Egan e il mal di schiena: i dati di Strava dicono altro

30.04.2021
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A un certo punto qualcuno ha scritto che Egan Bernal abbia saltato il Tour of the Alps a causa del mal di schiena. Sarebbe proprio un duro colpo per il Giro d’Italia (che già trema e trattiene il fiato per l’infortunio di Nibali) e per lo stesso colombiano. Così ci siamo messi a seguire gli allenamenti di Egan su Strava. E al netto del fatto che qualcosa non abbia pubblicato (perché nessuno ti costringe a farlo), la sensazione che si tratti di un atleta frenato dal mal di schiena non è suffragata dai numeri.

Per questo, come dopo la Strade Bianche, si è pensato di chiedere nuovamente aiuto a chi Bernal l’ha portato in Europa: Paolo Alberati. Per studiare il lavoro del suo pupillo e cercare di capire in che condizioni ce lo ritroveremo al Giro. Sarà tutto troppo moderno e basato sui watt, potrà dire qualcuno, ma se non altro offre un punto di vista diverso rispetto alle tante illazioni.

Appunti svolazzanti, cercando di decifrare le settimane di Egan Bernal
Appunti svolazzanti, cercando di decifrare le settimane di Egan Bernal

«Ho chiamato Andrea Bianco – esordisce Alberati parlando dell’italiano che laggiù fu il tecnico di Bernal nella nazionale colombiana di Mtb – e mi sono fatto raccontare qualcosa. Anche lui conferma che la sensazione di un Bernal malandato non ce l’abbiano. Nel giro del 2 aprile ha fatto una salita che scollina a 3.355 metri e nella prima parte, la più dura, ha fatto anche il Kom salendo a 329 watt medi. Forse non tutti sanno bene che cosa significhi pedalare forte sopra i 3.000 metri».

Pacho a tutto gas

Inizia così questa ricognizione molto tecnica e un po’ di parte sulle uscite di Bernal. Prima in Colombia, poi a Monaco, Andorra e ancora Monaco, nel suo avvicinamento al Giro d’Italia.

«I suoi valori li conosco – prosegue Alberati – sin da quando da neopro’ lo allenava Bartoli. Da junior fece una salita dalle parti di Michele in cui per 10′ viaggiava a 7 watt/kg. Da junior, capito? E batté il record di Landa, che in quel periodo usciva dal bellissimo 2015 con l’Astana e stava passando a Sky. Il 7 aprile, ha fatto 164 chilometri con un dislivello di 3.432 metri. E sulla salita di Pacho, dove pure non ha fatto il record, è salito per un breve tratto a 7,17 watt/kg. Il particolare della salita di Pacho, un’ora a 300 watt medi da quota 2.000 a quota 3.300 metri. Praticamente dal Rifugio Sapienza al top del Vulcano. Lassù 300 watt medi valgono 350-360 (6 watt/kg in un’ora). Dal grafico si vede la costanza delle RPM e dei watt: uno col mal di schiena non può».

Il riepilogo delle uscite

Nel box che segue sono riassunte le sue uscite a partire dall’11 aprile, quando Egan era ancora in Colombia.

DataDistanzaTempoDislivello
11 aprile (Colombia)km 2117h 01′m. 3.439
14 aprile (Colombia)km 38,821h 19′m. 283
15 aprile (Colombia)km 130,173h 39′m. 728
16 aprile (Colombia)km 161,795h 03′m. 1.655
17 aprile (Colombia)km 228,926hm. 1.130
18 aprile (Colombia)km 211,986h 02′m. 1.568
19 aprile (Colombia)km 99,83h 19′m. 1.155
21 aprile (Monaco)km 54,552hm. 852
22 aprile (Monaco)km 53,042hm. 1.071
23 aprile (Andorra)km 86,183h 37′m. 2.497
24 aprile (Andorra)km 142,375h 26′m. 4.227
25 aprile (Andorra)km 148,486h 03′m. 4.772
27 aprile (Monaco)km 135,65h 03′m. 3.274
28 aprile (Monaco)km 147,055h 21′m. 3.629

«Ma comunque per capire come sta, basta vedere che da Pasqua fino al 18 aprile ha continuato ad allenarsi facendo delle triplette. Poi ha viaggiato verso l’Europa e nei primi due giorni a Monaco ha fatto due uscite sui 50 chilometri come supercompensazione. Poi è andato ad Andorra, dove si è allenato in alto e dove avrà fatto qualche test, dato che il suo preparatore sta da quelle parti. Fra il 18 e il 19 aprile sono uscite voci che stava male, ma solo perché non aveva caricato i dati. Adesso lo ha fatto e non sembrava tanto malconcio».

Lavori sul Turini

Certi dati bisogna saperli leggere e poi abbinarli all’atleta, per capire che cosa abbia fatto durante quelle distanze, studiando la progressione dei watt.

«In questi ultimi due giorni – spiega Alberati – ha ridotto le distanze e si è spostato a Monaco per fare dei lavori di rifinitura. Sul Col de Turini il 28 aprile ha fatto il secondo tempo dietro Porte, che l’aveva fatto a 320 watt medi. Si vede dai parziali che Egan ha fatto dei lavori specifici, probabilmente dei 20-40 e dei 30-30 e lui in quei secondi a tutta ha spinto a 530 watt.

«A me sembra la preparazione di un atleta in linea con il Giro d’Italia. In Colombia ha fatto volumi notevoli e la sensazione rispetto al Tour of the Alps è che abbiano voluto avvicinare i benefici dell’altura al Giro. Conoscendo la biologia dei colombiani, che dopo 4 settimane circa a livello del mare si normalizzano, avranno voluto essere certi di essere al Giro davvero al top. Gli stessi giorni ad Andorra gli hanno permesso di raggiungere delle quote e dei dislivelli che a Monaco non sarebbero stati possibili».

Quel mal di schiena

La perplessità riguarda semmai l’effetto allenante delle corse nell’avvicinamento al Giro, per cui alcuni hanno scelto il Tour of the Alps e altri il Romandia.

Così dopo uno degli allenamenti sulla salita di Pacho, in Colombia (foto Instagram)
Così dopo uno degli allenamenti sulla salita di Pacho, in Colombia (foto Instagram)

«Ma io credo – prosegue Alberati – che fra Strade Bianche e Tirreno-Adriatico, Egan abbia messo in mostra un ottimo livello. Se poi bisogna andare dietro ai ricordi, il suo sogno è sempre stato fare la doppietta Giro-Tour. Se davvero è questo il progetto, vinto il Giro potrebbe tornare in altura e preparare il Tour. Insomma, mi sembra, guardando i numeri, che ad ora la schiena non lo stia condizionando.

«E al riguardo, m’è venuto un ricordo. Anzi, è venuto a Giovanni Stefanìa che al passaggio da junior a professionista, si accorse di un problemino di postura e gli mise uno spessorino sotto la scarpa. Non vorrei che glielo avessero tolto e da lì sia partito il mal di schiena. Sarebbe strano, perché una volta che hai un atleta in equilibrio, non ha senso rimetterlo in ballo. Ma se fosse successo questo, la cura è stata rimetterci quello spessore…».