Abbiamo provato nel lungo periodo la Look 795 Blade RS 3, ovvero la generazione numero 3 dell’ammiraglia Look. Rigidità ed immediatezza delle risposte, una bicicletta che non nasconde (mai) il carattere corsaiolo.
Rispetto alla versione precedente è decisamente migliore in salita ed in tutte quelle situazioni dove il cambio di ritmo può fare la differenza. Non è una bici confortevole nel senso stretto del termine, perché il focus primario è una resa tecnica massima, anche se il bilanciamento ottimale tra avantreno e retrotreno la rende meno cattiva di quello che è lecito immaginare. Ecco le nostre considerazioni.


Look 795 Blade RS 3, quella del test
Taglia small (S) caratterizzata da una livrea cromatica accattivante, ovvero una delle protagoniste della fase di lancio della piattaforma rinnovata ed utilizzata anche dai pro’ del Team Cofidis. Rispetto alla bici dei corridori (quelli veri) cambia il montaggio. Pacchetto Shimano Dura-Ace nella sua totalità con rapporti 52-36 e 11-34 (senza power meter). Il movimento centrale è T47 Praxis.
Nuova versione delle ruote Mavic Comete 50, gommate Vittoria Corsa Pro TLR da 29. Sella firmata Selle Italia SLR, kit Look per quanto concerne reggisella e cockpit integrato. Anche il manubrio Look Aero Carbon RS 3 è stato rinnovato, soprattutto per quanto riguarda l’ergonomia. Abbiamo rilevato un peso di 7,2 chilogrammi (senza pedali), mentre il prezzo ufficiale è di 10.690 euro.
















Rigida senza mezzi termini
Anche in fase di presentazione il fattore rigidità ha ricoperto un ruolo importante, un aspetto voluto e ricercato dagli ingegneri Look per il nuovo progetto Blade RS 3. E’ molto rigida e si sente, ben oltre i numeri, perché il percepito non lascia spazio a tante interpretazioni.
Resta inoltre il concept di bici aero ed anche in questo caso le forme parlano chiaro, se pur senza eccessi. E’ un prodotto creato per il professionismo moderno e per le gare di oggi, dove l’aerodinamica gioca un ruolo fondamentale anche in salita. La nuova 795 Blade RS 3 è una sorta di bici tuttofare? Sì lo è, sempre contestualizzata all’ambiente agonistico.


Un valore aggiunto alla performance
Rispetto alla versione più anziana, la nuova 795 è decisamente più equilibrata nella distribuzione dei pesi, tra anteriore/posteriore e viceversa, funziona meglio in salita grazie ad una fluidità maggiore soprattutto del comparto retrotreno. E’ comunque un progetto di altissimo livello, al pari di una F1 e come tale deve essere gestita ed interpretata. E’ una di quelle bici non per tutti, o meglio, una bici che diventa un plus quando si ha gamba, si ha la voglia e la forza per spingere a fondo. Diventa faticosa, quasi invasiva quando il fisico chiede momenti di pausa e manca un po’ di brillantezza.
La chiave di lettura relativa al comfort non cambia molto neppure quando si decide di intervenire su ruote e pneumatici. La dotazione della bici test Mavic/tubeless Vittoria da 29 millimetri è la più funzionale ed a nostro parere la più congeniale al progetto Blade RS 3, soprattutto in fatto di altezza del cerchio. Abbiamo provato la bici anche con le nuove ruote Shimano Dura-Ace C50 (gommate Pirelli SL-R), documentando una maggiore efficienza, ma anche un’attenzione amplificata in particolar modo nei contesti planimetrici complicati.


Super agile in discesa
Merito di un bilanciamento eccellente, di un cockpit integrato (non è un blocco unico, ma per ergonomia è tra i migliori del mercato) che dona ulteriore stabilità all’avantreno e offre tanto sostegno. L‘anteriore è davvero preciso. Zero tentennamenti e zero beccheggi quando è necessario cambiare traiettoria velocemente, un esempio di stabilità quando è obbligatorio pinzare sul freno durante la curva e raddrizzare la bici per evitare un ostacolo. Tanto è una bici rigida, per quanto è capace di infondere certezze e sicurezza.




Cosa sì e cosa no
Ci piace molto tutta la scatola centrale, ben disegnata, ben costruita anche grazie ad una superficie maggiorata dove la ghiera del movimento trova i punti di appoggio. Ci piace il comparto dello sterzo, un simbolo per precisione ed abbinamento tra i vari componenti in gioco, spessore inclusi che non lasciano spazi vuoti abbinandosi alla perfezione con telaio e stem. Ben fatto e ben incastonato il forcellino UDH, perfettamente integrato.
Non ci piace il numero eccessivo di chiavi per effettuare le regolazioni di base, un fattore che si potrebbe evitare unificando i diversi comparti in gioco. Un esempio, per la sola zona del reggisella sono necessarie tre chiavi differenti per eventuali regolazioni, con Torx e chiavi esagonali (brugole). Le teste dei perni passanti di forcella e carro hanno le sedi opposte, non dal medesimo lato.


In conclusione
Look Blade generazione 3 è cambiata in modo importante ed ha poco da condividere (quasi nulla) con la versione più anziana. Resta una bici dedicata a chi ama la rigidità e ama “sentire” la bici, ma la stessa perentorietà del mezzo è distribuita meglio. Blade RS 3 accontenta il concetto di ciclismo attuale, dove il mezzo deve essere affidabile e veloce, tanto in pianura, quanto in salita ed in discesa.
La nuova Blade è una bici con forti connotazioni aero, dal valore alla bilancia contenuto, fattore non secondario per l’utente comune che (non di rado) sceglie (e valuta) la bici in base al numero impresso sulla bilancia.