Vlasov, il podio nei grandi Giri adesso è maturo

11.03.2023
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Occhi azzurri che rivelano serenità, gambe scolpite che dicono di chilometri e chilometri messi nel sacco, Aleksandr Vlasov è chiamato alla sfida forse più grande della sua carriera sin qui.

Il russo della Bora-Hansgrohe, che purtroppo corre senza bandiera, sta disputando un buono inizio di stagione, quinto alla Valenciana, e una buona Tirreno-Adriatico: nono a Tortoreto, sesto ieri a Sassotetto.

E anche oggi, ad Osimo, ha provato persino a conquistare la Corsa dei Due Mari animando la giostra degli attacchi finali (foto di apertura). Ma alla fine si è dovuto arrendere alle trenate di Van Aert, Formolo, della Ineos-Grendiers e allo strapotere di Roglic.

Più esercizi

Al prossimo Giro d’Italia, Aleksandr partirà con i gradi di capitano. E stavolta puntare al podio in una corsa di tre settimane è più legittimo che mai.

«La preparazione – racconta Vlasov – procede abbastanza bene. Sono tranquillo e sereno sotto questo punto di vista. In questa Tirreno non sono in gran forma, e questo è buono visto come è andata, ma l’obiettivo vero è il Giro e spero di arrivarci “giusto, giusto” a maggio.

«Da parte mia mi sto allenando bene. I lavori e i chilometri sono più o meno sempre quelli, ma ho dedicato molta più attenzione agli esercizi senza bici per migliorare la posizione. Adesso conta ogni minimo dettaglio. Il ciclismo è sempre più veloce e per questo cerco di curare piccoli dettagli che negli anni passati trascuravo».

Vlasov vive a Monaco e lì i corridori proprio non mancano. Racconta che spesso esce in compagnia e che ama fare le distanze, ma solo quando c’è bel tempo.

«Quasi sempre vado sul Col de la Madone, la salita più famosa della zona, e anche sul Col de Turbie perché sono vicine e ideali per fare i lavori. Ma quando non ho degli specifici da fare mi piace creare dei percorsi diversi. Percorsi che non posso fare tutti i giorni». 

Podio rosa

Come dicevamo Vlasov sarà il leader della Bora-Hansgrohe. Bora che tra l’altro è la squadra con il vincitore uscente, Jay Hindley, e per questo Vlasov in quanto capitano potrebbe partire con il numero uno.

Aleksandr va per i 27 anni, inizia ad essere maturo, e avrà l’occasione di essere il capitano unico, in una grande squadra e con più esperienza. 

«Non è però la prima volta che faccio il capitano – ci tiene a precisare Vlasov – quindi non fa poi così effetto. Sono consapevole di essere in una squadra importante, una squadra che crede in me e di certo io farò di tutto per cogliere il miglior risultato possibile. Il podio è un obiettivo.

«Sarebbe bello partire con il numero uno – ride – però non l’ho vinto io l’anno scorso. Alla fine è solo un numero».

Non è la prima volta che ricopre il ruolo da leader, è vero, però è diverso che essere il co-leader. Il giovane che può fare bene, ma che tutto sommato corre sotto il parafulmine di un capitano più accreditato. E’ chiaro che cambia anche la pressione.

«Sì, forse è così, ma non credo che ci sarà più attenzione su di me da parte della altre squadre. Mentre so cosa vuole da me il mio team. Alla fine poi le cose sono semplici: decidono le gambe».

Il russo non è uno specialista delle crono, ma da quando è in Bora è migliorato moltissimo, tanto da vincere la crono all’ultimo Romandia
Il russo non è uno specialista delle crono, ma da quando è in Bora è migliorato moltissimo, tanto da vincere la crono all’ultimo Romandia

Ricognizioni post Tirreno

Al Giro d’Italia, Vlasov sarà guidato in ammiraglia da Enrico Gasparotto. Il diesse friulano già lo scorso anno andò a visionare le tappe più insidiose e la stessa cosa ha fatto quest’anno… proprio nella sua terra. In autunno era andato sul Lussari. In casa Bora-Hansgroghe dopo l’addio a Sagan hanno voltato pagina e hanno dichiarato senza mezzi termini di puntare sui grandi Giri. 

Una mentalità che si ripercuote a 360° su staff e corridori. E non solo nel modo di correre o nella scelta degli atleti. Basta pensare alla crono, a quanto ci ha lavorato Vlasov da quando è in Bora-Hansgrohe, a quanto sia migliorato e a quante attenzioni dedichi a questa disciplina che nel prossimo Giro d’Italia avrà un bel peso.

«Qualcosa – dice Vlasov – conosco del percorso del prossimo Giro, anche grazie alle corse fatte in passato in Italia. Ma dopo la Tirreno andrò a vedere un paio di tappe, qui nella zona. Credo quella di Cesena (la crono, ndr) e qualche altro tratto non lontano da qui (probabilmente la frazione di Fossombrone, ndr)».