SIENA – La Strade Bianche aggiunge un nuovo tassello al suo essere mito, una gara unica nel suo genere, affascinante anche per quello che concerne le scelte tecniche dei corridori. Vediamo cosa abbiamo sbirciato, tra conferme, sorprese e novità non ancora ufficiali, ma che probabilmente vedremo a breve.
Le due bici che hanno vinto
Buona parte delle donne con trasmissione Shimano hanno utilizzato 54-36 per l’anteriore e 11-34 per i pignoni, così la nostra Longo Borghini e la vincitrice, la svizzera Chabbey. Pogacar ha utilizzato la sua Y1Rs con le Enve 6.7 ed una scala rapporti 11-34 posteriore, 55 denti per la corona grande. La corona più piccola è la 38 (Carbon-Ti), dentatura molto apprezzata dal corridore sloveno, realizzata per lui e già usata in altre occasioni.
La bici (effettiva) usata da Pogacar alla Strade Bianche 202655 per la corona grande, con la 38 internaRispetto alle configurazioni standard non sono stati aggiunti spessori sotto lo stemSL8 S-Works standard per la vincitrice ChabbeyAnche la vincitrice Chabbey con rapporti 54-36 e 11-34Le donne con configurazione Shimano, corone davanti 54-36, non solo per la Longo BorghiniLa bici (effettiva) usata da Pogacar alla Strade Bianche 202655 per la corona grande, con la 38 internaRispetto alle configurazioni standard non sono stati aggiunti spessori sotto lo stemSL8 S-Works standard per la vincitrice ChabbeyAnche la vincitrice Chabbey con rapporti 54-36 e 11-34Le donne con configurazione Shimano, corone davanti 54-36, non solo per la Longo Borghini
Le novità Bontrager
Le nuove ruote Bontrager con i cerchi dal profilo differenziato, una sorta di unofficial e unbranding. Prima notate sulla Trek Madone di Sobrero, cerchio più alto all’anteriore (forse da 43-45) e con profilo ridotto per la posteriore (potrebbe essere un 37-38 millimetri). Raggi in carbonio e nuovo mozzo RSL con design rinnovato rispetto alla precedente versione e livrea argento.
In aggiunta abbiamo visto quello che potrebbe essere stato l’unico corridore alla Strade Bianche con la trasmissione 1×13. Ovvero il giovane (appena 20 anni) Albert Whitten Philipsen con il pacchetto Sram Red AXS XPLR, configurazione che verrà utilizzata molto durante la campagna belga. Per tutti i corridori Lidl-Trek tubeless Pirelli PZero Race TLR RS da 30.
Albert Whitten Philipsen, unico con l a trasmissione 1×13 alla Strade BiancheLa bici di Sobrero con le ruote ancora non ufficialiProfili dei cerchi differenziati? Più bassi davanti e più alti dietro?I nuovi mozzi per le future nuove BontragerAlbert Whitten Philipsen, unico con l a trasmissione 1×13 alla Strade BiancheLa bici di Sobrero con le ruote ancora non ufficialiProfili dei cerchi differenziati? Più bassi davanti e più alti dietro?I nuovi mozzi per le future nuove Bontrager
Ruote DT Swiss GRC per le BMC della Tudor
Per tutti gli atleti del team svizzero bici BMC Teamachine SLR 01 R (quella più aero della famiglia Teammachine) e ruote GRC 1100 originariamente sviluppate per il gravel race. Per tutti i tubeless Schwalbe Pro One TLR da 30 millimetri.
Infine sempre in ambito Tudor ci ha colpito la scelta del corridore Fabian Weiss, che usa la sella da crono Selle Italia Watt anche sulla bici per le corse in linea.
