Malucelli alla Bingoal: «Mi sono cavato un peso, ora si riparte»

22.10.2022
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Vicende come quella della Gazprom possono segnare periodi bui e compromettere carriere. Matteo Malucelli non si è dato per vinto e in una stagione rattoppata dalla maglia azzurra prima e dalla China Glory poi, ha saputo anche alzare le braccia al cielo. Dopodiché si è rimboccato le maniche ha trovato una sistemazione per il 2023. E così è arrivata la firma per la formazione belga Bingoal Pauwels Sauces WB.

Ora il ventinovenne forlivese per il futuro sembra essersi levato quel macigno che lo ha logorato mentalmente per tutta la stagione. Il Nord lo aspetta e con lui la volontà di vivere un ciclismo seguito e in uno dei suoi habitat naturali. 

Malucelli quest’anno ha corso gran parte delle corse con la maglia azzurra
Malucelli quest’anno ha corso gran parte delle corse con la maglia azzurra
Come stai, Malu?

Bene finalmente mi godo un po’ di riposo. Anche se ne ho fatto fin troppo quest’anno (ride, ndr). Mi sono fermato il 9 di ottobre e ricomincerò i primi di novembre ad allenarmi, farò tre settimane proprio di divano. 

E’ arrivata la firma per il 2023…

Sì, finalmente! Mi sono tolto un bel pensiero, perché quest’anno è stata veramente dura. 

Sei stato accostato a tante formazioni. Come mai hai scelto la Bingoal?

Fra le possibilità che si erano venute a creare, era la squadra che secondo me poteva offrirmi un insieme di possibilità in vista delle gare e della loro provenienza essendo belgi. Mi può dare delle garanzie anche a livello di calendario e sicuramente questa cosa qui mi ha spinto verso di loro. Essendo una squadra belga e non essendo mai riuscito a correre al Nord, mi sono convinto facilmente. Anche perché purtroppo o per fortuna il ciclismo è là in Belgio.

Giro di Sicilia 2022, la prima tappa a Bagheria la vince proprio Matteo Malucelli
Giro di Sicilia 2022, la prima tappa a Bagheria la vince proprio Matteo Malucelli
Correrai spesso al Nord…

Ho visto che fanno un buon calendario di corse a tappe. E poi fanno le gare di un giorno al Nord e corrono anche abbastanza in Francia. Si sviluppa quindi soprattutto fra Francia, Belgio e Olanda. Sicuramente sarà un bel mix.

Credi possano essere corse adatte a te?

Diciamo che sicuramente faranno molte gare adatte alle mie caratteristiche. In questo ciclismo si ha la tendenza a fare delle corse sempre più dure, più estreme. Mentre per le mie caratteristiche non dico solo pianura, ma gare più facili altimetricamente sono a me più congeniali

Hai già qualche obiettivo tra le corse di inizio stagione?

Il calendario che farò ancora non lo so. In questo momento qua, dopo la firma, mi sto concentrando solo a ricaricare le pile senza fare tanti progetti. Andrò a metà novembre a fare tutte le visite mediche, anche se non credo che si parlerà di calendario. Poi a dicembre credo che si comincerà a parlare del 2023. 

A livello psicologico, il 2022 è stato un anno molto provante (foto Instagram)
A livello psicologico, il 2022 è stato un anno molto provante (foto Instagram)
Parliamo della stagione appena conclusa. Com’è andata dal punto di vista sportivo?

Da come era partita, sembrava poter essere la mia miglior stagione e forse lo è stata. Nonostante sia stata così falsata dagli avvenimenti della Gazprom. Chiaramente nei primi due mesi eravamo partiti bene e ci aspettavamo tutti una grande stagione. Avevamo lavorato bene e i primi risultati li stavamo raccogliendo. Purtroppo è andata come è andata e da aprile in poi dopo il Giro Sicilia è sempre stata un inseguimento della condizione.

Un’ottima partenza poi è andato tutto in salita…

Purtroppo per quanto uno si possa allenare bene, se non si corre il ritmo gara si perde. Quando sono rientrato dalla Sicilia, ho corso l’Adriatica Ionica Race quando metà gruppo usciva dal Giro d’Italia. Mi sono rifermato, sono rientrato ad agosto quando metà gruppo aveva corso il Tour. Si capisce che dietro a tutta la volontà, gli altri hanno un vantaggio di 40/50 corse nella gambe e questo fa la differenza. Nonostante tutto, sono arrivati alcuni risultati che mi hanno dato morale per proseguire e ripartire con la consapevolezza che la mentalità fosse quella giusta. E’ chiaro che se tu sei a casa e gli altri corrono, diventa complicato. 

