Dici borraccia e pensi a uno degli elementi più semplici del ciclismo. Un contenitore inerte e stop. Neanche per sogno. Nel ciclismo moderno anche le borracce vengono studiate, progettate, discusse e analizzate da tecnici e corridori. Altro che i bottiglioni di vetro di un tempo e le lotte alle fontane tra i gregari!
Scherzi a parte, non che il tema borracce fosse del tutto nuovo. Anche noi, più volte, magari marginalmente, ne abbiamo parlato. Ma durante l’ultimo Tour de France abbiamo visto da vicino e toccato con mano quanta attenzione ci sia dietro una semplice borraccia.


La forma
Partiamo dalla forma. Alcuni team, come la Lidl-Trek, sono stati fra i primi a modificare le proprie borracce. Con il concetto, e soprattutto l’esigenza, di essere sempre più aerodinamici ne hanno chiesto al produttore una più aero. Di fatto hanno ripreso un concetto già caro alle cronometro e lo hanno trasferito anche alle bici da strada.
In più loro, con la Trek Madone, una delle bici aero per antonomasia, volevano che tutto il pacchetto fosse coerente con questa filosofia, adeguandosi alla stessa direttrice di sviluppo.
Proprio secondo fonti Trek, con questo tipo di borraccia si possono guadagnare circa 1,8 watt a 35 chilometri orari, che possono superare i 4 watt alle velocità più elevate.
Questo concetto non è passato inosservato agli altri team. Ecco così che la Groupama-FDJ e, ancora di più, la XDS-Astana lo hanno inserito nel proprio sviluppo tecnico. In particolare in casa XDS-Astana, facendo riferimento proprio al colosso asiatico, la borraccia è stata progettata su misura. L’hanno realizzata in linea con i colori della squadra, con la forma dei portaborraccia e con le geometrie dei loro telai.






Alloggio e portaborraccia
E qui si apre un altro capitolo: quello dell’alloggio e dei portaborraccia. Ed è forse uno dei più delicati. Cambiando la forma della borraccia subentra infatti il problema del suo alloggiamento. Come si comporta nel portaborraccia?
Perché quelle dalla forma squadrata e aero, in molti casi, richiedono un supporto specifico. E’ il caso, per esempio, proprio delle borracce della Lidl-Trek. Ecco allora che diversi produttori di portaborraccia hanno studiato strutture compatibili con i modelli tradizionali a sezione tonda. In casa XDS-Astana, per esempio, è così. E anche in casa Visma-Lease a Bike.
E questo non è un dettaglio, specie con queste temperature. Può succedere infatti, spesso anche nelle retrovie quando il gruppo si è ormai spezzato, di rifornirsi da un’ammiraglia che non è la propria oppure dall’assistenza neutra. E in quel caso, se la borraccia non si incastra correttamente nel portaborraccia, diventa un bel problema. Dal prossimo anno, perciò, non ci stupiremmo di assistere a una piccola rivoluzione tecnica anche sotto questo aspetto.






Rigida o morbida?
C’è poi il tema della rigidità della borraccia: anche questo conta. Ed è un aspetto al quale mai avremmo pensato. Parlando con i vari meccanici, ci spiegavano come un materiale più o meno rigido comporti due conseguenze. La prima riguarda il fatto che la borraccia possa fuoriuscire con i sobbalzi. La seconda è il livello di condensa che si forma sulla sua superficie.
Una borraccia più rigida si comporta quasi come un corpo a sé stante rispetto alla bici e, soprattutto, rispetto al portaborraccia. E’ meno ancorata, per così dire, specie quando è piena. Diventa quindi più facile perderla passando su una buca o affrontando un tratto sconnesso.
Per quanto riguarda la seconda conseguenza, un materiale troppo rigido favorisce la formazione della condensa quando la borraccia viene riempita con acqua molto fredda. Non è un grande problema, a dire il vero, ma il freddo si disperde più rapidamente e la borraccia rischia di scivolare dalle mani del corridore.


Temperatura e volume
Uno dei meccanici della UAE Emirates, Guillermo Pedregal, ci spiegava come loro stessero utilizzando le borracce termiche Elite.
«Queste sono morbidissime e hanno un’ottima tenuta grazie anche al nostro portaborraccia, che è molto flessibile (se vi ricordate ne avevamo parlato già questo inverno in occasione della bici di Del Toro, ndr). In teoria queste borracce erano nate per l’inverno, per mantenere caldi i liquidi. In realtà funzionano molto bene anche d’estate, mantenendo l’acqua fresca più a lungo».
Pedregal ci ha mostrato come, in pratica, ci sia una borraccia leggermente più piccola all’interno dell’involucro esterno e come tra i due contenitori sia presente una microscopica intercapedine che svolge la funzione di isolante termico.
Infine il peso. Quasi tutte si attestano sui 500 millilitri di capienza, che poi, nella realtà, ci hanno spiegato essere circa 450-460 ml. Alcune di quelle aero, invece, arrivano fino a 600 ml.
Noi pensavamo fosse una buona notizia, visto il caldo che c’era al Tour. Invece ci hanno spiegato come i corridori non fossero particolarmente entusiasti di questa soluzione. Quando è piena, infatti, si ritrovano a trasportare circa 150 grammi in più rispetto a una tradizionale (e circa 300 grammi in più se ne portano due). Considerando il gran numero di rifornimenti presenti lungo il percorso delle tappe, molti preferiscono avere meno peso addosso e rifornirsi più spesso.
Insomma, anche un componente apparentemente semplice come la borraccia nasconde alle spalle uno studio e un livello di sviluppo decisamente tutt’altro che banali.