La curiosa scelta di Tagliani e Cataldo, finiti in Cina

La curiosa scelta di Tagliani e Cataldo, emigrati in Cina

20.02.2026
6 min
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E’ curioso come le carriere di Filippo Tagliani e Lorenzo Cataldo si siano incrociate così tante volte, condividendo esperienze belle e brutte. L’ultima in ordine di tempo si spera faccia parte della prima categoria, ma le premesse ci sono tutte. Dopo la chiusura della Monzon Incolor Gub, entrambi hanno trovato posto molto lontano da qui, addirittura in Cina, al Chermin Cycling Team. Il loro è un po’ un viaggio carico di speranza, in un ciclismo, quello asiatico che hanno imparato a conoscere attraverso tante trasferte, necessarie per raccogliere punti nel ranking.

Il primo a raccontare la sua nuova avventura è Tagliani, pronto a fare il suo esordio con la nuova maglia domani in Turchia (in apertura il team all’arrivo a Istambul): «Non è stata una scelta facile, dopo la fine della squadra di Giuliani mi sono guardato un po’ attorno e ho pensato che era giusto provare a resettare tutto. Nei viaggi che avevamo fatto in Cina avevo conosciuto questo ragazzo che era dentro alla China Glory, la principale squadra locale dalla quale si era distaccato per dare vita a un nuovo team continental. Mi ha spiegato che tipo di cosa stava costruendo, di che cosa aveva bisogno, così ho deciso di provarci».

La maglia della nuova squadra cinese che accoglie Tagliani e Cataldo, all'esordio domani
La maglia della nuova squadra cinese che accoglie Tagliani e Cataldo, all’esordio domani
La maglia della nuova squadra cinese che accoglie Tagliani e Cataldo, all'esordio domani
La maglia della nuova squadra cinese che accoglie Tagliani e Cataldo, all’esordio domani
Che cosa sai della squadra, dei compagni?

In realtà molto poco, salvo che oltre a me e Cataldo ci sono un etiope, un caraibico, un corridore di Taiwan e per il resto tutti ciclisti locali. Non ci siamo mai visti, il primo reale contatto è proprio qui in Turchia.

Non hai avuto un po’ paura nel momento della firma di ritrovarti nelle pastoie vissute con l’Albiono Cycling Club?

Non posso negarlo, il pensiero ha attraversato la mia mente ma mi sono guardato intorno e mi è sembrata la scelta migliore. Avevo avuto contatti con la nuova squadra ungherese che poi non è nata, con una formazione portoghese e a un certo punto mi sono trovato molto alle strette. Questa era l’unica squadra che mi dava vere opportunità per correre ancora.

Nel 2025 Tagliani è stato secondo di tappa all'Along the Yellow River
Nel 2025 Tagliani è stato secondo di tappa all’Along the Yellow River
Nel 2025 Tagliani è stato secondo di tappa all'Along the Yellow River
Nel 2025 Tagliani è stato secondo di tappa all’Along the Yellow River
Che tipo di calendario dovrai fare?

Siamo partiti pensando a un calendario solamente locale, invece poi sono arrivati inviti e ci troviamo a correre in Turchia per un mese il che è una buona cosa perché ci confronteremo con molte formazioni europee. L’approccio non è molto diverso dal solito: abbiamo la possibilità di gestirci in autonomia, la squadra non ha una vera e propria base, ci si ritrova per le gare. Penso che questo mese in Turchia sarà molto importante anche per fare gruppo.

Quindi per l’allenamento e tutta la preparazione invernale, sei andato avanti per conto tuo…

Sì, anche perché la firma è arrivata tardi, a dicembre anche se eravamo in parola già da settembre. A dir la verità, la cosa che mi ha convinto è stata proprio l’opportunità di gareggiare in Cina, sia perché è un mondo dove spesso abbiamo gareggiato ma farlo in un team locale è una prospettiva nuova, sia perché c’è la possibilità di fare molte gare che danno punti UCI e nella nostra attività è sempre qualcosa d’importante.