Al Tour of Antalya, Malucelli ha conquistato la prima vittoria 2022 per la Gazprom
Al Tour of Antalya, Malucelli ha conquistato la prima vittoria 2022 per la Gazprom
Come hai trovato la motivazione durante l’anno?

Fino al campionato Italiano non è stato facile, ma grazie alla Federazione e a Bennati siamo riusciti a trovare continuità. Anche se si correva ogni 30 giorni, c’erano gli obiettivi. Una volta passato il campionato italiano, c’è stato un mese dove siamo rimasti ognuno per la propria strada. E quindi non sapevamo più veramente che cosa ci sarebbe successo. Diciamo che il mese di luglio è stato quello più duro. Poi quando ho ripreso a correre con degli obiettivi, è stato più facile per la testa. Nonostante sia la stagione in cui ho corso di meno, è quella in cui sono arrivato più stanco a livello mentale. E’ stata veramente una dura prova (sospira, ndr)

Continuerai ad allenarti nella tua Romagna o hai pensato al trasferimento?

Dallo scorso anno sono residente a San Marino. La squadra farà due ritiri, uno a dicembre e uno a gennaio di circa 15/20 giorni. Quei mesi saranno impegnati al caldo. Dopodiché cominceranno le corse. Immagino che ci saranno dei periodi nel quale dovrò stare in Belgio, perché ci saranno corse di un giorno concentrate. Diciamo che non è nemmeno venuta fuori l’ipotesi di un trasferimento. 

Al centro, Marco Tizza sarà l’unico compagno italiano di Malucelli alla Bingoal. Quest’anno c’era anche Attilio Viviani
Marco Tizza sarà l’unico compagno italiano di Malucelli alla Bingoal. Quest’anno c’era anche Attilio Viviani
Ad aspettarti nella formazione belga c’è Marco Tizza, lo conosci?

Sì, con lui ho corso nel 2015 al Team Idea. Siamo in buoni rapporti, ci conosciamo. 

Vi siete già sentiti?

Avevo parlato con lui della squadra già quest’estate, ma più per curiosità personale conoscendolo. Gli ho chiesto come si trovasse e me ne aveva parlato molto bene. Quando le trattative si sono fatte più serie, gli ho chiesto quale fossero la sua impressione e il suo vissuto e mi ha sempre detto che sono una bella squadra in cui si sta bene. Il fatto che ci sia un altro italiano è molto importante. Ho corso in Caja Rural senza italiani solo con spagnoli e devo dire che è più complicato. 

Ti sei già fatto un’idea su che compagni avrai, se troverai un treno organizzato o sarai tu a doverti muovere autonomamente negli sprint?

A dire la verità, non lo so. Non abbiamo ancora parlato di questo. Essendo una squadra belga, posso immaginare che sanno fare queste cose meglio di noi. Più che organizzare io, saranno loro a organizzare me. Mi affiderò. Hanno sempre lavorato bene e sono sicuro che continueranno a farlo. 

Tjallingii 2015

China Glory, idea che va al di là del solo ciclismo

22.01.2022
5 min
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Spesso parliamo delle squadre continental italiane, ma allarghiamo un po’ il discorso per raccontare una storia. Nel mondo ce ne sono ben 140, divise fra 48 Paesi e l’Italia è la primatista assoluta avendone con la tessera Uci ben 13, con il Portogallo che segue a distanza con 10.

La Cina ne ha 5, ma un team è davvero speciale, è l’espressione di un grande progetto che dovrà svilupparsi in breve tempo. L’obiettivo è arrivare ai vertici e considerando quel che i cinesi hanno fatto nel calcio, c’è da credere che ci riusciranno. Non andando a comprare team stranieri o affiliandoli in casa, ma fabbricandone uno di sana pianta. E’ il China Glory Continental Team.

Per farlo, la federazione locale è venuta incontro alle ambizioni e alle idee di un olandese che conosce bene il ciclismo di quei posti. Maarten Tiallingii (nella foto di apertura) è stato un corridore di buon livello, capace anche di conquistare il podio alla Roubaix del 2011. L’olandese, pro’ dal 2006 al 2016 e vincitore di 5 gare, era considerato un personaggio: famoso per essere riuscito ad avere una buona carriera sportiva pur essendo senza un rene (asportato a 2 anni) e per essere rigorosamente vegetariano, ma anche per avere un carattere molto intraprendente.

