International Bike Festival 2025, presentazione Giant Dynamic Cycling Fit, biomeccanica, Wouter Lazet, Monica Trinca Colonel

Dynamic Cycling Fit, la nuova biomeccanica di Giant

05.09.2026
6 min
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MISANO ADRIATICO (RN) – Dice Davide Riva, il Direttore generale di Giant Italia, che la possente macchina da biomeccanica di cui ci stanno parlando non avrebbero dovuto portarla all’International Bike Festival. Quando però l’hanno vista all’opera, si sono affrettati a cambiare programma, riservando un box alla dimostrazione e alle prime spiegazioni. Riva ce ne aveva parlato in una recente intervista a proposito dei Giant Store italiani ed è stato di parola.

Si chiama Dynamic Cycling Fit, che si abbrevia benissimo con DCF. La descrive Wouter Lazet, fiammingo e responsabile in Giant dello sviluppo del prodotto. Il tempo di spiegare che la gigantesca casa taiwanese ha 10 mila negozi nel mondo e che realizza tutto da sé, dalla progettazione alla vendita, e il discorso entra nel vivo. 

«DCF – spiega – non è un prodotto o un brand e non è neppure un’invenzione. Siamo partiti da un foglio bianco, conciliando le migliori teorie ed esperienze con la capacità produttiva di Giant. Il bike fitting è qualcosa di molto personale, non esiste una sistemazione buona per tutti e non esiste una regola generale. Gli angoli sono la base, ma non sono tutto.

«Se mi metto in sella e chiudo gli occhi, anche senza leggere dati o misure, sono capace di dire quale sia la posizione per me più comoda e redditizia, soprattutto se posso cambiarla mentre pedalo. Ecco, una parte del nostro segreto è questo: le sensazioni contano e DCF permette di cambiare le misure in modo dinamico».

La presenzazione del Dynamic Cycling Fit di Giant è stata introdotta da Davide Riva e Marta Villa, General Manager e Responsabile Marketing di Giant Italia
La presenzazione del Dynamic Cycling Fit di Giant è stata introdotta da Davide Riva e Marta Villa, General Manager e Responsabile Marketing di Giant Italia
La presenzazione del Dynamic Cycling Fit di Giant è stata introdotta da Davide Riva e Marta Villa, General Manager e Responsabile Marketing di Giant Italia
La presenzazione del Dynamic Cycling Fit di Giant è stata introdotta da Davide Riva e Marta Villa, General Manager e Responsabile Marketing di Giant Italia

Le misure con il laser

Esistono due versioni di DCF: una leggera e una più importante, vale a dire quella che stiamo osservando. Ci sono una sella e un manubrio e anche i pedali, una resistenza per gestire la pedalata e una serie di sistemi di sollevamento dei singoli componenti. Wouter Lazet e i suoi lunghi capelli procedono con grande rigore, mentre sulla bike è stata fatta salire Monica Trinca Colonel, vestita con il kit della LIV-Jayco-AlUla e sul ginocchio ancora i segni della ferita che l’ha costretta a lasciare anzitempo il Tour Femmes.

«Non è questa la sede per eseguire un bike fitting – spiega Lazet – perché l’atleta deve essere completamente isolato dall’ambiente circostante. Il primo step normalmente è rilevare le sue quote antropometriche e il sistema DCF prevede un primo passaggio con il DCF Digi Fit, che tramite il laser determina tutte le quote dell’atleta».

Senza distogliere lo sguardo

Ovviamente non è questa l’occasione, pertanto tramite il suo tablet, Lazet crea la scheda dell’atleta valtellinese inserendo una serie di dati. Dall’altezza e la taglia del piede, il computer determina la lunghezza del femore. L’inserimento del modello di bici utilizzato su strada, Langma nel caso di Monica, permette di relazionare le quote antropometriche alla bicicletta. Il tecnico di Giant ci tiene a sottolineare che il passaggio al laser permetterebbe di avere delle quote attendibili al 100 per cento, mentre queste sono stimate e pertanto portatrici di un margine di errore.

«Quando si effettua la misurazione con un altro sistema – spiega – che sia Retul o Shimano, si interviene sulle misure della bici. Si distoglie l’occhio dall’atleta, si alza ad esempio la sella e poi si torna a guardarlo. Con il nostro sistema agiamo dal tablet e grazie a questo possiamo muovere i vari segmenti a nostro piacimento. Possiamo alzare contemporaneamente sella e manubrio, oppure solo uno dei due. Regoliamo ogni movimento della sella e anche delle mani. Il tutto senza distogliere lo sguardo, mentre l’atleta pedala, in modo da avere dei riscontri immediati».

La prima bike a Parabiago

Trinca Colonel pedala e si vedono i minimi movimenti dei singoli componenti, grazie a quello che Giant definisce DCF Advanced Control Mode, mentre l’atleta esprime le sue valutazioni. La macchina è imponente ed esprime un senso di efficienza e precisione rari a vedersi. Non si tratta di un… giocattolo da tenere in casa e può interessare un grande rivenditore, un centro di biomeccanica, come pure una squadra WorldTour che voglia gestire internamente la biomeccanica dei suoi atleti.

«Il primo esemplare – spiega Andrea Gadda, fisioterapista e biomeccanico – sarà disponibile presso BCP Bike di Parabiago, dove avremo modo di fare i primi test fisici su clienti veri. Avremo il laser e la bici, mentre il discorso delle solette, il DCF Cucltom Insole, lo testeremo, ma all’inizio non sarà core business dell’attività».

Il primo esemplare di Dynamic Cycling Fit sarà disponibile presso BCP Bike di Parabiago, con la presenza di Andrea Gadda
Il primo esemplare di Dynamic Cycling Fit sarà disponibile presso BCP Bike di Parabiago, con la presenza di Andrea Gadda
Il primo esemplare di Dynamic Cycling Fit sarà disponibile presso BCP Bike di Parabiago, con la presenza di Andrea Gadda
Il primo esemplare di Dynamic Cycling Fit sarà disponibile presso BCP Bike di Parabiago, con la presenza di Andrea Gadda

Non solo gli angoli

Gadda racconta di aver fatto l’intero percorso di training online con Giant, che per lui che già operava con il sistema bike fit di Shimano è stato una sorta di integrazione. Ora si è spostato del tutto sulla piattaforma Giant e anche in questi giorni la vicinanza di Wouter Lazet rientra in una utile fase di formazione.

«Il sistema – spiega ancora Gadda – esce un po’ dai canoni a cui siamo abituati in Italia. Noi ragioniamo molto per angolo e analisi video, con questo invece puoi fare un test continuo, basandoti sulla sensazione di comfort del tuo atleta.

«E’ un sistema molto user-friendly – conclude – alla fine è come giocare con un joystick fino a trovare la posizione. Ti agevola tanto nei cambiamenti perché riesci a spostare un parametro alla volta, seguendo una sorta di percorso circolare che ti guida nell’assetto posturale personalizzabile al mille per mille».

Giant Italia