Piazza d'onore in Bulgaria dietro Malucelli nel 2024, una delle migliori giornate di tagliani alla Monzon
Piazza d’onore in Bulgaria dietro Malucelli nel 2024, una delle migliori giornate di Tagliani alla Monzon
Piazza d'onore in Bulgaria dietro Malucelli nel 2024, una delle migliori giornate di tagliani alla Monzon
Piazza d’onore in Bulgaria dietro Malucelli nel 2024, una delle migliori giornate di Tagliani alla Monzon

Per Cataldo una scelta quasi obbligata

Con Tagliani ci sarà anche Lorenzo Cataldo e la sua scelta è invero abbastanza sorprendente, perché il corridore viene da una stagione alquanto proficua, con ben 7 vittorie, ultima delle quali la conquista addirittura di una corsa a tappe internazionale, il Giro della Serbia. Eppure non è stato sufficiente per salire qualche gradino rispetto alla sua precedente collocazione al Gragnano Sporting Club.

«Dopo la vittoria in Cina della tappa del Tour of Poyang Lake, sono stato cercato da alcune squadre cinesi che erano rimaste impressionate. Una di queste è andata oltre i semplici contatti, mi è sembrata realmente interessata così a ottobre, visto che non avevo per le mani nient’altro di interessante ho deciso di provarci».

Cataldo e Tagliani nel giorno della firma per il Chermin Cycling Team, nuova squadra Continental
Cataldo e Tagliani nel giorno della firma per il Chermin Cycling Team, nuova squadra Continental
Cataldo e Tagliani nel giorno della firma per il Chermin Cycling Team, nuova squadra Continental
Cataldo e Tagliani nel giorno della firma per il Chermin Cycling Team, nuova squadra Continental
Avevi richieste in Europa, in Italia?

Sinceramente no e la cosa mi aveva amareggiato. Devo subito dire che la Gragnano mi avrebbe tenuto, con loro mi ero trovato davvero bene ma poi mi è arrivata l’offerta della squadra cinese e mi è sembrata più conveniente. All’inizio ero un po’ titubante nel lasciare la Gragnano, mi avevano fatto una bella offerta, ma ho dovuto fare qualche conto e alla fine ho deciso di accettare la proposta cinese.

Venivi da un 2025 piuttosto positivo, anche con belle vittorie. Ti aspettavi che fossero più valutate anche da squadre italiane?

Sinceramente sì, anche se il maggior numero di vittorie è arrivato negli ultimi due mesi. Il Giro di Serbia era l’ultima gara di stagione ma ha portato un bel punteggio e ho pensato che ci fosse una piccola probabilità che qualcuno mi considerasse, anche per qualche premio vinto per il mio rendimento stagionale. Invece non si è fatto avanti nessuno. Alla fine ho preso la decisione di andare in Cina e sono contento della mia scelta.

Il successo al Tour of Serbia non è bastato a Cataldo per ricevere offerte da team di nome
Il successo al Tour of Serbia non è bastato a Cataldo per ricevere offerte da team di nome
Il successo al Tour of Serbia non è bastato a Cataldo per ricevere offerte da team di nome
Il successo al Tour of Serbia non è bastato a Cataldo per ricevere offerte da team di nome
Che sensazioni provi davanti a questa opportunità?

E’ tutto nuovo, farò un calendario completamente diverso, sicuramente più impegnativo, nel senso che sono tutte gare UCI. Sono euforico di iniziare la stagione che verrà in Turchia, poi per il resto vedremo strada facendo.

Ti toccherà imparare anche un po’ di cinese…

In effetti ho già preso diverse lezioni, lo sto piano piano imparando, anche se è difficilissimo…

In Cina Cataldo ha lasciato un buon ricordo. Qui la vittoria di tappa al Tour of Poyang Lake
In Cina Cataldo ha lasciato un buon ricordo. Qui la vittoria di tappa al Tour of Poyang Lake
In Cina Cataldo ha lasciato un buon ricordo. Qui la vittoria di tappa al Tour of Poyang Lake
In Cina Cataldo ha lasciato un buon ricordo. Qui la vittoria di tappa al Tour of Poyang Lake
Che impressione hai avuto delle gare in Cina?

