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Lorenzo Giordani, il ciclismo per caso e l’occhio di suo padre

06.06.2021
5 min
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«Il passato nel ciclismo di mio padre – dice Lorenzo Giordani – non mi ha mai condizionato. Anzi, quando ero piccolo, fino ai 10-11 anni, non ho mai dato peso al suo trascorso, ho scoperto con il tempo quel che ha fatto. Con lui ho il rapporto che qualsiasi figlio può avere con suo padre, anche nei consigli sportivi. Lui me li ha sempre dati, ma ho sempre preferito ascoltare gli allenatori, anche se le cose poi combaciavano. E’ il classico rapporto padre-figlio». 

Lorenzo Giordani ha 18 anni e corre per la UC Casano Matec, nella categoria juniores, diretto da Giuseppe Di Fresco. E’ il figlio di Leonardo Giordani, ex corridore professionista e campione del mondo under 23 nel 1999 a Verona. 

Nel 2015 con un casco regalato da Giovani Visconti, a quel tempo in Movistar
Nel 2015 con un casco regalato da Giovani Visconti, a quel tempo in Movistar

Inizi per caso

«Lorenzo ha una personalità mite e socievole – racconta suo padre – è un ragazzo particolarmente curioso e che ama scoprire le cose facendo, mettendosi in gioco. A sette anni si avvicinò al calcio. Lo portai a fare degli allenamenti di prova. Nella pista ciclabile accanto però, la Nuova Sfinge (una squadra dilettantistica della zona) stava facendo degli allenamenti e lui passò tutto il tempo a guardare le biciclette girare. Visto il suo interesse per le biciclette, per il compleanno decisi di regalargliene una da corsa, così ha iniziato a correre». 

Leonardo sembra tutt’altro che un padre invadente, ha lasciato piena libertà di scelta a suo figlio su quale sport praticare e ora fa in modo che Lorenzo possa fare le sue scelte, imparando dai suoi errori.
«Ho cercato di dargli qualche consiglio – spiega – più dal punto di vista tecnico, mantenendo però il giusto rispetto delle figure, non mi sono mai permesso di sostituirmi all’allenatore. Devo dire che mi ha ascoltato poco, ma è giusto anche così. Un figlio preferisce sempre imparare da sé». 

Leonardo Giordani, iridato U23 nel 1999, è stato pro’ dal 2000 al 2013
Leonardo Giordani, iridato U23 nel 1999, è stato pro’ dal 2000 al 2013

Socievole, non egocentrico

Chiacchierando con Lorenzo emergono le caratterische raccontate dal padre. E’ un ragazzo davvero mite e con la testa sulle spalle, è al quarto anno dell’Istituto professionale di meccanica a Pistoia. Ha una grande passione per i computer, gli piace montarli e studiarne il funzionamento, vorrebbe prendere il patentino di ECDL (un corso di informatica avanzato). 

«Fatico a definirmi – dice – sicuramente sono un ragazzo curioso, socievole ma al quale però non piace stare al centro dell’attenzione, non sono un egocentrico. Sicuramente mi definirei attivo, ho tanta voglia di fare, come testimonia il fatto che ho praticato davvero tanti sport, dal calcio al basket, fino all’atletica». 

Il passato di tuo padre influenza ciò che accade intorno?

Certamente, ma ho imparato che non posso farci nulla. A volte quando nelle presentazioni o nelle premiazioni mi presentano come “figlio di Leonardo Giordani”, provo un po’ di fastidio. Più che per me per gli altri, perché non vorrei pensassero che io abbia un trattamento diverso da loro, perché non è così. Poi le persone che dicono o insinuano che i miei traguardi siano stati raggiunti solo grazie al mio cognome ci sono e ci saranno, ma io non le ascolto. 

Lo scorso anno, foto ricordo alla scalinata del Campidoglio
Lo scorso anno, foto ricordo alla scalinata del Campidoglio
Che tipo di corridore senti di essere, quali sono i tuoi punti forti e quali invece i punti deboli?

Sono un passista, vado bene anche in salita. Ho ottenuto dei buoni risulta sia la stagione passata che quella in corso. In pianura mi piace mettermi a disposizione dei velocisti, mi reputo un ottimo aiuto negli sprint, mentre ho ancora un po’ di paura a lanciarmi nelle volte di gruppo. 

Hai qualche corridore a cui ispiri o che ammiri parcolarmente?

Non ho mai pensato di paragonarmi ad un corridore, anche perché sarebbe troppo facile e diretto il paragone. Preferisco emergere da solo e cercare di essere “unico” nel mio genere, per me il ciclismo è ancora divertimento e passione non penso molto a queste cose 

Il Team Casano lo ha portato a Montichiari
Il Team Casano lo ha portato a Montichiari
Il Team Casano lo ha portato a Montichiari
Hai detto di aver ottenuto dei buoni risulta sia questa stagione che quella passata, in quali corse avresti potuto ottenere di più e in quali ti senti già competitivo?

Nelle cronoscalate vado forte. Lo scorso anno nonostante fossi al primo anno di juniores ho ottenuto buoni piazzamenti (un secondo, un terzo ed un quarto posto). Poi nelle gare in linea non saprei davvero cosa dire, mi sono sempre espresso al massimo del mio potenziale e questo gli allenatori lo vedono e lo apprezzano.  Posso migliorare ancora tanto e in vari ambiti, dalle volate, dove ho ancora un po’ di timore nel lanciarmi, fino alla salita, campo in cui posso crescere molto per diventare un buon passista scalatore.

Nonostante la giovane età, Lorenzo è un ragazzo consapevole e sicuro dei suoi mezzi, senza peccare in presunzione. Sa di dover e poter migliorare ancora tanto, la strada è lunga, ma il sentiero imboccato sembra quello corretto.