La borraccia è l’oggetto più comune legato al mondo del ciclismo, il più semplice di tutti (anche se oggi scopriremo che non è esattamente così). Eppure è quello che identifica il ciclista, ha un valore simbolico elevatissimo. Oggetto di caccia da parte dei tifosi e dei collezionisti, i quali ai piedi dei bus delle squadre o lungo le strade ne sono alla costante ricerca. La borraccia è l’unico oggetto che il ciclista trasporta con sé, diventando così un testimone muto delle avventure sui pedali.
Probabilmente è per questo che i tifosi lo raccolgono e ne sono alla costante ricerca, possederla diventa come aver viaggiato con i propri idoli che abbiamo visto sfrecciare sulle strade nel fruscio delle ruote che rompono il silenzio. La borraccia rimane l’unico testimone che certifica il passaggio, altrimenti nessuno ci crederebbe quando ci troviamo a dire: «Ieri sono andato a vedere una corsa di ciclismo».


Cura e attenzione
Al primo sguardo la borraccia sembra un oggetto semplice, cilindrico e con una capienza di mezzo litro. Ma non è tutto qui, dietro alla sua produzione c’è un mondo da scoprire. Andriolo, azienda della provincia di Varese, da decenni produce borracce (in apertura foto Flaviano Ossola).
«Dietro alla produzione di una borraccia – racconta Anna Andriolo – ci sono una costante specializzazione e un lavoro specifico da fare. Ci sono alcuni dettagli non banali ai quali si deve prestare grande attenzione. Inoltre il fatto che si è arrivati ad esportare in tutto il mondo ha portato a una maggiore ricerca di informazioni da parte dei consumatori. C’è da porre grande cura nel design, nella scelta dei materiali e dei colori e anche alla meccanica della borraccia stessa. Alla fine realizzare una borraccia è il frutto di diversi compromessi».


Da quali si parte?
La ricerca del materiale, le nostre borracce sono realizzate in polietilene a bassa densità: questo vuol dire che risultano morbide e facili da schiacciare. E’ una caratteristica importante per l’utente finale, soprattutto per i professionisti. In gara e in allenamento serve avere un flusso d’acqua che renda facile bere in maniera rapida e coerente con le loro necessità.
E’ difficile trovare il giusto materiale?
Si arriva a un compromesso, esistono una quantità enorme di materiali plastici. Tuttavia si fanno delle scelte in base all’odore, alla morbidezza e al contatto alimentare.
Quanta fantasia ci può essere nella sua costruzione?
A livello di dimensioni poca, perché si deve adattare al portaborraccia il quale obbliga noi produttori a realizzare borracce con diametro di 75 millimetri. Si può giocare sul design, noi in Andriolo proponiamo due sagome interne. Queste rappresentano le possibili impugnature, ma bisogna anche stare attenti.


In che senso?
La borraccia per essere personalizzata e disegnata deve avere una superficie liscia. Le macchine che stampano i vari disegni sulla plastica lavorano solo su superfici lisce e regolari.
Le fantasie sono cambiate nel tempo?
Tantissimo, anni fa si cercavano materiali trasparenti. Adesso il mercato va molto verso il bianco, perché è il colore che va per la maggiore anche per altri prodotti come i pantaloncini, le magliette o le bici stesse. La borraccia è diventata un accessorio capace però di identificare il ciclista. E i canoni estetici nel ciclismo sono cresciuti molto, c’è una grande ricerca del bello.
Si personalizzano molto?
Noi in Andriolo abbiamo scelto una strada, che è quella di avere praticamente il 99 per cento delle borracce che riportano il logo del cliente e non il nostro. Abbiamo deciso di lasciare spazio e fornire un servizio di decorazione il più completo possibile.


E’ difficile rispettare la volontà del cliente?
Ci siamo adeguati con un parco macchine che ci permettono di fare praticamente qualsiasi tipo di disegno e personalizzazione. Ovviamente deve essere coerente con la forma della borraccia.
La borraccia è davvero un oggetto così ricercato anche dagli appassionati?
E’ da collezione, ogni anno riceviamo delle mail da parte di gente che è alla ricerca di qualche borraccia specifica per completare la propria raccolta. Soprattutto dal Nord Europa, lì è vero e proprio collezionismo.


Ha parlato di contatto alimentare…
Alla fine è come se facessimo un prodotto alimentare, anche perché la borraccia è poi spesso a contatto con prodotti legati alla nutrizione e all’integrazione sportiva. Da questo punto di vista esiste una legge che richiede dei test, tuttavia non specifica ogni quanto devono essere fatti. Noi ci teniamo costantemente aggiornati.
Ultima domanda: consigli per la pulizia della borraccia?
E’ un aspetto molto importante, perché la corretta pulizia permette di preservare il prodotto a lungo e di tenerlo pulito e bello visivamente. Il degrado non dipende dal contenitore ma da quello che l’utente mette dentro, se si utilizza sempre e solo acqua la borraccia non subisce processi di degrado. La cosa migliore è metterla in lavastoviglie, sembra banale ma permette una pulizia profonda e accurata.