La Poyang Lake è risultata una corsa organizzata alla perfezione. Non ci hanno fatto mancare niente, spostamenti, tutto in base a quello che dicevano loro, villaggio di partenza e d’arrivo pari al Giro d’Italia. Quando ho vinto una tappa, mi hanno trattato come se l’avessi vinto al Tour de France. E’ stata un’esperienza più che positiva, anche quello ha inciso nella mia scelta.

Come ti gestirai per gli spostamenti?

Vado là solo per correre, magari parto una settimana prima per abituarmi al fuso orario e alle temperature e poi torno. Spero di che vada tutto bene, di vivere quest’esperienza in serenità, perché è da quella che scaturiscono i risultati…

Tour of Poyang Lake 2025, Lorenzo Cataldo, Sporting Club Gragnano

L’exploit di Cataldo (6 vittorie in 2 mesi) ce lo spiega Massini

30.10.2025
4 min
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C’è un velocista italiano del Gragnano Sporting Club che da inizio settembre ha alzato le braccia al cielo per sei volte. Si potrebbe obiettare che le vittorie di cui parliamo siano venute in corse di classe 2, ma siccome per vincere devi comunque lasciarti dietro 180 corridori che vorrebbero essere al posto tuo, si può dire che Lorenzo Cataldo sia stato bravo.

Il guaio, per lui che è nato a Prato il 7 novembre del 1999, è proprio l’età. Nel ciclismo che lascia a piedi i corridori di 23 anni e che tra fusioni ed esuberi sta per liberare un quantitativo notevole di professionisti, sperare in un posto fra i grandi è quasi un’utopia. Sognare però non è vietato, altrimenti Mattia Gaffuri, che ha i suoi stessi anni, non avrebbe mai trovato un posto nel Team PicNic, però si tratta di una strada in salita. Pochi guardano il perché del ritardo e forse, visto il quadro generale, non è neanche giusto chiederglielo.

Marcello Massini, 83 anni, è un tecnico toscano dal grande intuito
Marcello Massini, 83 anni, è un tecnico toscano dal grande intuito
Marcello Massini, 83 anni, è un tecnico toscano dal grande intuito
Marcello Massini, 83 anni, è un tecnico toscano dal grande intuito

Noi abbiamo pensato però di chiedere qualche informazione in più a Marcello Massini, che del Gragnano è l’anima tecnica e ha lavorato su Cataldo come in precedenza gli capitò di lavorare su Filippo Fiorelli, fresco acquisto della Visma-Lease a Bike. Marcello, che ha 83 anni ed è stato il direttore sportivo di Paolo Bettini e poi di Gabriele Balducci, da qualche mese combatte per la sua salute, ma la lucidità quando parla dei corridori è la stessa che in altri anni mostrava Alfredo Martini.

Fiorelli e Cataldo: le loro storie sono differenti o ci sono dei punti in comune?

In realtà sono diverse. Cataldo ha iniziato presto a correre, Fiorelli parecchio più avanti. Da junior, Lorenzo andava abbastanza bene e poi credo che non abbia mai trovato l’ambiente giusto, perché ha smesso di vincere e non ha mai fatto grosse cose. Poi è venuto con noi e piano piano siamo riusciti a fargli capire come allenarsi, come correre in bicicletta. Ora direi che è un corridore vero, perché ha voglia di correre ed è in grado di fare le cose con facilità. Lo dicono i risultati. Fa tutto bene: allenarsi, dimagrire, non tralascia nulla.

Possibile che fosse soltanto un problema di ambiente? Non sarà stato anche un problema di voglia?