Ruote GRC DT Swiss montate sulle BMC del Team TudorUna sella da crono per tutti i giorniPedali Favero Assioma sulle OrbeaFavero Assioma per Shimano anche sulle De RosaRuote GRC DT Swiss montate sulle BMC del Team TudorUna sella da crono per tutti i giorniPedali Favero Assioma sulle OrbeaFavero Assioma per Shimano anche sulle De Rosa
Tanti pedali Favero Assioma
E’ l’ultima versione aggiornata con il misuratore integrato, Favero Assioma. Li abbiamo notati sulla Orbea Orca Aero (montati su un paio di bici) del Team Lotto-Intermarché, che dovrebbe utilizzare (ufficialmente) il power meter Shimano Dura Ace. Resta la piattaforma di aggancio per le tacchette Shimano.
Gli stessi pedali dell’azienda italiana erano montati sulle De Rosa del Team Bardiani CSF-7Saber. Quindi non il misuratore Campagnolo (la trasmissione è Campagnolo 2×13 Super Record di ultima generazione), bensì i pedali con power meter integrato.
Ultima generazione di ruote Roval con cerchi in carbonio e tubeless Turbo Cotton da 32Sezione da 32 anche per la ruota davantiForse, gli unici ad avere le gomme da 28, Team Pinarello-Q36.5, sulle ruote Zipp 454NSWUltima generazione di ruote Roval con cerchi in carbonio e tubeless Turbo Cotton da 32Sezione da 32 anche per la ruota davantiForse, gli unici ad avere le gomme da 28, Team Pinarello-Q36.5, sulle ruote Zipp 454NSW
Nuovi tubeless Specialized Turbo Cotton
Li abbiamo notati da prima sulle S-Works del team femminile SD Works e poi sulle SL8 del Team Red Bull-Bora. Per tutti i nuovi TLR Turbo Cotton da 32 millimetri di larghezza, montati sulle Roval con i raggi in carbonio.
La Rose Shave usata dagli atleti RocketsTutti con i tubeless Vittoria da 30, da Pro e Pro Control e ruote da 45La Rose Shave usata dagli atleti RocketsTutti con i tubeless Vittoria da 30, da Pro e Pro Control e ruote da 45
Il team più acclamato di inizio 2026
Il Team Rockets, impattante per colori e anche per una serie di corridori di primissimo piano. Alla Strade Bianche gli atleti del team avevano in dotazione la Rose Shave con le ruote Vision RS 45. Scelte differenti per quanto concerne i tubeless, tra Vittoria Pro da 30 e Pro Control. Crediamo una scelta più conservativa e votata a minimizzare il rischio di forature per i Pro Control, per una maggiore scorrevolezza invece quella dei TLR Pro.
Restando in ambito Vittoria, gli unici tubeless con sezione da 28 che abbiamo notato, quelli montati sulle Pinarello Dogma di scorta del Team Pinarello-Q36.5.
Mozzi Dicut per le ruote ReserveTurbulent Aero per la Strade Bianche del Team Visma-Lease a BikeMozzi Dicut per le ruote ReserveTurbulent Aero per la Strade Bianche del Team Visma-Lease a Bike
Aggiornamento ruote Reserve
I corridori del Team Visma-Lease a Bike hanno scelto il modello Turbulent Aero, aggiornato nei mozzi. Sempre DT Swiss, ma non più di base Spline, ma con design e meccanica Dicut. Gli atleti del team Giallo-nero si sono spartiti le scelte tra i modelli 42/49 e 34/37.
Quarta vittoria alla Strade Bianche per Tadej Pogacar, costretto (dal percorso) ad attaccare a 78 km dall'arrivo. Dopo l'arrivo parla con leggerezza e onestà
Il test completo dei nuovi pedali Favero Assioma Pro RS, ovvero il nuovo misuratore di potenza road dell’azienda veneta. Dopo il lancio ufficiale del modello specifico per l’off-road Pro MX, eravamo in attesa dell’evoluzione del segmento strada e puntuale ecco il nuovo strumento.
