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Una giornata con Malucelli tra riso, pollo e bici

31.03.2021
6 min
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La giornata tipo, ormai un must di bici.PRO. Stavolta andiamo in Romagna da Matteo Malucelli. La ruota veloce dell’Androni Giocattoli-Sidermec è davvero un corridore tutto casa e ciclismo. Con l’unica variante del fornello! 

Matteo, partiamo dalla sveglia: a che ora ti alzi?

In questi anni ho modificato le mie abitudini. Prima quando studiavo (Malucelli è laureato in ingegneria meccanica, ndr) mettevo la sveglia perché dovevo conciliare studio e bici, adesso invece non la metto. La mia ragazza, Martina, si alza alle 7 e quando sta per uscire e viene a salutarmi, verso le 7,45, mi sveglio. Se sono stanco resto a letto, ma mai oltre le 8,30. Insomma, una sveglia “no stress”, per me.

Matteo Malucelli ha vinto a gennaio la prima tappa della Vuelta al Tachira
Matteo Malucelli ha vinto a gennaio la prima tappa della Vuelta al Tachira
Passiamo alla colazione, cosa mangi?

Solitamente pane caldo e marmellata per quel che concerne la parte zuccherina e omelette per quella proteica, il tutto accompagnato con il the. Ma ci sono delle variazioni. Per la parte proteica yogurt greco o affettato magro. Per i carboidrati, magari dei cereali accompagni con un po’ di latte, ma succede meno spesso perché non amo molto i cereali. A volte metto dell’olio di cocco sul pane o della frutta secca nello yogurt, se magari fa freddo o devo fare di più.

Le omelette come le fai?

Mi piace cucinare e le faccio quasi sempre. Comunque “lisce”, senza niente.

Dopo quanto esci?

Verso le 10. Se poi devo fare qualcosa nel pomeriggio anticipo un po’. E lo stesso vale per l’estate, ma di base il mio orario è quello delle 10. D’inverno se è brutto magari esco alle 9,30 se devo fare cinque ore per evitare di rientrare che è già scuro. Dopo la colazione sistemo un po’ casa, rifaccio il letto… altrimenti mi sento in colpa. Però capita che Martina quando rientra ci rimette mano perché non le è piaciuto come l’ho fatto io. Però a quel punto sono tranquillo: il mio impegno ce l’ho messo!

Beh, chiaro: il tuo lo hai fatto! Durante la colazione ti prepari anche il rifornimento o preferisci prodotti confezionati?

No, preparo io il rifornimento. Compro dei paninetti al latte e li farcisco con banane e miele, Nutella… Spesso poi nel pomeriggio preparo delle rice cake o delle crostate. Me le taglio già a misura, le avvolgo nell’alluminio e le congelo. Quando esco dopo mezz’ora sono già commestibili. In allenamento non uso quasi mai le barrette.

E mangi “a modino” o tiri la cinghia?

Stando a Forlì ho la sfortuna di essere praticamente solo e quindi ho poche distrazioni, pertanto sì, ci sto abbastanza attento. Mangio ogni 30′, ma se la seduta è più intensa anche ogni 20′, mentre se è più blanda arrivo a 40′.

Prima delle sue uscite, Malucelli prepara delle rice cake e le avvolge nell’alluminio
Malucelli si prepara delle rice cake e le avvolge nell’alluminio
Quando torni a pranzo cosa prepari?

La mia routine è: mettere su l’acqua, fare la doccia, mettere in cottura il riso o la pasta, finire di vestirmi e mettere i panni della bici a lavare. Quando ho finito il riso è pronto. Sono una macchina! Il riso è il piatto che utilizzo di più, meno la pasta e le patate. Faccio un piatto unico e ci metto dentro a rotazione fesa di tacchino, tonno… e nulla più.

Poi relax, immaginiamo…

Esatto. Mi stendo sul divano, anche perché di questi periodi proprio non si può fare nulla. Vedo il ciclismo, anche due gare insieme: una alla tv e una sul cellulare. E aspetto che torni la mia ragazza. Poi lo ammetto, io non ho molte passioni a parte la cucina.

Quindi sei tu che preparai la cena?

