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Il “best of” di bici.PRO, da VdP a Vollering. Ora tocca a voi

30.10.2023
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Qualche giorno fa è stato assegnato il prestigioso Velo d’Or, che premia il migliore e la migliore ciclista dell’anno. Lo hanno vinto Jonas Vingegaard e Demi Vollering. Certamente due protagonisti assoluti della stagione 2023. Il danese ha rivinto il Tour e dominato moltissime altre corse. Vollering ha vinto praticamente tutto!


Anche noi di bici.PRO abbiamo stilato una nostra lista di favoriti e favorite. Da questa sono usciti tre nomi fra gli uomini e tre fra le donne. Ecco chi abbiamo scelto e perché…

Le tre donne

Partiamo dalle donne. Le più votate, quasi un plebiscito, sono state Lotte Kopecky e Demi Vollering. L’altra prescelta è una piccola ma tostissima giovane, per di più italiana, Gaia Realini.

VOLLERING – Per l’olandese parla il suo bottino: Strade Bianche, Amstel Gold Race, Freccia Vallone, Liegi, Tour de France, Vuelta Burgos, Romandia. Un filotto pazzesco che dice della solidità di questa atleta. Una solidità che non è figlia di un’annata di fuoco e fiamme, o di un exploit estemporaneo, ma di una crescita costante. Se l’exploit c’è stato è perché lei è migliorata ancora e alcune senatrici hanno iniziato a pagare dazio o sono state sfortunate: Van Vleuten, Vos, Longo Borghini. 

KOPECKY – Anche per Lotte a parlare è il suo bottino, ma forse quel che ha stupito di più è la sua prestazione sul Tourmalet al Tour de France Femmes. Una “quasi velocista pura” che riesce a difendere il podio di un GT in cima ai Pirenei: pazzesco. Così come pazzesca è stata la sua squadra. Questo rendimento è dovuto, come più volte ci ha detto Elena Cecchini, anche ad un grande clima di amicizia e competizione che si respira nella Sd Worx (ricordiamo che anche Vollering ne fa parte, ndr). In più, come ha sottolineato il nostro Gabriele Gentili, lei è una che comanda anche su pista…

REALINI – L’Italia è in nomination con Gaia! La piccola e grintosa abruzzese della Lidl-Trek è stata colei che più è cresciuta. Si è ritrovata a lottare con le giganti nelle gare elite e ha sfiorato il colpaccio al Tour Femmes U23. Classiche o gare a tappe, Realini è sempre stata presente. In salita vanta numeri importanti. Chissà che un giorno il Velo d’Or, quello vero, non possa essere suo.

I tre uomini

Passiamo poi agli uomini. Vi anticipiamo che d’Italia qui non ce n’è… e probabilmente non ne siete sorpresi. I tre più votati dalla redazione di bici.PRO sono Mathieu Van der Poel, Tadej Pogacar e Sepp Kuss.

VAN DER POEL – La prima nomination è quasi scontata: Mathieu il campione del mondo su strada e del cross. Il re di Sanremo e Roubaix. L’apripista perfetto per Philipsen. Il giudizio? Vi proponiamo quello del nostro direttore, Enzo Vicennati, che tra l’altro fa parte della giuria del Velo d’Or.

«Van der Poel – sostiene Vicennati – si è trasformato in cecchino, aggiustando in una sola stagione gli errori di generosità che in passato lo hanno portato a sprecare occasioni su occasioni. Probabilmente il VdP di due anni fa sarebbe arrivato sfinito al mondiale. In questo ciclismo che non perdona il minimo errore, l’olandese ha messo a frutto le proprie esperienze (ha disputato “solo” 46 giorni di gara, di cui 21 al Tour de France, ndr) e i consigli di chi ha accanto, mettendo la sua capacità di fare spettacolo nelle occasioni più grandi».

POGACAR – Vince o non vince, anzi… vince, Tadej c’è sempre. E come non potrebbe essere così? Diverte, si fa voler bene come pochi, accetta sfide e sconfitte e quando non ci arriva con le gambe ci mette astuzia e una fame da novellino, vedasi l’ultimo Giro di Lombardia. Nel ciclismo da F1, lui è una F1, ma d’altri tempi, unico sin qui (nell’era moderna) in grado di vincere classiche Monumento come il Fiandre e i grandi Giri.