Rispetto alla versione precedente tutto è cambiato e alla base ci sono proprio il successo e la qualità del Pro MX. Corpo sviluppato su base Shimano ed elettronica completamente integrata nell’asse del pedale. Tutto nascosto, protetto e con la qualità dell’elettronica Favero. Di seguito le nostre considerazioni.
Leggero, robusto e anche piuttosto rigidoLeggero, robusto e anche piuttosto rigido
Come sono fatti i nuovi PRO RS
I nuovi pedali Assioma sono disponibili nella sola versione a sgancio rapido con predisposizione Shimano e nella confezione è inclusa la tacchetta gialla (quella con una maggiore libertà angolare). RS-2 è il modello che porta in dote la rilevazione su entrambi i pedali (il Pro RS-1 ha invece il potenziometro soltanto nel pedale sinistro). Ha una batteria ricaricabile interna con una durata dichiarata a 60 ore per singola ricarica (durante il test siamo andati ben oltre, ndr) e la ricarica avviene tramite i pod posizionati all’esterno del perno. Il corpo del pedale è in fibra di carbonio, rinforzato con polimeri. La tensione è regolabile grazie ad una vite a brugola.
Interessante sottolineare che il fattore Q è uguale a quello dei pedali Shimano Ultegrastandard (53 millimetri, 52 per Shimano Dura Ace) ed ha un’altezza ridotta a soli 10,5 millimetri. Significa che la tacchetta è vicinissima al perno, sinonimo di efficienza della pedalata, ulteriore precisione della rilevazione ed una maggiore immediatezza che potrebbe fare rima con rigidità. Gli Assioma Pro RS sono dotati di protocolli di trasmissione Ant+ e Bluetooth (quest’ultimo ben tre canali differenti, unico nel suo genere), associabili alla app Favero Assioma.
Quali dati? Cadenza e giroscopio, il sensore di cadenza, così come il bilanciamento gamba destra e sinistra. Ovviamente la rilevazione della potenza, la funzione di power phase, uniformità del gesto ed efficienza di coppia. Non secondaria la funzione che permette di quantificare il tempo pedalato in piedi e da seduti, più in generale tutte le metriche avanzate, compresa la valutazione del punto di spinta (PCO), le metriche avanzate che Assioma PRO RS permette di rilevare e che si differenziano dalle metriche standard che il potenziometro riesce a rilevare. La funzione PCO può essere utilizzata anche per valutare il corretto posizionamento della tacchetta alla suola della calzatura. Pro RS-2 è dotato di compensazione termica automatica. Assioma diventa anche uno strumento di precisione e di analisi.
Il valore alla bilancia rilevatoStesso peso dei pedali UltegraQuattro componenti, 2 attrezzi per fare manutenzioneFacile prendersene cura, rari gli interventi necessariSedi di ricarica specificheIngombro minimo all’interno della pedivellaIl valore alla bilancia rilevatoStesso peso dei pedali UltegraQuattro componenti, 2 attrezzi per fare manutenzioneFacile prendersene cura, rari gli interventi necessariSedi di ricarica specificheIngombro minimo all’interno della pedivella
In comune con Assioma Pro MX
Fra la versione road e quella off road ci sono dei punti di contatto. Pro MX può essere facilmente e logicamente considerato come il padre di questa generazione Assioma e ci sono degli elementi in comune. C’è il design modulare e la totale integrazione di elettronica ed estensimetri all’interno del perno. Quest’ultimo è facile da smontare e da pulire (la manutenzione è ridottissima).
La batteria è ricaricabile e lo sviluppo è stato eseguito sulla piattaforma Shimano. E’ stata mutuata la tecnologia IAV. E’ l’acronimo di Instantaneous Angular Velocity-based, significa che il power meter rileva la velocità angolare istantanea, non fa una stima, non fa la media. Precisione assoluta e tanta qualità.
