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Sterrati e suspence. Fortunato salvo per un soffio, Viviani bis

17.06.2021
4 min
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Un brivido gelido lungo la schiena, malgrado una giornata torrida da 32 gradi. La terza ed ultima tappa della Adriatica Ionica Race, da Ferrara a Comacchio di 149 chilometri, si chiude con una buona dose di suspence che offre ulteriore sapidità ad una edizione breve (rispetto alle precedenti due), bella ed intensa della gara organizzata da Moreno Argentin. Fortunato si è salvato davvero per un soffio.

Insidie di strada

La frazione conclusiva della AIR prevedeva sei tratti di sterrato (per un totale di 15 chilometri) che, anche se erano posti nella parte centrale del tracciato, potevano ispirare qualche azione coraggiosa: sia per evitare l’arrivo allo sprint, sia per ribaltare una classifica generale tutt’altro che definitiva nonostante il traguardo del Grappa avesse seriamente deciso tutto.

Nella volata, Viviani ha la meglio su Mareczko (foto Scanferla)
Nella volata, Viviani ha la meglio su Mareczko (foto Scanferla)

Per un soffio

Invece no, o quasi. Il finale della tappa, e quindi della gara, è stato avvincente, tutto racchiuso in questioni di centimetri e secondi. L’arrivo è stato in volata, e che volata: Viviani brucia al fotofinish Mareczko, mentre terzo chiude Martinelli. Ma non è finita qui perché dopo il triangolo rosso, sotto l’impulso anche dell’Astana (Pronskiy era secondo nella generale a 5” e indosserà la maglia bianca di miglior giovane) oltre che della nazionale e della Vini Zabu, si è creato un buco di 3” nel quale è finito Fortunato che ha seriamente rischiato di vedere svanire tutto. E stavolta il bolognese della Eolo-Kometa ha dovuto ringraziare il proprio cognome e i suoi compagni di squadra, in primis Vincenzo Albanese, per aver salvato la leadership e festeggiare così la sua terza vittoria in carriera.

Strade Bianche arrivando verso Comacchio: grande suggestione (foto Scanferla)
Strade Bianche arrivando verso Comacchio: grande suggestione (foto Scanferla)

Sorriso Fortunato

Al traguardo Fortunato ha trovato sia il sorriso (una volta avuto la conferma cronometrica) sia Alberto Contador, pronto a congratularsi con lui e dargli una spinta morale in più in vista del campionato italiano di domenica ad Imola.

«Dedico questa vittoria a tutta la squadra – ha dichiarato il vincitore della AIR, che ha conquistato anche la maglia verde dei Gpm – e vincere davanti a Contador ha un sapore speciale. Da inizio stagione sono cambiate tante cose: prima correvamo per farci vedere, ora lo facciamo per vincere. Il percorso tricolore l’ho provato tra fine Giro ed inizio di questa corsa. E’ duro e impegnativo, perciò aspettatemi».

I colori della primavera, per una corsa bellissima (foto Scanferla)
I colori della primavera, per una corsa bellissima (foto Scanferla)

Benedizione Contador

E proprio “el Pistolero” gli fa eco: «Dopo il bel Giro d’Italia, la vittoria sul Monte Grappa, arriva questo successo nella generale. Oggi è una altra gran bella giornata per una formazione giovane come la nostra. Speriamo di continuare così. Con Lorenzo ho parlato tanto, anche della mia esperienza da corridore, e lui è intelligente. Ieri lo si è visto, quando si è trovato da solo in mezzo a tanti altri corridori di altri due team (Astana e Bardiani, ndr) ha aspettato il momento giusto e sul traguardo è stato perfetto. Però bisogna dire che si era preparato anche tanto».

Slancio Viviani

Doppia apparizione sul podio delle premiazioni anche per Elia Viviani che si porta a casa anche la maglia rossa della classifica a punti: «Quando fai la volata di testa e da dietro stanno rimontando forte non te ne rendi conto se hai vinto davvero, soprattutto se per meno di due centimetri. A volte si vince con due bici come ad Aviano e a volte così, ma come vi dicevo l’importante è vincere perché vittoria porta vittoria. Finisco col morale altissimo, sono già tre i successi quest’anno che sono un buon bottino rispetto agli zero dell’anno scorso, ma da domani torno in pista perché sappiamo che c’è da lavorare per arrivare a Tokyo al 110 per cento».