KUSS – Sapete quante corse ha disputato quest’anno Sepp Kuss? Appena cinque. Solo che tre di queste erano i grandi Giri, le altre due il UAE Tour e il Catalunya. Cinque corse nelle quali ha inanellato ben 77 giorni di gara. Il suo premio? La simpatia, la forza, la ribalta della storia del gregario che vince… la Vuelta. Chi non ha tifato per lui in Spagna? Pochi, molto pochi. Sepp è stato presente in tutte le vittorie dei grandi Giri della Jumbo-Visma. Al Giro d’Italia ha lottato come un leone e gioito come un bambino per Roglic. Al Tour è stato mostruoso in salita. E alla Vuelta il premio del via libera per una tappa si è trasformato nella vittoria. Una storia che non potevamo non nominare.

Tra i più votati, Roglic: la sua vittoria al Giro non era affatto scontata visto com’era messo in inverno con la spalla. Qui lo spettacolo del Lussari
Tra i più votati, Roglic: la sua vittoria al Giro non era affatto scontata visto com’era messo in inverno con la spalla. Qui lo spettacolo del Lussari

Tocca a voi

Noi vi abbiamo dunque proposto i nostri candidati. Ognuno di noi doveva dare tre preferenze. Sono emersi anche i nomi di Vingegaard (in ballo fino all’ultimo), Roglic, Ganna, De Lie, Mohoric… e persino quello di un “debuttante” quale Marco Frigo. E non sono mancate la tenacia di Silvia Persico o la classe di Marlene Reusser. Giusto per citarne alcuni. 

Un po’ come al Festival di Sanremo siamo stati la “giuria tecnica”, diciamo così, ora c’è il “televoto”! Da VdP a Vollering, la palla passa a voi…

Sulle pagine social, troverete le indicazioni per scegliere il vostro favorito tra questi sei nomi. Una sola preferenza per assegnare il “nostro” campione e la “nostra” campionessa dell’anno.

Le immagini più belle del ciclismo al Forte di Bard

19.05.2023
6 min
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Alle porte della Valle d’Aosta sorge il Forte di Bard e se il percorso non fosse stato cambiato, oggi avrebbe salutato il passaggio del Giro. Una costruzione dal fascino stregante, che ha scritto ed è stata protagonista di pagine di storia. Un luogo magico e fulcro internazionale quando si parla di mostre. Quest’anno ospita la mostra fotografica The best of cycling, che propone al pubblico una cinquantina delle immagini che hanno partecipato al concorso organizzato da Roberto Bettini, il decano dei fotografi del ciclismo. Facciamo un viaggio virtuale tra le stanze del Forte accompagnati dalle parole del curatore della mostra Federico Bona

Il Forte di Bard si trova in Val d’Aosta a pochi chilometri dal Piemonte (foto Italia.it)
Il Forte di Bard si trova in Val d’Aosta a pochi chilometri dal Piemonte (foto Italia.it)

Il Forte

Nel 1800 Napoleone ne fece il teatro di un lungo storico assedio. Nei ricordi del giovane Stendhal, che dell’Armée di Napoleone aveva fatto parte, è luogo del suo battesimo del fuoco. Camillo Benso Conte di Cavour vi soggiornò durante la giovinezza, prima di decidere di abbandonare la carriera militare per quella politica.

«Il Forte di Bard – afferma Federico Bona – è la più importante realtà espositiva della Val d’Aosta. Tutti gli anni ospita mostre di livello mondiale, dal National Geographic al concorso dei reporter. Conoscendo bene Roberto Bettini e la realtà di Bard quando c’è stata la tappa valdostana 2022 ho pensato di proporre questa mostra che è stata accolta con enorme entusiasmo da entrambe le parti. Ho curato lo scorso anno la prima edizione che ha fatto 7.000 visitatori e quest’anno sull’onda di questo successo, siamo partiti con la seconda edizione. Stiamo già pensando di farlo diventare un appuntamento fisso nel calendario delle mostre di Bard.