Semplice da configurareSede di appoggio abbondanteRilevazione PCO, dalla sua app, ma anche dai device predispostiSuper affidabile anche nella rilevazione del bilanciamentoLa rilevazione del tempo trascorso in piedi e da sedutiSemplice da configurareSede di appoggio abbondanteRilevazione PCO, dalla sua app, ma anche dai device predispostiSuper affidabile anche nella rilevazione del bilanciamentoLa rilevazione del tempo trascorso in piedi e da seduti
Il nostro test
Il sistema guarnitura/pedali/power meter è un pacchetto che adotta una guarnitura standard e prevede il misuratore Assioma Pro RS ed è molto leggero. I due pedali Asssioma hanno lo stesso valore alla bilancia di una coppia di Ultegra, il vantaggio è dunque quello di avere tutto integrato nel perno. Nell’ottica di una valutazione complessiva, è un punto di partenza non banale e da considerare.
Per quanto concerne la rilevazione dei watt e la gestione del power meter? Ad oggi il test ha previsto oltre 80 ore (ma l’utilizzo prosegue incessante), qualche uscita con la pioggia battente (in questa estate un po’ matta) e oltre 20.000 metri di dislivello positivo. Purtroppo solo in rare situazioni siamo saliti oltre i 2.000 metri di quota, ma l’ascesa totale accumulata è già un buon metro di valutazione per quanto riguarda l’affidabilità legata al cambio di contesto ambientale.
Questo power meter subisce le condizioni dell’ambiente esterno? Assolutamente no. Mai una perdita di segnale, mai una deformazione dei dati, legati anche al fatto che abbiamo ripetuto alcuni percorsi diverse volte. Significa avere dati ripetibili e sovrapponibili, significa avere un riferimento costante e preciso. Inoltre, aspetto per nulla secondario, pur essendo un power meter nel pedale, mantiene un’equilibrio eccellente della rilevazione anche nelle simulazioni degli sprint e durante i cambi di ritmo. Il perno è ben protetto e schermato dagli agenti esterni.
Come un pedale Shimano tradizionaleProfilo ridotto e minimaleUna semplice brugola per aggiustare la tensioneCome un pedale Shimano tradizionaleProfilo ridotto e minimaleUna semplice brugola per aggiustare la tensione
I plus di Assioma Pro RS
Il valore aggiunto di questo componente e il power meter stesso, con la sua costruzione. La qualità di ogni singola rilevazione e delle metriche. L’equilibrio della rilevazione anche in fase di simulazione degli sprint. Una durata ottima della batteria/autonomia, che tra un intervallo e quello successivo ha superato le 70 ore, anche se è sempre bene considerare la variabile legata all’ambiente esterno. E’ da considerare la totale e perfetta integrazione di tutta l’elettronica, con la batteria (ricaricabile) che non ha filtri e/o barriere da superare (i misuratori con le batterie sostituibili ed esterne, di tanto in tanto mostrano delle distorsioni, perdite di segnale e funzionano al massimo delle potenzialità con batterie di ottima qualità).
E’ uno strumento versatile che può essere portato da una bici ad un’altra, senza problemi, senza l’obbligo di voli pindarici per effettuare la calibrazione ed il montaggio. Non è necessario effettuare la calibrazione ad ogni uscita, è sufficiente una volta dopo l’aver montato i pedali sulle pedivelle. C’è anche un risparmio di peso da non sottovalutare, non si parla di chilogrammi, ma di grammi che tolti dalla bicicletta nel suo complesso non fanno male. Assioma è un power meter tutto Made in Italy. Non in ultimo il prezzo, perché 705,16 euro di listino (portale Favero) non sono molti se consideriamo l’alta qualità di questo misuratore con doppia rilevazione, il tutto integrato in un pedale.
Assioma è diventato un simbolo ed un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono un power meter. Lo è per chi utilizza costantemente un misuratore per il training specifico, lo è per quei ciclisti che entrano nella categoria dei misuratori di potenza sfruttando l’elettronica anche per la categoria off-road. Assioma di Favero Electronics è uno strumento tutto italiano.
