Tifo da stadio, monocorona e molto altro alla Milano-Sanremo 2026

I segreti della monocorona di Pogacar tra Fiandre e Roubaix

02.04.2026
5 min
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Alla scorsa Milano-Sanremo abbiamo visto in azione un’importante novità a livello tecnico tra le file della UAE Team Emirates XRG: la monocorona. Lo scorso anno Pogacar perse, se non proprio la Roubaix, di certo la possibilità di giocarsela fino alla fine con Van Der Poel proprio a causa di un problema alla catena in seguito alla scivolata, altrimenti di per sé innocua. Incidente che non sarebbe accaduto se già allora avesse avuto questa soluzione sulla propria bici. 

All’indomani della (tanto sospirata) vittoria alla Classicissima, abbiamo contattato Alberto Chiesa, capo meccanico della squadra emiratina, per farci raccontare dall’interno come sia nata questa scelta tecnica e quando e quanto verrà usata in futuro.

Alberto Chiesa, capo meccanico del UAE Team Emirates, con Tadej Pogacar
Alberto Chiesa, capo meccanico del UAE Team Emirates, con Tadej Pogacar
Alberto, prima gara di Pogacar con la monocorona e subito una vittoria pesantissima…

Avevo già vinto la Sanremo con Simon Gerrans nel 2012, ai tempi del team GreenEDGE. Ma questa è una soddisfazione diversa, più bella. Qui Pogacar è caduto, si è rialzato ed è comunque riuscito a fare quello che ha fatto. La fortuna è che aveva la monocorona e nell’incidente non è caduta la catena, se avesse avuto la doppia, la sua gara sarebbe finita lì.

Arriviamo subito al dunque allora. Quando avete scelto la corona singola?

Abbiamo iniziato a svilupparla l’anno scorso su richiesta di Tadej e l’abbiamo usato in qualche corsa piatta con alcuni corridori, ma mai con lui. Il cambiamento radicale c’è stato quest’anno al UAE Tour, quando Del Toro ha vinto la prima tappa utilizzando la monocorona. Poi Pogacar l’ha montata nei suoi test prima delle la Sanremo e lì è stata presa la decisione finale. A quel punto anche tutti gli altri corridori hanno scelto quella soluzione.

Pogacar ha così tanto potere in squadra?

Quando il leader fa una scelta, gli altri lo seguono, perché avevano capito che era la strada giusta. Diciamo che lui è abbastanza influente su questo tipo di decisioni.

Il lavoro di McNulty è stato incredibile: ha riportato Pogacar in coda al gruppo e poi in testa sulla Cipressa. Poi è toccato a Del Toro
Pogacar ha scelto la monocorona per la Sanremo e tutti i suoi compagni l’hanno seguito
Il lavoro di McNulty è stato incredibile: ha riportato Pogacar in coda al gruppo e poi in testa sulla Cipressa. Poi è toccato a Del Toro
Pogacar ha scelto la monocorona per la Sanremo e tutti i suoi compagni l’hanno seguito
A livello tecnico quali sono i vantaggi rispetto alla doppia corona?

Principalmente il fatto di non avere il deragliatore, una cosa in meno che può dare problemi. Per quanto riguarda il peso invece siamo lì, su una corsa del genere è trascurabile. Con la doppia magari schiacci il pulsante per sbaglio e ti cade la catena. 

Aspetti negativi invece?

Attualmente non ne vedo. Certo non si può usare in ogni gara, ma per quelle senza troppo dislivello attualmente per noi è la scelta migliore.

Monocorona che però, almeno per ora, non è prodotto dal vostro fornitore tecnico ufficiale…

Shimano non lo fa, quindi fino a quando non lo avrà in catalogo possiamo usare il materiale di Carbon-Ti. Immagino che a breve arriverà anche Shimano con quest’opzione, ma ancora non si sa nulla di ufficiale.

Carbon-Ti, eccellenza italiana che ha sdoganato la personalizzazione nel mondo road
Carbon-Ti è un’azienda italiana scelta dalla UAE Emirates per le sue personalizzazioni in carbonio
Carbon-Ti, eccellenza italiana che ha sdoganato la personalizzazione nel mondo road
Carbon-Ti è un’azienda italiana scelta dalla UAE Emirates per le sue personalizzazioni in carbonio
State studiando qualche altra novità per le prossime Monumento, ad iniziare dal Fiandre? 

Credo che correremo il Fiandre con la doppia e la Roubaix con il monocorona. Ma le variabili sono molte e alla fine decidono sempre i corridori. La scelta poi dipende tanto dal meteo, se c’è vento contro oppure o no, perché questo aumenta il dispendio energetico e di conseguenza la doppia, in una corsa dura come il Fiandre, può tornare utile. Per il Fiandre poi stiamo lavorando su due diversi set-up del telaio.

Cioè?

Per ora non posso dire di più su questo aspetto…

Fingeremo di accontentarci. Per quanto riguarda i rapporti posteriori invece la scelta è già stata fatta?

Sicuramente 11-34 al Fiandre e 11-30 alla Roubaix. Poi appunto c’è da vedere se monocorona da 54, perché lì ci sono solo dentature pari, o con la doppia 55-40 o 55-42.  

L’anno scorso Pogacar perse l’occasione di giocarsi la Roubaix per la caduta della catena dopo una scivolata. Con la monocorona andrà meglio?
L’anno scorso Pogacar perse l’occasione di giocarsi la Roubaix per la caduta della catena dopo una scivolata. Con la monocorona andrà meglio?
Quindi, immaginiamo, doppia anche per la Liegi?

Direi di sì, però non si sa mai. Perché alla fine decide sempre lui. Noi possiamo dare consigli secondo la nostra esperienza, ma l’ultima parola resta sempre al corridore. Perciò non escludo mai niente a priori, come dicevo prima le variabili da tenere in considerazione sono molte e alcune le puoi sapere solo a ridosso della gara. Due giorni prima i ragazzi provano il set-up e poi si può modificare fino alla sera prima della partenza. Noi comunque abbiamo sempre tutte le opzioni disponibili per far loro affrontare al meglio ogni percorso in ogni condizione.

Ultima domanda: il futuro è già segnato? Nel senso che tra uno o due anni vedremo in gruppo solo bici con la monocorona, allo stesso modo in cui ora in gruppo vediamo solo freni a disco?

Non credo, perché almeno per ora la mono è abbastanza vincolante. E’ vero che in termini di sviluppo metrico ormai non c’è differenza, però poi c’è da tenere conto del peso del pacco pignoni, e certe tappe dure non puoi farle in quella modalità. Vedremo come sarà l’evoluzione, ma credo che le due opzioni debbano continuare ad esistere.