Che dire, da junior la voglia e la testa ce l’aveva, perché ha vinto. Però non è stato facile neanche per noi, perché aveva il suo carattere, il suo modo di correre sbagliato. C’è stato un po’ da fare, anche col presidente, che l’ha preso nel 2022 e poi l’ha lasciato andare. Allora è andato con Giuliani, però poi è tornato e ora direi che è perfetto a livello di allenamento, di tutto. E soprattutto ora ragiona, mentre prima forse era un po’ viziato.

Quindi c’è stato anche bisogno di parlarci?

Non voleva capire come deve correre il velocista, perché nessuno glielo aveva mai insegnato. Qualche scontro c’è stato, è normale, però poi ha fatto i risultati. Ora sa bene quello che deve fare e mi dispiace che abbia perso un po’ di anni. Se avesse vinto così a 21-22 anni, poteva benissimo passare professionista, ora sicuramente diventerà difficile.

Dopo la tappa vinta al Tour of Poyang Lake, per Cataldo l'assalto dei piccoli fan
Dopo la tappa vinta al Tour of Poyang Lake, per Cataldo l’assalto dei piccoli fan
Dopo la tappa vinta al Tour of Poyang Lake, per Cataldo l'assalto dei piccoli fan
Dopo la tappa vinta al Tour of Poyang Lake, per Cataldo l’assalto dei piccoli fan
Secondo te è una porta chiusa?

Temo di sì, spero di no. So che l’hanno cercato delle squadre continental, anche fuori dall’Italia. Mi dicono dalla Cina e anche dalla Malesia, come hanno cercato anche Lucca. D’inverno da quelle parti ci sono tante corse a tappe e lui qualcuna la vince di sicuro. Non so se resterà al Gragnano, credo gli dispiacerebbe lasciare perché qui è diventato corridore, però se dovessero arrivare offerte migliori, lo capirei se andasse. Non credo che tutte le squadre professional abbiano un velocista come lui.

La prima di Cataldo, tornato alle origini dopo la tempesta

22.03.2025
5 min
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La vittoria al 13° Gran Premio dell’Industria a Civitanova Marche inaugura la nuova stagione di Lorenzo Cataldo che torna all’antico. Il toscano inizia come meglio non potrebbe la sua nuova avventura al Gragnano Sporting Club. Ci era già stato, nel 2022 e 2023, poi era iniziata la sua odissea, passata per la contraddittoria vicenda dell’Albiono Cycling Team, oscuro progetto basato ai Caraibi che non ha mai visto la luce ma sottratto a lui, Filippo Tagliani e altri soldi e tempo prezioso. Lo scorso anno aveva trovato casa da Stefano Giuliani alla Monzon Savini 2, poi è arrivata la chiamata di Marcello Massini per tornare a Gragnano che intanto aveva fatto il salto diventando una Continental.

Lo sprint di Civitanova Marche battendo al fotofinish Matteo Fiorin. Per il toscano è il bis del 2023 (foto Rodella)
Lo sprint di Civitanova Marche battendo al fotofinish Matteo Fiorin. Per il toscano è il bis del 2023 (foto Rodella)

Un ritorno che sa tanto di nostalgia per il venticinquenne che ora vede la sua attività con occhi diversi, disincantati: «La gara di Civitanova l’avevo già affrontata negli anni passati, mi piace molto, avevo già vinto due anni fa, sempre con la maglia di Gragnano. Certamente non avrei pensato che quella vittoria, anche in quel caso la prima della stagione (nella quale poi avrebbe fatto seguito un successo in Kosovo, ndr) avrebbe aperto una parentesi così varia che ha tanto inciso sulla mia vita».

Che differenze hai trovato tornando nel team?