Assioma Pro MX è il misuratore di potenza specifico per la mtb ed il gravel. L’off-road, una categoria che aveva necessità di uno strumento affidabile e preciso per la misurazione della potenza, che trova in Pro MX una base di lavoro eccellente. Entriamo nel dettaglio
Misurare i numeri anche nel gravel, fondamentale per il training specificoMisurare i numeri anche nel gravel, fondamentale per il training specifico
Pro MX, semplice, intuitivo e preciso
Un misuratore di potenza integrato nei pedali, come nel caso di Pro MX, porta dei vantaggi non secondari. Il primo è legato al fatto di poter spostare gli stessi pedali da una bici ad un’altra, dalla mtb alla gravel e anche sulla bici da ciclocross. La compatibilità è universale e l’unica operazione necessaria è legata alla calibrazione (tramite la app Favero Assioma) del sistema dopo l’avvenuto montaggio. Per ingaggiare il pedale alla pedivella è sufficiente una chiave inglese da 15. Da sottolineare che i Pro MX hanno una calibrazione di fabbrica. Cosa significa? Non è necessario calibrare il misuratore di potenza ad ogni uscita, un bel vantaggio, sinonimo anche di ripetibilità dei dati.
Oltre ad una costruzione ad hoc, mirata a proteggere la tecnologia della rilevazione, che influisce anche sulla longevità di Assioma, il misuratore Pro MX è dotato di sistema IAV Power System (acronimo di Istant Angular Velocity). E’ una sorta di protocollo interno al pedale che va a calmierare tutte quelle irregolarità della pedalata (utile anche nel caso di utilizzo di corone ovali) tipiche e del tutto normali quando si pedala in particolare nel contesto off-road (e anche su strada).
Tutto integrato nel perno, tecnologia ed elettronica applicata ad un pedale off-roadTutto integrato nel perno, tecnologia ed elettronica applicata ad un pedale off-road
Il wattaggio non è stimato
La rilevazione non è stimata. Se la potenza è il risultato della forza moltiplicata per la velocità, una lettura costante e precisa delle due variabili è fondamentale ai fini della precisione del dato finale. La forza e la sua variazione durante il gesto atletico sono misurate con la deformazione degli estensimetri (completamente integrati all’interno del perno). Il giroscopio invece ha il compito di leggere la velocità angolare istantanea e dunque reale (comprese le sue variazioni). Considerando che buona parte dei power meter presenti sul mercato basano la rilevazione sulla velocità angolare media, l’Assioma Pro MX è un chiaro passo avanti in fatto di precisione e ripetibilità dei numeri. Ripetibilità, una sorta di parole d’ordine per nulla scontata, ma necessaria quando il training diventa specifico.
Assioma Pro MX è dotato di protocollo Buletooth per il collegamento allo smartphone e di conseguenza alla app dedicata. Utilizza la trasmissione dati via Ant+ per collegarsi al device (Garmin, Wahoo, Hammerhead, Bryton e altri).
Un prodotto tanto sofisticato, quanto semplice da gestire meccanicamente Cuore, testa e cervello, tutto nel perno AssiomaUn prodotto tanto sofisticato, quanto semplice da gestire meccanicamente Cuore, testa e cervello, tutto nel perno Assioma
Elettronica e tecnologia, tutto nel perno
Il perno del pedale è il cuore ed il cervello, tutto è nascosto al suo interno. Al momento del lancio ufficiale di Assioma Pro MX, ci aveva colpito l’affermazione di Erika Martinazzo di Favero Electronics.
«Per la famiglia Assioma si può parlare di tecnologia avanzata applicata a un pedale per la bici».
