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Auto Eder rimodellata, Schrot cerca nuovi Herzog

18.06.2023
5 min
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Ricordate l’Auto Eder? La formazione satellite della Bora-Hansgrohe aveva caratterizzato tutta la scorsa stagione degli juniores, soprattutto grazie al campione del mondo Emil Herzog ma anche ai suoi compagni di squadra, l’estone Pajur in primis, protagonisti anche nelle classiche italiane. Andato via il tedesco all’Hagens Berman Axeon (sempre nell’orbita della formazione WorldTour tedesca), la formazione è stata profondamente rinnovata, con 6 elementi nuovi su 8.

Finora, con la prima metà della stagione andata ormai in archivio, le cose sono andate un po’ diversamente, con 7 vittorie in tutto, 5 delle quali conquistate però nella gara di casa a Cottbus e una sola nel quadro della Nations Cup, con il polacco Krystof Kral primo nella semitappa in linea dell’Eroica. Christian Schrot, il direttore sportivo che si divide fra i ragazzi e la squadra maggiore (sarà infatti in ammiraglia al Tour de France) si aspettava comunque queste difficoltà.

La volata imperiale del polacco Krystof Kral all’Eroica juniores (foto Fruzzetti)
La volata imperiale del polacco Krystof Kral all’Eroica juniores (foto Fruzzetti)

«L’anno scorso abbiamo avuto molti ragazzi forti che sono andati via, quindi abbiamo dovuto rivedere l’assetto della squadra. Abbiamo visto che la generazione del 2006 è molto promettente, ma è chiaro che, confrontati con i secondo anno necessitano di esperienza e pazienza. Quest’anno siamo, penso, una delle squadre più giovani e dobbiamo lavorare soprattutto in prospettiva».

Avete ben 7 nazionalità diverse in un gruppo così ristretto: come riuscite ad unire un gruppo così diversificato?

Prima di tutto, facciamo scouting intensivo, quindi investiamo davvero molto tempo nel trovare i talenti, parlare con loro, le famiglie, studiare la loro attività perché per noi la personalità e il carattere sono elementi importanti. Quindi cerchiamo davvero di trovare persone che possano lavorare insieme come una squadra ma che siano anche talenti eccezionali per il futuro. Non è così facile, ma penso che abbiamo dimostrato negli ultimi anni che è un sistema che funziona. Quando lavoriamo insieme, la lingua principale è l’inglese, quindi tutti i corridori parlano inglese, non è un problema.

Karl Kurits, estone, due volte vincitore all’Internationale Cottbuser Junioren
Karl Kurits, estone, due volte vincitore all’Internationale Cottbuser Junioren
Come mai nel team non c’è e non c’è mai stato un italiano, quando invece sono normalmente presenti nella Bora?

Noi cerchiamo anche talenti italiani, speriamo di averne in futuro, ma finora non è capitato. Molti pensano sia un problema di regole con la Federazione italiana, ma non è così. Non ci sono ostacoli burocratici. E’ più un problema legato alla logistica, so che per i ragazzi italiani potrebbe essere difficile seguire la scuola avendo frequenti trasferte estere anche per lunghi periodi. Ma è un problema risolvibile, se troviamo l’elemento giusto. Siamo aperti ai talenti italiani, saremmo felici di averne anche nel nostro team.

Finora sei soddisfatto della stagione o si poteva ottenere di più, soprattutto nelle prove di Nations Cup?

Penso che siamo andati abbastanza bene, proprio considerando il fatto che siamo una squadra giovane. Siamo molto ben sistemati per lo sprint, con due buoni velocisti con Karl Kuritz e Krystof Kral. Poi abbiamo alcuni bravi specialisti contro il tempo, come Duarte Marivoet che ha vinto il titolo belga. Quindi penso che al momento siamo abbastanza versatili e anche verso i mondiali e gli europei potremo avere nostri atleti in evidenza. Quello che non abbiamo al momento è davvero uno scalatore puro: non c’era nessuno in quella fascia d’età che pensavamo potesse essere interessante.

Duarte Marivoet, campione belga a cronometro, sta crescendo come ottimo passista
Duarte Marivoet, campione belga a cronometro, sta crescendo come ottimo passista
Continui a seguire i ragazzi dello scorso anno che sono usciti dal team e come si stanno adattando alla nuova categoria, Herzog in particolare?

Sono ancora nella nostra struttura virtuale Bora-Hansgrohe, quindi sono ancora connessi a noi. Non abbiamo una struttura propria sotto i 23 anni, ma abbiamo strutture partner con cui stiamo lavorando e tutti stanno andando bene finora. Noi ci concentriamo sullo sviluppo, non siamo stressati dal risultato. Quindi Mathieu Kockelmann, Emil Herzog, Romet Pajur stanno tutti bene e stanno preparando una buona estate.

Herzog, Pajur, Vlot, fra loro chi ha i mezzi maggiori per emergere?

Quando parliamo di gare classiche e anche di corse a tappe, Herzog è probabilmente un talento molto grande, ma anche Pajur, penso che sia un ottimo velocista e corridore da classiche, soprattutto quelle più piatte. Quindi questi direi sono i due che si distinguono davvero dai risultati degli ultimi anni.

Paul Fietzke in trionfo a Cottbus, scortato dai compagni di squadra
Paul Fietzke in trionfo a Cottbus, scortato dai compagni di squadra
Dei ragazzi di quest’anno chi vedi già maturo per grandi risultati, magari per lottare per l’oro ai mondiali?

Paul Fietzke, vincitore della corsa a tappe di Cottbus, è quello che si è messo in maggiore evidenza, ma anche Kral che è in crescita di forma esponenziale e Marivoet, che l’anno scorso fu quarto agli europei e ottavo nel mondiale nella cronometro. La scorsa settimana, alla Classique des Alpes è stato tutto il giorno in fuga. Ho molta fiducia in loro.

Per te che hai esperienza anche nel WorldTour, quanto è bello e quanto è difficile lavorare con ragazzi così giovani?

E’ sempre stato il mio sogno e anche la mia passione lavorare con i giovani. Quindi lo faccio da molto tempo e per me è interessante vedere come crescono e come si sviluppano, lavorare anche per aggiustare il cammino a loro vantaggio. Questo è per me, penso, il più grande piacere di essere un allenatore a questo livello, perché poi vedi i risultati negli anni.