal punto che poi può essere operata. Perché quando queste cisti sono molto infiammate non possono neanche essere operate. 

Si arriva in dei casi a un’infezione…

In un area così delicata avere una cisti di 10-12 centimetri è una condizione molto impegnativa per il fisico. Essendo atleti di alto livello, una terapia antibiotica non è proprio l’ideale. Come sappiamo, gli antibiotici in atleti di altissimo livello, che sono sottoposti a sforzi enormi, possono avere conseguenze anche sui tendini e sui muscoli. Ci sono degli antibiotici che noi non diamo proprio per questo, perché sappiamo che possono determinare lesioni tendinee o muscolari. Quindi è chiaro che non è una situazione facile. Appena cominciano i primi sintomi, che può essere anche solo un foruncolo, bisogna  intervenire con l’antibiotico e possibilmente anche con l’escissione. Perché ormai è esperienza comune che quando una cisti sebacea si infetta, anche se gli si dà la terapia antibiotica, se non si fa un’asportazione chirurgica dopo qualche mese ritorna perché è sottoposta allo stimolo di sfregamento. La frizione meccanica che c’è in quell’area è devastante.

Prima dell’operazione Conca ci disse che doveva rimanere a riposo assoluto…

Assolutamente. Se ci si allena in bici, si infiamma e se si erano fatti due passi avanti se ne fanno dieci indietro. Si può fare palestra e qualche passeggiata per mantenere un po’ di allenamento. Tutto questo però perché Filippo è arrivato ad uno stadio avanzato che ha richiesto una fase pre operatoria importante. 

Fausto Masnada dopo l’operazione ha ripreso la stagione risolvendo chirurgicamente il problema al soprasella
Fausto Masnada dopo l’operazione ha ripreso la stagione risolvendo chirurgicamente il problema al soprasella
In cosa consiste l’operazione?

Dipende perché in Masnada ho fatto un certo tipo di intervento in quanto la problematica era diversa. In Filippo ho fatto un altro tipo di intervento perché la problematica era un’altra ancora. In altri ho fatto l’escissione di una cisti vera e propria. Quindi dipende e va valutato. Non è che sempre si presenta con le stesse problematiche, non sono sempre uguali, certe volte c’è una ciste ben formata che si fa sfiammare con la terapia antibiotica e poi fai un’escissione e la si porta via. In altri invece devi portar via del tessuto dove ci sono delle ghiandole che si sono infiammate. In Conca, per esempio, ho dovuto asportare un tessuto fibroso perché quando queste cisti poi vengono trattate come nel suo caso con una terapia antibiotica molto importante, anche endovenosa, a quel punto si forma proprio una fibrosi.

I tempi di recupero ovviamente variano in base anche a questo?

No, anche se dipende dalla grandezza, l’estensione, per esempio. Masnada era molto estesa. Filippo era un po’ più particolare, l’incisione chirurgica è stata meno estesa, anche se è stata importante. Dopo un mese loro possono riprendere appieno la loro attività e questo vale per tutti. Dopo due settimane, la ferita è guarita. A quel punto, si consiglia sempre di finire tutta la fase post operatoria comunque perché c’è sempre l’edema chirurgico, il gonfiore post operazione.

Il lavaggio del pantaloncino è un passaggio fondamentale della prevenzione (foto Mantel)
Il lavaggio del pantaloncino è un passaggio fondamentale della prevenzione (foto Mantel)
Rimane il rischio di una ricaduta?

No, nella zona dove in genere si fa l’intervento no. E’ vero, si può formare dall’altra parte o in altro posto. E questo nessuno lo può dire. Il segreto è la prevenzione

La tipologia di detersivo può incidere nella prevenzione? Oggi si utilizzano prodotti ecologici e quantità sempre minori…

No, non direi. Conta più, come ho detto lavare singolarmente i pantaloncini ed evitare il contatto con altri. Perché magari uno ha una micosi e non lo sa o la sottovaluta perché sente solo prurito. 

Ha visto un aumento di questi casi?

Aumento no, ma si sta sensibilizzando. Stanno venendo sempre più da me perché ormai si sta spargendo la voce. Molti ragazzi non si rendono conto e dicono: «Vabbè, un po’ di rossore». Invece basterebbe una visita e dire: «No aspetta un attimo, guarda che il problema può diventare più serio». Masnada per questo motivo è stato fermo un anno. Bisogna saper fare diagnosi. Faccio questo lavoro da quarant’anni e io quando l’ho visto gli ho detto: «Guarda, il problema io te lo risolvo. Bisogna intervenire e si sarebbe potuti intervenire prima. Se l’avessi visto l’anno scorso, sicuramente sarebbe stato diverso».