Rajovic secondo fra i plurivincitori. Girare il mondo ha funzionato…

Rajovic 2° fra i plurivincitori. Girare il mondo ha funzionato…

06.11.2026
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Nella tradizionale classifica che viene diramata al termine della stagione agonistica, alle spalle dell’irraggiungibile Pogacar (nonostante la terribile caduta alla Vuelta che ha chiuso anzitempo la sua stagione) si è posizionato contro ogni pronostico Dusan Rajovic. Il velocista serbo ha raccolto ben 16 successi, sparsi in 9 Paesi, compresi Cina e Panama, portando una vagonata di punti alla Solution Tech Nippo Rali. Certo, non sono la Milano-Sanremo o la Parigi-Roubaix, ma Rajovic il suo l’ha fatto…

Stagione di alto livello per Rajovic con 16 vittorie e 18 top 10 in 65 giorni di gara
Stagione di alto livello per Rajovic con 16 vittorie e 18 top 10 in 65 giorni di gara
Stagione di alto livello per Rajovic con 16 vittorie e 18 top 10 in 65 giorni di gara
Stagione di alto livello per Rajovic con 16 vittorie e 18 top 10 in 65 giorni di gara

Per Rajovic tutto è ripartito tornando in Italia, ritrovando un ambiente sereno e soprattutto quella fiducia di cui ha fortemente bisogno: «Direi che la stagione è stata molto positiva, ha portato molti podi e vittorie. Certo, le mie vittorie non sono paragonabili a quelle di Tadej, ma è bello vederne il più possibile e dare così un contributo alla squadra nella lotta per il ranking che coinvolge tutti. E quelle non sono solo 16 vittorie mie, ma di tutto il team, irraggiungibili senza il contributo di tutti».

Tra le 16 vittorie ottenute, qual è quella che ti ha dato più soddisfazione?

Direi che il Giro di Slovenia e il Giro della Sardegna hanno segnato la stagione anche se fa piacere poter dire di aver vinto in Paesi diversi, anche in continenti diversi, ben 3. Poi mettiamoci anche il titolo nazionale perché vincere nel proprio Paese ha sempre un valore speciale.

Il serbo Rajovic svetta al Giro di Sardegna. Per lui vittorie in ben 9 Paesi diversi
Il serbo Rajovic svetta al Giro di Sardegna. Per lui vittorie in ben 9 Paesi diversi
Il serbo Rajovic svetta al Giro di Sardegna. Per lui vittorie in ben 9 Paesi diversi
Il serbo Rajovic svetta al Giro di Sardegna. Per lui vittorie in ben 9 Paesi diversi
Essere in classifica fra grandi nomi come Pogacar, Meeisen e Milan è per te una rivincita dopo gli anni vissuti nel WorldTour?

Diciamo che non voglio vederla tanto come una rivincita, sono grato di aver vissuto quegli anni alla Bahrain. Certamente fa un certo effetto vedere che sono l’unico di una squadra professional nella top 10, in definitiva spero che l’anno prossimo avrò più occasioni per gareggiare con loro e potermi distinguere anche in confronti diretti.

Come ti trovi alla Solution Tech, pensi sia la tua dimensione ideale?

Mi sono trovato molto bene con il team italiano che avevo avuto modo di conoscere in giro per il mondo, posso dire che abbiamo un ottimo programma di gare che mi si addice molto e speriamo di averne uno ancora migliore l’anno prossimo.

Rajovic ha chiuso secondo nella stagione con 16 vittorie dietro Pogacar con 22 e davanti a Magnier con 15
Rajovic ha chiuso secondo nella stagione con 16 vittorie dietro Pogacar con 22 e davanti a Magnier con 15
Rajovic ha chiuso secondo nella stagione con 16 vittorie dietro Pogacar con 22 e davanti a Magnier con 15
Rajovic ha chiuso secondo nella stagione con 16 vittorie dietro Pogacar con 22 e davanti a Magnier con 15
Dicono che nel ciclismo di oggi ci sia sempre meno spazio per i velocisti: tu come la pensi?

Questa è una bella domanda. Il ciclismo di oggi è molto difficile per corridori come me, soprattutto nelle grandi corse per tante ragioni: si viaggia a ritmi folli, ci sono campioni assoluti, le corse sono impostate in maniera sempre diversa e non sempre per una volata di gruppo, anche quando i percorsi si prestano. Penso che il ciclismo attuale sia al culmine delle prestazioni.

Tu quest’anno hai vinto un po’ in tutto il mondo: quanto tempo riesci a stare a casa tua in Serbia?

Qualche giorno fa mi sono sorpreso, guardando su Procyclingstats nello scoprire che se tra i vincitori sono secondo, c’è una classifica nella quale sono primo: è quella dei corridori con più chilometri tra una gara e l’altra. La stagione è stata stressante, ma lo è sempre. Io cerco di stare a casa il più possibile quando il calendario lo consente, allenandomi dalle mie parti, ma è chiaro che quando la stagione finisce c’è sempre una gran voglia di stare con i propri cari, in mezzo alla propria gente.

Due stagioni nel WorldTour per Rajovic alla Bahrain, ma senza riuscire a emergere nelle grandi prove
Due stagioni nel WorldTour per Rajovic alla Bahrain, ma senza riuscire a emergere nelle grandi prove
Due stagioni nel WorldTour per Rajovic alla Bahrain, ma senza riuscire a emergere nelle grandi prove
Due stagioni nel WorldTour per Rajovic alla Bahrain, ma senza riuscire a emergere nelle grandi prove
Rispetto a quando hai iniziato, ci sono più ciclisti nel tuo Paese soprattutto fra i ragazzi?

No, purtroppo in Serbia il ciclismo è sempre meno diffuso ed è un peccato, anche considerando che fra i Paesi balcanici aveva una certa tradizione. Ci sono alcuni atleti individuali, ma il ciclismo è molto trascurato nel mio Paese, è una disciplina di nicchia.

Che cosa chiedi alla nuova stagione?

Le aspettative per la prossima stagione sono molto semplici, non ho un obiettivo preciso, una corsa alla quale tengo più delle altre. Quel che voglio è ottenere il miglior risultato possibile nelle grandi gare e in una competizione più agguerrita. Potrei anche ottenere qualche vittoria in meno, scendere un po’ di classifica, ma solo se a fronte di ciò ci fosse uno di quei successi che restano nella memoria.