Sì. E con il fatto che poi ho fame, inizio a cucinare già verso le 18,30 e raramente mangiamo più tardi delle 19,30. Il pollo o il tacchino sono il mio piatto. Il pollo almeno una volta al giorno, tra pranzo e cena non manca mai, come il riso del resto. La sera lo alterno con del salmone, del merluzzo, della carne rossa. Non mancano poi le verdure. Vado matto per zucchine, melanzane, pomodori al forno, mentre non amo particolarmente le insalate. 

E i condimenti?

Il sale non lo uso, ma non per chissà quale motivo, non mi piace molto, la mattina mi fa svegliare con la bocca asciutta. Anche l’olio ne metto poco. E il pane non lo mangio, al massimo una fetta. Ma se il giorno dopo devo fare parecchio e non ho voglia di fare del riso, delle patate o della polenta (se è inverno), allora ne mando giù anche quattro fette.

Domanda delle domande: il dolcetto dopo cena?

Sono golosissimo, mangerei di tutto. Tante volte mangio degli yogurt alla frutta, o un quadratino di cioccolata, un biscotto. A pranzo mi riesce di non buttarmi sul dolce, ma la sera proprio no.

Dopo cena…

Quando si poteva uscire, un paio di volte alla settimana andavo in centro con gli amici. Se è inverno loro prendono una birra e io una tisana. Se è estate loro sempre una birra e io magari una Coca. Alle 22,30 comunque si rientra. Adesso invece vediamo un film, qualcosa su Netflix, ma quando sono le 23 andiamo a letto.

Passiamo alla parte in sella. Poniamo una settimana standard nella quale si corre le domeniche: come ti alleni? Partiamo dal lunedì…

Primo giorno scarico. Se i bar fossero aperti andrei a prendere un caffè. Poi molto dipende dalla fatica fatta il giorno prima, ma faccio un paio di ore. Può capitare che ne faccia una e mezza, ma per meno neanche mi cambio.

Malucelli è tornato all’Androni dopo due stagioni alla Caja Rural. Eccolo nel dietro motore
Malucelli è tornato all’Androni dopo due stagioni alla Caja Rural. Eccolo nel dietro motore
Martedì?

Il martedì faccio lavori specifici ed è la seduta che mi preferisco perché il tempo passa più velocemente. Di solito sono 4 ore, 4 ore e mezza. Però questa seduta dipende molto dalla domenica. Se in gara ho fatto due ore di fuori soglia, non ne rifaccio molto. Però è raro che accada. Non è come quando si è dilettanti che si corre tre volte a settimana, tra i pro’ stai anche quindici giorni senza fare gare.

Cosa intendi per lavori specifici?

Salita. Faccio tanti lavori in salita perché alle volate ci devo arrivare. E’ una dote che devo curare. Scatti, 40”-20”, Sfr, medio-soglia… tutto in salita.

E gli altri giorni?

Il mercoledì faccio distanza: 5 ore, 5 ore e mezza. Vado verso gli Appennini. Faccio il Monte Busca, il Trebbio e d’estate mi spingo verso i valichi con la Toscana. Lì a 1.000-1.200 metri di quota è anche più fresco. Alla fine le mie distanze oscillano tra i 140 e i 170 chilometri. Stando da solo la velocità non è altissima. Poi il giovedì faccio scarico e il venerdì faccio 3 ore, anche 3 ore e mezza con il dietro motore. Adesso lo faccio con mio papà, Maurizio, altrimenti rubo l’ora di pausa pranzo alla mia ragazza. Ma di solito me lo fa fare Amilcare, un mio vicino di casa appassionatissimo. Lo chiami a qualsiasi ora del giorno e della notte e su di lui puoi contare. In questo periodo non sta bene, ma presto si rimetterà… e la pausa pranzo di Martina sarà salva!

E siamo al week-end…

Il sabato è il giorno che mi resta più difficile, perché si viaggia per andare alle gare e quando arrivi sei stanco, non conosci le strade. Poi io non faccio poco alla vigilia, due ore almeno, ma anche più. Il giorno dopo non voglio partire coi battiti alti e il cuore in gola. Sono sensazioni che non mi piacciono. Ma anche quando non si possono fare due ore, un’ora e mezza è il minimo sindacale. Insomma la sgambata non la salto mai. E poi la domenica c’è la gara.