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Milano, voci dalla partenza. E poi via…

20.03.2021
5 min
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«Non c’è niente di facile – dice Van der Poel a mezz’ora dalla partenza – anche io non sono tranquillo. L’anno scorso Alaphilippe è stato più forte di me sul Poggio, per cui non è detto che convenga aspettare fino a lì».

La Milano-Sanremo è in partenza. I corridori sfilano davanti ai giornalisti, mentre Milano è congelata in una zona rossa da capire, dato che ieri sera davanti a ogni bar sostavano capannelli di spritz, con i vigili che passavano senza nulla dire. Qualche tifoso si affaccia e in attesa di togliere le mascherine, va anche bene così. Si corre e tanto basta, ma la frase di Van der Poel si presta a un bel gioco, anche perché dal giorno della Strade Bianche di lui hanno tutti davvero paura. Tutti lo aspettano e hanno paura di lui e lui intanto pensa a un piano B. Lo scenario perfetto per una grande corsa. Il tempo è buono, le previsioni per fortuna sono cambiate.

Tutti hanno paura di VdP e lui cerca soluzioni alternative
Tutti hanno paura di VdP e lui cerca soluzioni alternative

La voglia di Visconti

Alla firma sfilano in ordine di nobiltà, per cui le squadre più piccole arrivano per prime.

«Si parte sempre con un sogno – dice Visconti – anche se non ho la gamba migliore, ci si prova sempre. Se riesco a infilarmi nella fuga, la porto avanti il più a lungo possibile».

Visconti, la condizione non brilla, ma la voglia è tanta
Visconti, la condizione noin brilla, ma la voglia è tanta

Colbrelli senza corse

Tra i favoriti Colbrelli non l’ha messo nessuno e lui del resto non ha corso la Tirreno e neppure la Parigi-Nizza, per cui come fai a dargli un peso?

«Con la squadra abbiamo deciso di fare così – dice – cioè fare due bei blocchi di allenamento. Sono due chili meno di inizio stagione, non ho brutte sensazioni, ma correre è diverso. Vedendo come corre Van der Poel, non mi meraviglierei che partisse sulla Cipressa. Io non sono da scartare e la squadra ha anche Haussler e Mohoric che stanno bene».

Nizzolo teme l’attacco da lontano: il morale è buono
Nizzolo teme l’attacco da lontano: il morale è buono

Nizzolo guardingo

Anche Nizzolo pensa a un attacco da lontano, mentre la sua maglia bianca di campione europeo con le strisce tricolori rende il mattino anche più radioso,

«Sarà cruciale avere la squadra intorno – dice Giacomo alla partenza con il casco griffato per la Sanremo – per limitare i danni. La cosa peggiore è un attacco da prima della Cipressa, magari sui Capi, perché c’è in circolazione davvero in ottima condizione. Io non ho la gamba migliore per il colpo al ginocchio preso a inizio anno, ma la testa sta alla grande, per cui sarò nella battaglia».

Viviani guarda Bennett

Viviani ha la fascia dal collo al naso, poi gli occhiali e sopra il casco: sembra un bandito d’altri tempi e magari l’approccio sarà quello.

«Arrivo rilassato e in crescita – dice – e siccome il finale ha più soluzioni, penso che rimarrò nel gruppo dei velocisti che hanno già vinto la Sanremo e quelli che stanno meglio. Quindi Demare, Matthews, Bennett e Nizzolo che l’anno scorso ha fatto una grande Sanremo. Cosa è peggio per me fra un attacco da lontano o il Poggio a fiamma? La seconda, non c’è poi il tempo per recuperare…».

Colbrelli arriva alla Sanremo senza aver corso prima
Colbrelli arriva alla Sanremo senza aver corso prima

Gaviria, una sola cartuccia

Gaviria è di buon umore, sotto traccia come si conviene a chi ha una sola cartuccia da giocare e non vuole darlo a vedere.

«Devo aspettare – dice – ad attaccare o seguire gli attacchi non ce la faccio. Il finale è difficile e non è semplice arrivare alla volata. Resto con quelli veloci e vediamo se mi portano in via Roma. Se succede, allora ve lo dico: sto davvero bene. Una sola occasione, ho solo quella».

Il Viviani mascherato correrà sugli altri velocisti
Il Viviani mascherato correrà sugli altri velocisti

Trentin e il Poggio

Trentin come sta? Lui che potrebbe attaccare sul Poggio, è uscito dalla Parigi-Nizza senza grossi risultati.

«Ma le sensazioni sono buone – sorride – malgrado tutto. La corsa la decidono quei due. Alaphilippe non lo metto dentro, perché secondo me è un po’ sotto a Van Aert e Van der Poel e conoscendo la mentalità della Deceuninck-Quick Step che vuole vincere, magari manderanno Julian in fuga e non lo faranno tirare, puntando tutto su Bennett o Ballerini. Io invece potrei attaccare, che è sempre la miglior difesa. Sul Poggio, non prima. Dalla Cipressa è troppo lunga. Lo scenario peggiore? Che mi stacchino prima del Poggio…».

Sua maestà Wout

Van Aert sta dritto come un corazziere e a guardarlo stupisci davvero di quanto sappia essere leggero sulle salite. Potenza, calma ed eleganza. Il vincitore del 2020, parla con grande calma, anche se manca ormai poco al via.

«Sono uno dei favoriti?», dice fingendo di cadere dalle nuvole. «Lo so e lo spero – prosegue – ho ben recuperato dopo la Tirreno-Adriatico, ma alla fine sarà il fisico a dire chi potrà essere protagonista in fondo. Mathieu ha paura che lo stacchino sul Poggio. Mathieu è forte, più dello scorso anno. Ma non aspettatevi le stesse differenze della Tirreno – dice con una punta di malizia – dove c’era gente che correva per la classifica…».

Una sola cartucia per Gaviria, che resterà nascosto dalla partenza fino a via Roma
Una sola cartucia per Gaviria, nascosto fino a via Roma

Se Nibali non dorme…

Nibali passa ridendo e smoccolando, ma si vede che è di buon umore.

«Stanotte non sono riuscito a prendere sonno – dice – perché al piano di sopra avevamo il Barcellona di basket. Sono rientrati in hotel all’una e mezza e hanno fatto rumore. E se a me togli il sonno, si sa…».

Però intanto ci fanno notare che Vincenzo stamattina è stato il primo della squadra a scendere a colazione. Vuoi vedere che sente la corsa? Si va, ragazzi, buona corsa a tutti.