Tour de l'Avenir 2023, Isaac Del Toro, Messico

EDITORIALE / L’Avenir per club è la fine degli under 23?

26.01.2026
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L’ultimo fu Anquetil nel 1961, che lo aveva già vinto nel 1957 e succedette a Gastone Nencini. Poi il Tour de France lasciò da parte le nazionali e si corse per squadre. A vincere per i tre anni successivi fu nuovamente il francese, la cui serie venne interrotta da Gimondi nel 1965. La Grande Boucle non ne uscì ridimensionata, ma certo si chiuse un’epoca. La stessa cosa sta per accadere al Tour de l’Avenir (curiosamente nato proprio nel 1961), in procinto di passare in mano ai devo team. Probabilmente la corsa non ne risentirà, ma il passaggio segnerà la fine di un certo modo di intendere il ciclismo delle espoirs, le speranze, per dirla coi francesi.

Isaac Del Toro era quasi un signor nessuno quando conquistò il Tour de l’Avenir nel 2023 e grazie a quel successo (foto di apertura) divenne uno dei prezzi pregiati del mercato che il UAE Team Emirates si tiene ora stretto con un contratto fino al 2029. Che cosa cambierà con la nuova formula? 

Orlen Grand Prix 2023: Busatto vince, Piganzoli e Pellizzari lo festeggiano: la Nations Cup ha permesso di valorizzare i talenti migliori (foto PT photos)
Orlen Grand Prix 2023: Busatto vince, Piganzoli e Pellizzari lo festeggiano: la Nations Cup ha permesso di valorizzare i talenti migliori (foto PT photos)

Under 23 in estinzione?

Il ciclismo ha intrapreso un cammino che potenzialmente potrebbe portare alla fine della vecchia categoria U23. Sarà meno facile scoprire talenti come quello del messicano: nel 2026 la formula sarà ancora mista, ma la presenza dei devo team riduce i posti delle nazionali.

Lo ha capito Philippe Colliou, l’organizzatore del Tour de l’Avenir. «Alcuni corridori – ha detto – possono passare inosservati, soprattutto al di fuori dell’Europa». Per questo esaminerà le candidature di diverse nazionali dopo il 31 gennaio, limite entro cui i devo team dovranno presentare la loro candidatura.

Nel frattempo, con i migliori azzurri impegnati al Tour de l’Avenir con la maglia dei rispettivi team, la nazionale italiana potrebbe essere a un passo dalla rinuncia. Guardando l’Italia dell’edizione 2025 (tolti Turconi che corre nella Bardiani e Mattio ormai salito nel WorldTour), Finn, Gualdi, Borgo e Donati corrono nei devo team: ha senso allestire una nazionale per andare in Francia? Sì, se alcuni ragazzi forti rimanessero fuori dai 6 nomi indicati dai club. Altrimenti probabilmente non varrebbe la pena e il cittì Amadori lo ha lasciato intuire anche piuttosto chiaramente.

Il cittì degli U23 (qui Amadori con Villa e Finn) è avviato verso un ruolo di selezionatore: una tendenza già evidente lo scorso anno
Il cittì degli U23 (qui Amadori con Villa e Finn) è avviato verso un ruolo di selezionatore: una tendenza già evidente lo scorso anno

La preparazione del mondiale

Ormai neppure con gli under 23 puoi andare a una corsa per fare esperienza: l’ingresso dei devo team ha cancellato questa modalità. E probabilmente non assisteremo più a una corsa aperta, come quella sfrontata fra Del Toro, Pellizzari e Piganzoli, ma ai meccanismi più bloccati tipici del professionismo. Per contro, gli accordi commerciali stretti dai team WorldTour al momento di accettare la partecipazione al Tour de l’Avenir offriranno ai suoi organizzatori le risorse e la visibilità che innegabilmente daranno stabilità economica alla corsa.

Se a ciò si somma la cancellazione della Nations Cup (la challenge UCI di corse a tappe riservata alle nazionali U23), si capisce che le federazioni non abbiano più grande interesse a investire sulla categoria. A cosa serve se non possono schierare i più forti? A cosa serve organizzare un ritiro in altura prima del mondiale, quando è ormai chiaro che i devo team preferiscano allenare in casa i propri atleti? 

