Wout Van Aert, casco Giro Eclupse Pro (foto Giro)

Giro Eclipse Pro, appunti tecnici dal lancio ufficiale

11.02.2026
7 min
Salva

BARCELLONA (Spagna) – Siamo volati fin qui per partecipare al lancio ufficiale dell’ultimo nato in casa Giro: il nuovo casco Eclipse Pro che finalmente si rende disponibile anche al pubblico.

Lo abbiamo già visto infatti a partire dallo scorso Tour de France sul capo degli atleti della Visma Lease a Bike (in apertura Wout Van Aert), poi portato in maglia gialla sugli Champs Elysee da Pauline Ferrand-Prèvot e in occasione della vittoria della Vuelta da parte di Vingegaard. E persino nel settore delle ruote grasse con la prima posizione al mondiale marathon, il record del percorso e vittoria assoluta alla Leadville Trail 100: entrambe con Kate Courtney.

Risultati che dimostrano un ottimo successo del prodotto nelle difficili condizioni dei campi di gara, che sono servite come coda dello sviluppo del casco. I progettisti di Giro ci hanno spiegato che ad un ritmo serrato di iterazioni di design, analisi aerodinamiche al CFD ed in galleria del vento, si è dato molto peso al feedback degli atleti e ai dati rilevati fuori dai laboratori.

Il focus era creare un casco con una elevata efficienza aerodinamica, senza perdere di vista il comfort sia statico sia dinamico in ogni condizione di utilizzo.

Ash Lewin è il designer che ha realizzato il casco Giro Eclipse Pro
Ash Lewin è il designer che ha firmato il casco Giro Eclipse Pro
Ash Lewin è il designer che ha realizzato il casco Giro Eclipse Pro
Ash Lewin è il designer che ha firmato il casco Giro Eclipse Pro

Barcellona città ciclabile

Abbiamo potuto verificare le dichiarazioni del produttore in una splendida mattinata nei dintorni di Barcellona: città che, nonostante le dimensioni, si è rivelata molto a misura di ciclista. Un deciso rispetto e attenzione da parte degli automobilisti locali mentre uscivamo dal centro e, soprattutto, una pletora di ciclabili completamente separate dalla circolazione anche in periferia.

Spazi dedicati sia all’attività ricreativa sia a quella sportiva e abbiamo notato persino diverse aree attrezzate per l’insegnamento della sicurezza stradale ai giovani ciclisti in erba.

Tornando al prodotto da subito si colgono la qualità dei materiali, soprattutto la morbidezza del cinturino e la possibilità di regolazione Roc-Loc. Il sistema è giunto alla versione 5.5, con 3 posizioni sia di altezza sia di larghezza delle bande che avvolgono la nuca e permettono di trovare una calzata decisamente comoda anche per diverse conformazioni della testa. Dopo qualche regolazione, non si evidenzia alcun punto di pressione o fastidio: un casco che quasi fa dimenticare di averlo in testa.

Barcellona si è rivelata una sorpresa per le tante ciclabili ben divise dal traffico ordinario
Barcellona si è rivelata una sorpresa per le tante ciclabili ben divise dal traffico ordinario
Barcellona si è rivelata una sorpresa per le tante ciclabili ben divise dal traffico ordinario
Barcellona si è rivelata una sorpresa per le tante ciclabili ben divise dal traffico ordinario

Sicurezza e un solo appunto

Torna anche il sistema Mips Spherical. La doppia calotta con densità di EPS differenziate permette al casco di rimanere fisso nella parte a contatto col capo, mentre il guscio esterno può ruotare in ogni direzione in caso di impatto, smorzato da elastomeri che assemblano anche le due parti. Giro è l’unico brand ad oggi che adotta la tecnologia Spherical.

Questo sistema pone Eclipse Pro su un piano di sicurezza superiore a diversi competitor, senza la fastidiosa sensazione di capelli impigliati che a volte si verifica con i caschi col Mips direttamente sulle imbottiture interne. Per contro a livello personale e trattandosi di un primo approccio (non un test completo), ho riscontrato un leggero movimento rispetto all’asse longitudinale non limitato dal laccio sottogola. Un fattore sicuramente legato alla differenza di forma fra la testa ed il casco, quindi una soggettività che ha richiesto una notevole tensione del rocchetto posteriore. Uno “spazio luce” non percepibile durante la pedalata, ma solo muovendo il casco con le mani.