China Glory maglia
La divisa del China Glory Team, la nuova formazione Continental
China Glory maglia
La divisa del China Glory Team, la nuova formazione Continental

L’esperienza cinese

Chiusa la carriera da corridore, Tiallingii è rimasto nell’ambiente e avendo qualche saltuario contatto con il ciclismo cinese ha maturato l’idea. Maarten conosce bene il ciclismo locale, ha militato per tre anni, dal 2003 al 2005, nella Marco Polo, una squadra cinese e spesso era tornato anche a gareggiare vincendo il Tour of Qinghai Lake nel 2011. Così è nata l’idea di costruire una squadra internazionale.

A comporla saranno 12 corridori, equamente divisi fra cinesi e stranieri. Corridori forse non di gran nome, se si eccettua l’americano Sean Bennett, che ha trovato in extremis spazio dopo essere uno dei fuoriusciti dalla Qhubeka-Nexthash portando anche in dote una buona dose di punti. Con lui sono stati tesserati il sudafricano Willie Smit proveniente dagli spagnoli del Burgos-BH, gli olandesi Etienne Van Empel che faceva parte della disciolta Vini Zabù e Reinier Honig (Rmpoot), il decano della squadra con i suoi 38 anni e infine il francese Lucas De Rossi dell’altra formazione scomparsa, la Delko.

Fari sul movimento locale

Nella dichiarazione d’intenti data alle stampe, la China Glory annuncia di “voler ambire allo sviluppo di corridori cinesi per portarli a un adeguato livello internazionale e consentire a molti di loro di avere una proficua carriera”. C’è però qualcosa in più, che traspare tra le righe, un concetto al quale non può essere data troppa ufficialità considerando il rigido controllo sulla stampa locale.

Fra i 6 corridori cinesi c’è infatti anche Nazaerbieke Bieken, che nel suo passato vanta anche un paio di esperienze alla Mitchelton Scott e la cui particolarità è l’appartenenza alla minoranza Uiguri, come si evince anche dal nome. Stiamo parlando di una popolazione turcofona che vive nella provincia di Xinjiang e che è sottoposta a una feroce repressione etnica. Bieken è nato in Kazakhstan e i suoi genitori lo hanno portato in Cina a 8 anni. E’ rimasto molto legato alle sue origini, tanto che il suo idolo è Vinokourov olimpionico a Londra 2012, la sua vittoria lo ispirò. Averlo inserito in questo progetto rappresenta il tentativo di mandare un messaggio diverso proveniente dal mondo del ciclismo, considerando anche che, a parte qualche sporadico pugile, i ragazzi di quella popolazione hanno poche possibilità di affermarsi tramite lo sport.

Insieme al 27enne Bieken ci saranno anche i due ciclisti cinesi considerati i migliori esponenti locali, Xianjing Liu vincitore del Tour of China 2019 e pluricampione asiatico di Mtb, alla ricerca di un miglior futuro, economicamente parlando, grazie alla strada e di Xue Ming, campione nazionale a cronometro.

Marie 2020
Per lavorare in Cina, Lionel Marie ha lasciato l’Israel Start-Up Nation
Marie 2020
Per lavorare in Cina, Lionel Marie ha lasciato l’Israel Start-Up Nation

Una coppia francese

Tiallingii però non poteva certo fare tutto da solo e ha quindi coinvolto due francesi di provata esperienza: Lionel Marie, il diesse della squadra, è considerato uno dei più esperti del ciclismo transalpino, passato anche per la Cofidis dove ha guidato tra gli altri anche Amael Moinard, che condividerà l’aspetto manageriale del team con Tiallingii.

«Lo statuto è depositato e l’affiliazione all’Uci già ottenuta – ha dichiarato Moinard all’Equipemi è stato proposto di lavorare allo sviluppo di un’idea innovativa e ho risposto di sì con entusiasmo, per far sì che le grandi ambizioni si tramutino in realtà».

La squadra svolgerà per la maggior parte la sua attività in Asia, ma in estate è già prevista la partecipazione a più gare europee, per alzare il livello di qualità delle sfide in programma. E’ chiaro che per i non cinesi è una grande esperienza di vita, ma il ciclismo globalizzato di oggi richiede anche questi sacrifici.