Campionati del mondo Kigali 2025, GDavid Lappartient, conferenza stampa
Nella conferenza stampa di Kigali, il presidente dell’UCI Lappartient ribadì che l’Avenir si sarebbe corso per nazionali, dimenticando il riferimento ai devo team
Campionati del mondo Kigali 2025, GDavid Lappartient, conferenza stampa
Nella conferenza stampa di Kigali, il presidente dell’UCI Lappartient ribadì che l’Avenir si sarebbe corso per nazionali, dimenticando il riferimento ai devo team

Dalla parte degli juniores

Anche i tecnici di categoria francesi e spagnoli rivelano che nelle loro federazioni il budget riservato alle categorie giovanili pende ormai dalla parte della categoria under 19, in cui c’è ancora la possibilità di selezionare i talenti migliori. Resta da capire se faccia tutto parte di un disegno più ampio.

Lo scenario più plausibile al momento è quello che vede il professionismo fatto di WorldTour e professional, con il sistema di promozioni e retrocessioni a tenere banco. Subito sotto i devo team, squadre continental cui vengono riservate le migliori internazionali U23: il fatto che da queste siano state bandite le professional è il segno della volontà di comporre un gruppo omogeneo. Poi ci sono gli juniores, che nel tempo hanno perso la limitazione dei rapporti e magari potrebbero andare incontro all’aumento delle distanze di gara.

Finn ha partecipato ai campionati europei senza lo sponsor sulla maglia: così probabilmente sarebbe all’Avenir, se corresse con la nazionale
Finn ha partecipato ai campionati europei senza lo sponsor sulla maglia: così probabilmente sarebbe all’Avenir, se corresse con la nazionale

A queste condizione ha ancora senso prevedere un mondiale U23, con tutte le relative modalità di avvicinamento, per la possibilità di portare in giro la maglia iridata con i propri sponsor. Se per qualunque motivo Finn dovesse correre il Tour de l’Avenir con la nazionale, indosserebbe la maglia iridata, ma probabilmente senza alcun riferimento a Red Bull, come accaduto agli europei. Ma dato che correrà con la sua squadra, il simbolo iridato avrà le scritte giuste al posto giusto.

Ciò che forse disturba, in questo quadro di grande transizione, è l’ipocrisia dell’UCI, che probabilmente ha un progetto e lo svela in pillole. Nella conferenza stampa ai mondiali di Kigali, il presidente Lappartient disse che il Tour de l’Avenir 2026 avrebbe avuto ancora al via le nazionali, dimenticando di parlare dei devo team. In questo regime privo di contraddittorio, senza che le federazioni storiche abbiano gli attributi, le personalità e l’interesse a lottare per le proprie prerogative, non sarebbe meglio dire subito la verità, dando modo a tutti di organizzarsi?

L’Avenir sul Finestre: Torino diventa patria del ciclismo

11.07.2024
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La partenza del Giro d’Italia. La tappa del Tour de France. L’annuncio della grande partenza della Vuelta 2025 e nel mezzo, fra qualche settimana, la conclusione del Tour de l’Avenir (18-24 agosto). Il Piemonte e la Città Metropolitana di Torino, al pari dell’Emilia Romagna e dell’Abruzzo, hanno colto le potenzialità del ciclismo come veicolo promozionale per il territorio. E proprio in quest’ottica si inserisce l’approdo del Tour de l’Avenir, gara under 23 per uomini e per donne, che si correrà contemporaneamente per donne e per uomini: al mattino le prime, di pomeriggio l’arrivo dei ragazzi.

Il passaggio più curioso della vicenda è che l’approdo italiano è stato propiziato da Marco Selleri, uomo di Extra Giro che in passato ha organizzato il mondiale di Imola e ha tenuto in mano per anni il Giro d’Italia U23, prima che il celebre bando propiziasse il passaggio di tutti i Giri a RCS Sport.

«Ho sentito anche io che il Colle delle Finestre sia un possibile approdo futuro per il Tour de France – spiega Selleri – però magari ne sapremo di più a fine luglio quando andrò su per fare il punto finale e la presentazione delle tappe italiane, che ci sarà il 29 luglio a Torino. In ogni caso il contatto con i francesi c’è stato lo scorso settembre, quando Laurent Bezault e Philippe Colliou mi scrissero due righe dicendo che l’anno successivo, quindi quest’anno, avrebbero avuto delle difficoltà a chiudere l’Avenir in Francia a causa delle Olimpiadi. Tutte le forze di sicurezza sarebbero state dirottate su Parigi, in più ora ci sono state anche le elezioni…».

Il Tour de l’Avenir per come è illustrato ancora sommariamente sul sito ufficiale
Il Tour de l’Avenir per come è illustrato ancora sommariamente sul sito ufficiale
Che cosa gli hai risposto?