Molto buono il peso, soprattutto considerando la categoria della quale fa parte, la tanta sostanza che mostra il nuovo Giro, tenendo ben presente la complessità costruttiva di Eclipse Pro. L’ago della bilancia si ferma a 280 grammi in taglia M.

Lo studio dei flussi

A livello dinamico le sensazioni sono state molto positive. E’ difficile valutare ovviamente la dichiarazione del miglioramento aerodinamico del 17% rispetto al precedente Eclipse. Invece è facile riscontrare la presenza minima di fruscii quasi indipendentemente dalla posizione della testa, sinonimo di una buona efficienza di gestione non solo dei flussi esterni, ma soprattutto di quelli interni.

Proprio su questi ultimi si nota l’importante studio fatto da Giro in galleria del vento. I flussi interni risultano decisamente percepibili soprattutto nella zona delle tempie. E poi, con la testa in posizione alta, anche nell’evacuazione dell’aria dal capo ad opera della feritoia all’inizio del canale centrale. A testa bassa invece, questo effetto quasi sparisce.

A detta dei progettisti è una scelta voluta per mantenere una efficienza elevata anche in questa posizione, dove molti design (soprattutto di caschi a coda lunga e con prese di ingresso frontali) perdono di efficacia sia aerodinamica che di aerazione. Mentre molti caschi aero fanno affidamento sulla pressione aerodinamica in velocità per rendere efficienti le prese d’aria, la sensazione pedalando in salita indossando Eclipse Pro è di un casco che rimane fresco anche quando la velocità diminuisce e lo sforzo aumenta, complice le sezione posteriore tronca completamente aperta.

Eclipse Pro rimane fresco anche quando la velocità diminuisce e lo sforzo aumenta
Eclipse Pro rimane fresco anche quando la velocità diminuisce e lo sforzo aumenta
Eclipse Pro rimane fresco anche quando la velocità diminuisce e lo sforzo aumenta
Eclipse Pro rimane fresco anche quando la velocità diminuisce e lo sforzo aumenta

Il punto di congiunzione

La nostra prova si è conclusa con alcuni giri nello splendido velodromo a cielo aperto di Horta. Abbiamo potuto apprezzare ancora il piacevole equilibrio del casco fra le doti di penetrazione aerodinamica e il comfort sia di calzata sia di aereazione.

Nonostante la bella giornata infatti, il famoso inverno mite spagnolo si è fatto un po’ desiderare e solo in velodromo le temperature hanno iniziato a superare i 15 gradi. Si rimanda quindi il giudizio finale delle doti del casco alle pedalate nei caldi estivi, dove normalmente i caschi aero tendono a mostrare il fianco.

Questo primo approccio ci fa propendere tuttavia nel credere che Eclipse Pro si possa facilmente piazzare fra i migliori della categoria, se non addirittura fare da ponte verso i caschi tipici da salita estivi.

In vendita dal 15 febbraio

In conclusione pensiamo che il nuovo prodotto di Giro abbia pochi punti deboli. E’ un casco molto trasversale, dal cuore agonista e che punta alla velocità, ma non vuole rinunciare ad essere sicuro, fresco e comodo in ogni condizione. Se si è alla ricerca di un singolo casco valido su più discipline e ambienti, certamente il nuovo Eclipse Pro è da prendere in forte considerazione.

Sarà disponibile per l’acquisto dal 15 febbraio al prezzo di listino di 329,99 euro in 3 taglie che coprono dai 51 ai 63 cm di capo, in 7 colorazioni di cui due a tinta unita, ma tutti comunque solo in colori opachi. A partire dalla seconda metà dell’anno si aggiungeranno le versioni speciali e replica delle squadre.

Giro

Giro è distribuito in Italia dalla commerciale Bonin