L’atmosfera è quella famigliare di sempre e questo è stato il primo dato che mi ha convinto a fare il passo. Il fatto però di essere Continental ha cambiato un po’ le cose: vedo che ci sono maggiori possibilità per gareggiare all’estero, per fare un calendario più professionistico e questo mi piace molto. Per me è importante poter correre all’estero perché la qualità è diversa, ti confronti con realtà molto avanzate, anche con team del WorldTour. Il team poi ha cambiato struttura…

Cataldo alla Monzon Savini 2, una sola stagione con buoni risultati, per dimenticare la vicenda Albiono
Cataldo alla Monzon Savini 2, una sola stagione con buoni risultati, per dimenticare la vicenda Albiono
In che senso?

Prima eravamo pochissimi, ora ci siamo 5 Elite e altri giovani, c’è una bella commistione nella quale noi più “anziani” possiamo anche insegnare il mestiere Poi ci conosciamo tutti, con Chiarucci e Lucca abbiamo condiviso tante gare. E’ una bella famiglia, lo staff è rimasto lo stesso. I programmi sono in via di redazione, ma so che ci sarà la possibilità di gareggiare tanto in prove a tappe e a me fa piacere, è quello che cercavo. Quando Palandri mi ha offerto questa possibilità, non ci ho pensato due volte.

Ora che è passato tempo e puoi guardare tutto con maggior disincanto, che cosa ti è rimasto dell’esperienza di Albiono?

Ho capito che in questo mondo non è tutt’oro quello che luccica. Tanti fanno promesse, ma poi sono i fatti quelli che contano. La mia fortuna è stata aver potuto trascorrere quei due mesi maledetti non da solo, ma con Filippo e il preparatore Musetti, ci siamo fatti forza a vicenda. Fondamentale è stato poi aver incontrato Giuliani, una persona seria, che mi ha offerto una nuova possibilità senza fare follie, mettendo a disposizione quel che poteva. Non potrò mai ringraziarlo abbastanza.

Per il toscano la scorsa stagione il sigillo in una tappa del Tour du Maroc
Per il toscano la scorsa stagione il sigillo in una tappa del Tour du Maroc
L’esperienza alla Monzon Savini 2 com’è stata?

Abbiamo gareggiato molto all’estero, con loro ho capito quanto sia importante fare quell’attività. Quella italiana è importante, ma non ti dà gli stessi stimoli, serve per mantenere la gamba, per farsi vedere, ma le esperienze vere le fai fuori dai confini. Io quest’anno vorrei fare un po’ lo stesso calendario, magari evitando le lunghe soste che hanno contraddistinto il 2024 quando mi sono ritrovato a stare senza gare anche un mese intero. Ma so che squadre come queste sono soggette agli inviti, si fa quel che si può.

Il sogno del professionismo l’hai messo definitivamente da parte?

No, ma lo guardo in maniera più disincantata. Io intanto mi sono trovato un lavoro come meccanico, che mi piace e mi dà un futuro, permettendomi di restare nell’ambiente delle bici, poi mi dedico alla mia attività. Il sogno è lì, c’è sempre, è quello che mi porta a viaggiare, a confrontarmi e cercare di fare sempre risultato. Ma non è il mio solo sogno. Intanto sto lanciando una mia linea di abbigliamento sportivo insieme a mia moglie per Natali Sports Wear, poi continuo a divertirmi nel gareggiare e questo per me è fondamentale. Gareggio con la mente più libera, se poi arriverà una chiamata da una Professional mi farò trovare pronto.

Cataldo è tornato al Gragnano Sporting Club lasciato nel 2023
Cataldo è tornato al Gragnano Sporting Club lasciato nel 2023
Come pensi che ti troveresti?

Io credo che qualcosa riuscirei a fare, ogni volta che ho corso con i professionisti, anche lo scorso anno al Giro d’Abruzzo nel mio piccolo ho fatto vedere che posso starci. So che a 25 anni l’età non giova a mio favore perché si guardano sempre i più giovani, ma dalla mia ho l’esperienza. Le vicissitudini e la vicinanza con Tagliani, che alla Monzon era mio compagno di camera, mi hanno fatto capire quanto il mondo dei professionisti richieda tanto a chi riesce ad approdarci, ma posso assicurare che darei il mio contributo.