Le parti elettroniche e la batteria sono racchiuse all’interno del perno. Inoltre la batteria ha una posizione dedicata che permette di essere ricaricata senza porte esterne, più delicate e soggette ad un degrado maggiore. Nei termini di longevità e affidabilità della rilevazione la batteria integrata offre dei vantaggi non secondari. Per la ricarica sono presenti i due punti di contatto con i pin specifici per la ricarica, una questione di affidabilità e durata, ma anche di salvaguardia dell’intero sistema.
Luce accesa, il power meter è okLuce accesa, il power meter è ok
Due versioni (più una)
Le versioni sono due, Pro MX-2 ovvero quella con il misuratore di potenza su entrambi i pedali (quella provata da noi) e Assioma Pro MX-1 con il power meter integrato solo nel pedale sinistro (opposto alla corona). E’ disponibile anche un upgrade che permette di trasformare MX-1 in MX-2. I prezzi di listino sono rispettivamente di 749, 449 euro e 430 euro per il kit di upgrade. C’è la compatibilità con le tacchette SPD, non un semplice dettaglio.
Tante ore di utilizzo
Risulta difficle quantificare le ore di utilizzo dei nostri Assioma Pro MX-2. Fango e detriti, polvere e pioggia (tanta), ma anche numerosi lavaggi. La bontà costruttiva e l’impiego di materiali di primissima qualità (e di uno strumento sviluppato per durare nel tempo) è confermata anche da questi dettagli che sono tutt’altro che piccoli. L’80% del tempo i pedali (e power meter) sono stati utilizzati nei contesti gravel, il restante 20% in ambito ciclocross.
Ottima l’autonomia della batteria (rilevata oltre le 60 ore per ogni singola ricarica) che non si è modificata con il passare dei mesi e non ha subito nessun calo di performance anche in ambiente con elevata percentuale di umidità. Eccellente l’ermeticità di tutto il perno passante (cuscinetti inclusi), facile da smontare e da controllare per l’eventuale lubrificazione.
Come si sviluppa la nostra pedalata? La funzione PP insegnaUn semplice grafico che ci mostra cosa è la power phaseBilanciamento e PCO, controllo e monitoraggio Come si sviluppa la nostra pedalata? La funzione PP insegnaUn semplice grafico che ci mostra cosa è la power phaseBilanciamento e PCO, controllo e monitoraggio
Elettronica e sterrato, si può fare
Se pur accessibile sotto molti punti di vista, non in ultimo quello economico, l’Assioma Pro MX è dotato di un’elettronica eccellente, adatta anche all’ambiente del fango e della polvere. E’ uno strumento di precisione, di allenamento e dedicato a tutti quelli che vogliono monitorare il training specifico.
Attraverso alcune funzioni però, è possibile aumentare la qualità del training e valutare (insieme ad una persona esperta in biomeccanica e dinamica della pedalata) la posizione in bici e come performa il nostro corpo con quel setting. Significa che con le apposite funzioni, configurabili anche sul device, è possibile vedere (in tempo reale oppure nel post allenamento) il bilanciamento tra la gamba destra e quella sinistra, la posizione del ciclista sulla bici (funzione rider position) e tenere sotto controllo la power phase. Quest’ultima in particolare ci aiuta a valutare le percentuali tra la spinta e la trazione, permettendoci così di appianare alcune lacune e migliorare al tempo stesso la gestione della forza durante la pedalata (o magari monitorare le eventuali fasi di recupero dopo uno stop forzato).
Attraverso alcune schermate dedicate del Garmin (ma anche tramite la app Favero Assioma), è possibile utilizzare anche la funzione PCO (platform center offset), una novità molto utile anche ai fini del corretto posizionamento della tacchetta. Se la PP (power phase) ci permette di analizzare le fasi di trazione e spinta della gamba, la PCO identifica la distribuzione della forza sulla battuta del pedale. Non stiamo argomentando dei marginal gains, ma dei vantaggi offerti dall’elettronica (quella buona) utilizzabile facilmente nel ciclismo moderno.