Alessandro Fancellu, Giro Abruzzo

Fancellu: ancora un successo e una beffa. Ma il ragazzo c’è

21.09.2026
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CONTROGUERRA (TE) – Il piccolo tour de force di Alessandro Fancellu si è chiuso ieri al Giro di Campania. Da metà agosto ad oggi ha corso moltissimo. Ora qualche giorno di recupero e poi sarà di nuovo in pista col coltello tra i denti. Il ragazzo della MBH Bank – Colpack Ballan CSB cresce velocemente e cresce bene. Tanto che, dopo averci parlato guardandolo negli occhi, il terzo posto al Giro d’Abruzzo sa più di sconfitta che di vittoria.

Quel giorno a mettergli i bastoni fra le ruote nella conquista della corsa a tappe è stata la fuga di giornata dell’ultima tappa. Una fuga con dentro uomini molto vicini in classifica. Morale: squadra spremuta, un pizzico di tensione e poche gambe al momento decisivo.

«Ci abbiamo provato – ci aveva detto il suo direttore sportivo Gianluca Valoti con le braccia allargate – in effetti quella fuga con quegli uomini così vicini in classifica ci ha complicato le cose. In più avevamo la squadra decimata. Samuele Zoccarato ha tirato tantissimo e alla fine era stanco anche lui».

Bisogna però ricordare che la MBH Bank è al primo tra le professional e ha già fatto ottime cose. Non solo ma si conferma come il team italiano più pimpante, almeno al momento.

Alessandro Fancellu, Giro Abruzzo
Alessandro Fancellu (classe 2000) al termine del Giro dìAbruzzo concluso al terzo posto nella generale a 5″ da Vauquelin
Alessandro Fancellu, Giro Abruzzo
Alessandro Fancellu (classe 2000) al termine del Giro dìAbruzzo concluso al terzo posto nella generale a 5″ da Vauquelin

Occasioni… lezioni

Fatto sta che Fancellu si sta mostrando come uno dei corridori italiani più in forma di questa seconda metà di stagione. Tanti piazzamenti, la vittoria di tappa in Repubblica Ceca e poi l’Abruzzo, dove ha messo insieme una vittoria, la maglia di leader e una classifica generale chiusa sul terzo gradino del podio. Un risultato che, guardando soltanto alla classifica, sarebbe già sufficiente per raccontare una settimana importante. Ma ascoltando Alessandro si capisce che il ragionamento è un altro.

Il primo posto non era un’utopia. Era diventato un obiettivo concreto dopo la vittoria di Casalincontrada, quando Fancellu aveva dimostrato di avere la gamba per stare davanti anche in un contesto con squadre e corridori di livello superiore. Il passaggio successivo, però, è proprio quello che distingue una buona prestazione dalla maturazione finale di un corridore: imparare anche dalle giornate in cui qualcosa non funziona al meglio.

«Sto imparando – dice Fancellu – sì, però anche qui come in Repubblica Ceca… questa lezione l’avevo già imparata! Oggi, purtroppo avevamo la squadra un po’ decimata da qualche malanno. Devo dire davvero grazie mille a tutti i miei compagni Verre, Zoccarato, Masnada e Kajamini che oggi hanno tirato finché hanno potuto e mi hanno aiutato per quello che era possibile. Purtroppo altre squadre hanno avuto un approccio tattico diverso e aggressivo. Hanno sfruttato un po’ la nostra debolezza, poi nel momento clou mi sono mancate un filino di gambe. Tudor, XDS e Ineos erano comunque in superiorità numerica e hanno potuto giocare al meglio le loro carte. Però quando sono partiti sullo strappo duro lì dovevo entrare io, ci ho provato ma non avevo le gambe».

Non c’è dunque soltanto il risultato, ma la consapevolezza di ciò che è mancato. Ed è probabilmente questo uno dei segnali più interessanti della sua stagione di rilancio e della definitiva crescita.

