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Conoscete la giornata tipo di Pozzovivo?

08.11.2020
5 min
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Dopo aver ficcato il naso a casa di Alessandro Covi, un giovanissimo, oggi andiamo da un esperto: il piccolo grande Domenico Pozzovivo.

Lo scalatore lucano tuttavia ci risponde dall’ospedale italiano di Lugano, dov’è ancora ricoverato in seguito all’operazione per l’infezione al gomito.

Ciao, Pozzo come va?

Eh, è un po’ più lunga di quanto mi aspettassi. Dipende dal livello di batteri che trovano. Per adesso devo fare tre volte al giorno delle flebo di antibiotici, uscire sarebbe piuttosto sconveniente. Per fortuna che da ieri mi hanno portato i rulli, almeno posso fare qualcosa.

Ricotta (senza lattosio) tra le preferite del “Pozzo”
Ricotta (senza lattosio) tra le preferite del “Pozzo”
Vogliamo sapere della tua giornata tipo quando sei a casa, lontano dalle corse. Partiamo dal mattino…

A casa… in pratica la minima parte dell’anno! Quello che cambia sono gli orari tra estate e inverno. D’estate mi alzo presto, specialmente se sono al Sud, a casa. Quando ci sono 40 gradi esco al mattino presto, anche alle 6. E ci sta che parta a digiuno per i primi 45′, un’ora. Altrimenti esco verso le 8,30-9.

A che ora metti la sveglia?

Non la metto, ma di solito mi sveglio alle 7. Quando la metto, alla fine l’anticipo sempre. Diciamo che tra la sveglia, la colazione e il momento che salgo in bici, passa un’ora e mezza abbondante.

Colazione: come fai quando esci a digiuno?

A me non piace fermarmi, quindi parto con le tasche piene. Magari mangio una porzione di torta fatta in casa senza glutine, qualche barretta. Prima non prendo nulla, né thè, né caffè.

E la colazione a casa?

Thè alla vaniglia o cappuccino decaffeinato e poi non manca mai uno yogurt o una ricotta senza lattosio. Qualche biscotto secco, marmellata di fichi o albicocche e pane senza glutine.

Cosa mangia Pozzovivo in bici?

Qualche barretta di solito proteica, mentre punto sui carboidrati se devo fare un lavoro più intenso. Può capitare anche che prenda un gel.

Dopo l’incidente dell’anno scorso problemi al braccio sinistro per il lucano
Dall’anno scorso Domenico ha problemi con il braccio sinistro
Quando torni come continua la tua giornata?

Nel periodo invernale spesso neanche pranzo. Perché se torno dopo le 14,30, a quel punto faccio uno spuntino e tiro fino a cena. Altrimenti mangio leggero: un po’ di riso o di pasta, gnocchi.

Il tuo pomeriggio…

Un po’ di riposo, poi studio, oppure mi tengo informato sull’attualità, principalmente politica. Credo che in queste elezioni americane abbia il record di ore passate a seguire la Maratona Mentana!

Fino a che non arriva l’ora di cena. Cosa mangi?

Se non ho pranzato, cerco di anticiparla un po’: alle 19,30. Altrimenti ceniamo verso le 20. E mi piace cucinare la sera

Dai! E qual è il tuo piatto forte?

A parte i dolci, sono bravo a cuinare i piatti a base di pesce. Meglio della carne.

Beh, dicci una ricetta?

Il risotto ai frutti di mare. Ci vuole un bel po’, a partire dalla scelta del pesce. Parto dal brodetto con lische o teste di pesce, poi man mano in base ai tempi di cottura aggiungo tutto il resto. Gli ultimi sono i mitili.

Quando e dove hai imparato a cucinare?

Da quando ero juniores in Piemonte. All’epoca facevo un piatto di pasta, ma a forza di farlo tutti i giorni impari. Poi la nutrizione mi piace e cerco di fare ricette buone ma al tempo stesso valide per la mia vita da atleta.

Aggiungi anche un po’ di vino quando fai quelle cenette a base di pesce?

Di solito no. Non mi piace molto, mi dà subito una sensazione di gonfiore. Mentre mia moglie Valentina un calice lo gradisce.

Parliamo di allenamento. Come gestisci le tue uscite nell’arco della settimana?

Faccio due blocchi di tre allenamenti intensi e un giorno di scarico. Nei tre giorni faccio dalle 4 alle 6 ore. E nell’arco di quelle uscite ci sono anche dei lavori specifici. La regola è più qualità nei primi due giorni, più chilometri nel terzo. Alle 6 ore ci arrivo solo se in vista c’è una gara che richiede molta endurance, un Giro per esempio. Se invece c’è da fare uno UAE Tour, un Oman…  non vado oltre le 5 ore.

Pozzovivo al UAE Tour, ad inizio stagione
Pozzovivo al UAE Tour
Tra i lavori specifici qual è quello che ti piace di più e quello che invece digerisci meno?

I 20′ a tutta in salita mi piacciono. So che può sembrare masochista, ma l’idea di mettermi alla prova mi stimola. Quelli che invece non mi piacciono sono, come potete immaginare, le partenze da fermo, gli scatti e tutto ciò che è esplosività. E adesso con questo braccio l’antipatia è crescente.

Sei attento anche allo stretching?

Lo faccio nel pomeriggio, 15′-20′ e faccio anche del core.

Anche a ridosso delle gare?

Troppo a ridosso no, ma lo faccio spesso. Io non vado in palestra, mai. Neanche d’inverno. Preferisco uscire in Mtb che mi fa lavorare anche sul busto. Mi piace moltissimo fare quelle salite impervie, meno i single track in discesa, ho un po’ paura di farmi male più che altro.

Sappiamo che il gruppo di Lugano fa spesso Mtb e altrettante uscite insieme. Bettiol dice che se hai pochi stimoli devi andare con Pozzovivo…

Ah, ah… vero. Usciamo spesso insieme. Se in programma c’è un lungo con tre soste e ci sono io la sosta diventa una, una e mezza al massimo. Sanno che non piace fermarmi. In più quando c’è Nibali ogni volta diventa un “tipo gara”, perché ci facciamo la mezza ruota, ma senza volerlo!