Di lasciarmi un po’ di tempo e avrei visto se potevo dargli una mano, visto che comunque in Italia qualcosa abbiamo fatto. L’occasione è stata una telefonata con Aldo Peinetti, giornalista dell’Eco del Chisone, che mi aveva presentato Chiatellino quando nel 2022 finimmo il Giro U23 a Pinerolo. Lui è un appassionato di ciclismo e mi ha chiamato dicendomi che avrebbero voluto promuovere il loro territorio a livello cicloturistico. Così con Marco Pavarini siamo andati a vedere la bellissima salita al Rifugio Barbara Lowrie che hanno appena asfaltato in zona Bobbio Pellice, con la strada che finisce appunto in un rifugio dove si potrebbe far arrivare una corsa. Ci siamo seduti per fare due chiacchiere e gli ho detto che se davvero volevano promuovere la zona, arrivavano a puntino, dato che avevo ricevuto una mail dagli organizzatori del Tour de l’Avenir.

Sono parsi interessati?

Molto, così ho messo in contatto Peinetti con Philippe Colliou, che è il direttore di Alpes Velo e organizza il Tour de l’Ain e altre corse. Da quel punto io ho fatto un passo indietro e sono andati avanti loro, fino a che hanno raggiunto l’accordo con la Città Metropolitana di Torino e qualche comune della Val Pellice. L’ho saputo quando mi ha scritto Peinetti dicendo che era fatta. E’ partito tutto così, finché siamo arrivati ai primi di maggio, quando Colliou mi ha riscritto dicendo che aveva bisogno di una mano per delle questioni tecniche in Italia.

Philippe Colliou è il direttore di Alpes Velo, società francese che organizza il Tour de l’Avenir, ma anche il Tour du Rwanda e il Tour de l’Ain
Philippe Colliou è il direttore di Alpes Velo, società francese che organizza il Tour de l’Avenir, ma anche il Tour du Rwanda e il Tour de l’Ain
Cioè?

La scelta dei percorsi è stata fatta dalla Città Metropolitana di Torino insieme a Peinetti. C’è la Val Pellice e poi c’è appunto il Colle delle Finestre, dove prepareranno il fondo sterrato come quando vinse Froome, quindi battendola molto bene. Io ho fatto la ricognizione il 3-4 giugno, quando sulla strada c’era ancora neve. Mi sembra che sia un po’ impegnativa, soprattutto per il Tour de l’Avenir delle ragazze, perché i percorsi sono identici. Non cambia una virgola, sia per la tappa che arriverà a Condove, sia per quella che partirà da Bobbio Pellice e arriverà al Colle delle Finestre. Si arriva in cima. Si premiano lassù i primi tre di tappa e poi ci si sposta a Usseaux, uno dei borghi più belli d’Italia, bello davvero come un confetto. Lì ci saranno le premiazioni protocollari dei vincitori dei due Tour.

A quali questioni tecniche si riferiva Colliou?

In Italia abbiamo le nostre leggi, di conseguenza è necessario anche l’intervento della Struttura tecnica nazionale. L’idea adesso è che l’incarico ufficiale di fare le cose in regola arrivi dal Consiglio federale del 20 luglio. L’Uci ha un articolo per cui l’organizzatore straniero dovrebbe chiedere alla Federazione ciclistica italiana l’autorizzazione per arrivare con due tappe in Italia. Quindi si sta cercando di fare in modo che queste ultime due tappe diventino come gare italiane, pagando le tasse federali, con i nostri direttori di corsa e l’assicurazione italiana. E questo è al vaglio del Consiglio federale del 20 luglio. Trattandosi dell’ultima tappa della Nations’ Cup, quindi una prova UCI che partecipa alle spese, spero non ci siano problemi.

Dopo l’arrivo finale sul Colle delle Finestre, le premiazioni del Tour de l’Avenir si svolgeranno a Usseaux
Dopo l’arrivo finale sul Colle delle Finestre, le premiazioni del Tour de l’Avenir si svolgeranno a Usseaux
Come mai Bezault e Colliou si sono rivolti a voi?

Perché sono stati entrambi con noi per 15 giorni durante i mondiali di Imola, dato che erano i referenti dell’UCI. E poi perché l’Italia interessa, ci sono anche altri organizzatori che provano a venire da noi

Quindi il prossimo passo è la presentazione di Torino?

Il 29 luglio a Torino ci saranno Philippe Couliot e Bernard Hinault, perché lui all’Avenir c’è sempre. Presenteranno le tappe italiane a Torino, dato che la Città Metropolitana di Torino è coinvolta in modo importante. Hanno capito qual è lo sport che genera economia e che genera visibilità in giro per il mondo. La Val Pellice ne avrà una bella promozione, perché è spettacolare. Vedrete che richiamo…