Alessandro Fancellu, Giro Abruzzo
La vittoria di Fancellu nella frazione di apertura dell’Abruzzo. Successo che arriva qualche settimana dopo quello ottenuto in Repubblica Ceca
Alessandro Fancellu, Giro Abruzzo
La vittoria di Fancellu nella frazione di apertura dell’Abruzzo. Successo che arriva qualche settimana dopo quello ottenuto in Repubblica Ceca

Nessuna pressione

La sensazione, guardandolo correre, è quella di un corridore che sta progressivamente ritrovando sicurezza. Fancellu non sembra più soltanto alla ricerca della prestazione che possa restituirgli fiducia: adesso va a cercarla, la prestazione. E quando arriva vicino alla vittoria, come in Repubblica Ceca o in Abruzzo, non si accontenta più di essere lì.

«Già dall’inizio dello strappo ho provato a fare delle accelerate… e magari lì ho anche un po’ sbagliato a stare sempre così avanti. A chiudere, poi sono arrivato sul muro al primo passaggio che la cartuccia l’avevo già sparata un po’ prima, quindi non avevo poi quella brillantezza per seguirli».

Gli chiediamo allora se, davanti ai primi risultati importanti, possa esserci anche una componente mentale, magari una pressione ancora non del tutto riconosciuta. La risposta è netta.

«No – replica Fancellu – quello no, perché alla fine la pressione me l’ero messa il primo giorno. Non è qualcosa che sento o che vivo male. Pensavo che il primo giorno fosse la tappa che avrebbe determinato la classifica. Avevo in testa di riuscire a prendere la maglia lì e poi controllare. Ed era andato tutto bene fino all’ultima frazione. Si è perso per pochi secondi, ma fa parte del gioco».

Una frase simile racconta bene il momento di Fancellu: ambizione sì, ma anche la capacità di accettare che un piano possa saltare senza trasformare una giornata negativa in un problema più grande. Insomma è la consapevolezza che mancava. Ma ora non basta più. L’asticella si è alzata e lui vuole farsi trovare all’altezza.

Alessandro Fancellu, Giro Abruzzo
Non solo Fancellu, la MBH Bank sta crescendo bene e corre compatta. I punti UCI raccolti sono quasi tutti in Europa
Alessandro Fancellu, Giro Abruzzo
Non solo Fancellu, la MBH Bank sta crescendo bene e corre compatta. I punti UCI raccolti sono quasi tutti in Europa

MBH Bank, ambiente che fa crescere

In questo percorso c’è poi un altro elemento che merita attenzione: il lavoro della MBH Bank. Come sappiamo, la squadra è divenuta professional in questa stagione, dopo un percorso costruito negli anni precedenti nel vivaio continental e ha impostato il progetto proprio sulla crescita dei giovani talenti. Non era detto che questo schema funzionasse anche nella categoria superiore. Invece Bevilacqua e Valoti stanno lavorando bene, con consapevolezza. Consapevolezza forse prima ancora dei limiti che delle possibilità dei loro ragazzi e dell’intero team. In fin dei conti Fancellu e compagni stavano lottando con Vauquelin, atleta della Ineos… Il salto è netto. Totale.

Oggi, accanto ai ragazzi più giovani, ci sono corridori con esperienza come Fausto Masnada, e questo permette di costruire un gruppo nel quale il talento individuale può essere accompagnato da una struttura sempre più solida. Il Giro d’Abruzzo lo ha dimostrato in modo evidente. La squadra ha dovuto difendere una maglia, assumersi responsabilità e spendere energie quando altre formazioni hanno attaccato. Non è andata come Fancellu avrebbe voluto, ma proprio queste situazioni rappresentano un importante passaggio della crescita sua e del team.

«Sì in parte è come dite voi. Io avevo la maglia quindi tutti cercavano di attaccarmi, ma a termine di difficoltà giustamente, fa parte delle tattiche di questo sport. Alla fine magari va anche bene che le altre squadre ci attacchino, specie se non sono loro a dover controllare la corsa. In più sapevano che noi ancora non eravamo pronti per controllarla in un certo modo e magari ne hanno approfittato. Sono situazioni a cui dobbiamo prendere le misure». Almeno a questi livelli aggiungiamo noi.

Il calendario di Fancellu, intanto, non concede molto tempo per fermarsi. Dopo il Giro di Campania di ieri, ci sono ancora appuntamenti importanti, a cominciare da quello con la Nazionale. «Farò il campionato europeo con la nazionale, la Tre Valli Varesine e, spero, il Giro di Lombardia», ha concluso il comasco.