«Il Forte è situato – spiega – ai piedi della Valle d’Aosta, il primo maniero che si trova entrando in Valle d’Aosta dal Piemonte. E’ stato ristrutturato negli ultimi decenni ed è diventato un’area culturale dove ci sono delle mostre fisse, delle mostre temporanee, dove vengono organizzati eventi, concerti e quant’altro. Curiosità: sono state girate anche scene del film Avengers».

La mostra

Il concorso The best of cycling è giunto alla sua sesta edizione: dal 2017 i fotografi professionisti si sfidano in questo concorso ideato e realizzato da Roberto Bettini. Una rassegna di scatti, riferiti alla scorsa stagione, che hanno l’obiettivo di suscitare emozione, valorizzando quel patrimonio unico che è il ciclismo, nei suoi più svariati aspetti. L’edizione 2022 di The best of cycling ha raccolto 163 immagini proposte da 55 fotografi di 14 diverse Nazioni, che hanno immortalato momenti dei Grandi Giri e delle corse minori, su palcoscenici noti a tutti e in sperduti angoli del mondo, sempre dando un tocco di originalità ai propri scatti.

Il vincitore è Luca Bettini, con un suggestivo scatto che immortala i partecipanti al Giro d’Italia 2022 nel corso delle prime tappe, corse in Ungheria. A far da contorno al passaggio dei concorrenti, i campi di colza e due ufficiali di cavalleria, con le uniformi storiche e la spada sguainata. Seconda posizione per James Startt e terzi a pari merito, il francese Xavier Pereyron e Ilario Biondi.

«Questa mostra – dice Bona – accoglie questa concorso organizzato appunto da sei anni a questa parte, da Roberto Bettini. Lui coinvolge tutti i fotografi mondiali e i professionisti specializzati nel ciclismo. Questi fotografi mandano due o tre dei loro scatti migliori esclusivamente relativi alla stagione appena conclusa. C’è poi una giuria che varia tutti gli anni che seleziona le foto migliori senza conoscerne gli autori».

La cura

Il Forte di Bard dall’alto della sua fierezza mastodontica gode al suo interno di un’eleganza fine e storica. Passeggiare tra le stanze visitando le mostre è un’emozione unica. Federico Bona si è occupato della cura e dell’esposizione della mostra The best of cycling. 

«Oltre a mettere in contatto le due realtà del Forte e Roberto Bettini, curo anche la mostra. Questo significa che quando Roberto mi manda le foto, conoscendo gli spazi, cerco di raggrupparle e organizzarle in base alle tematiche per non fare un’esposizione troppo confusa. Per cui abbiamo ad esempio quest’anno la vittoria piuttosto che la sofferenza piuttosto che il paesaggio. Le ho suddivise sotto aree tematiche che didascalico, poi utilizzando dei testi miei o laddove è possibile, con delle citazioni letterarie piuttosto che musicali. 

«Quest’anno sotto una foto bellissima di un ciclista in in discesa ho utilizzato una citazione del brano Velocità del Banco del Mutuo Soccorso. Oppure laddove si parla di paesaggio ho preso un brano di Alessandro Baricco. Per quanto riguarda invece la vittoria e l’affetto del pubblico, ho intervistato Paolo Bettini e Claudio Chiappucci, visto che sono stati fra i principali interpreti di questi due aspetti».

Giro e Colnago

Purtroppo la tappa di Borgofranco d’Ivrea – Crans Montana è stata martoriata dal maltempo e accorciata in seguito ad una decisione motivata per ragioni di sicurezza. Tuttavia la mostra rimane aperta dal 30 aprile al 10 settembre 2023. 

«L’anno scorso – ricorda Bona – 7.000 visitatori in quattro mesi è stato sicuramente un bel risultato. Continueremo a promuovere la mostra per tutta la corsa rosa. E’ anche un’occasione per fare una gita fuori porta e visitare il Forte. 

Per questa seconda edizione, la mostra The best of cycling si avvale di una prestigiosa partnership con Colnago. A Bard, in occasione della mostra saranno esposti i modelli Prototipo, che ha debuttato al Tour de France 2022, conquistando il secondo posto finale con Tadej Pogacar e la TT1, prima bicicletta Colnago espressamente studiata per le prove a cronometro.

Forte di Bard