Quartucci in Spagna, tante gare e un bel carico di fiducia

Quartucci in Spagna, tante gare e un bel carico di fiducia

24.04.2026
5 min
Salva

Con la Liegi di domenica prossima, Lorenzo Quartucci toccherà già i 30 giorni di gara. Non c’è male per la sua prima stagione alla Burgos Burpellet, la squadra professional spagnola per la quale il corridore umbro corre da quest’anno. Un inizio stagione che l’ha visto girare il mondo, con gare in Europa e Asia, fino al Tour of Hainan chiuso ai piedi del podio. Una tappa importante nella sua crescita, considerando la fiducia che la formazione iberica gli sta dando.

Già protagonista a Taiwan dov’era stato uno degli scalatori più in vista, Quartucci ha affrontato la corsa cinese confrontandosi con un clima ben diverso da quello europeo, immergendosi in un vero e proprio anticipo d’estate: «E’ stata la terza volta per me a Hainan. E’ una gara che mi piace molto perché è ben organizzata sia come organizzazione, sia come spostamenti negli hotel».

Quartucci ha già corso per 29 giornate di gara, con 7 presenze in Top 10
Quartucci ha già corso per 29 giornate di gara, con 7 presenze in Top 10
Quartucci ha già corso per 29 giornate di gara, con 7 presenze in Top 10
Quartucci ha già corso per 29 giornate di gara, con 7 presenze in Top 10
Che clima avete trovato?

«Le strade e i percorsi sono molto belli, considerando che si corre in un’isola tropicale. Abbiamo trovato molto caldo nei primi 3 giorni con punte anche a 40-42° al nord dell’isola per poi andare al sud che invece era un pochino più sopportabile. Ma a me il caldo piace, è la condizione nella quale mi trovo meglio».

Nel tuo quarto posto finale, c’è più rammarico o più soddisfazione?

Un po’ di rammarico c’è sempre, perché in queste gare si va sempre a lottare per il podio, per una posizione migliore. Per qualche secondo guadagnato con gli sprint e gli abbuoni intermedi. Quest’anno il rammarico è anche maggiore perché fino alla penultima tappa ero terzo in generale e ero andato là con l’obiettivo di cercare di fare un podio e magari riuscire anche a vincere una gara. Non sono riuscito, però diciamo che sono soddisfatto di quello che ho fatto.

Come si è evoluta la corsa?

La classifica si era già decisa il secondo giorno, il più duro. Tappa lunga di 220 chilometri con due salite sul finale dove siamo arrivati allo sprint in una ventina di corridori che avevano fatto il vuoto. Poi le posizioni sono cambiate poco. La quinta posizione nella penultima tappa è stato il mio miglior piazzamento, ma proprio quel giorno il gioco degli abbuoni mi ha estromesso dal podio della generale.

Tu sei al primo anno con la Burgos, come ti stai trovando?

Molto bene, quest’anno ho deciso di cambiare anche per cercare di fare uno step ulteriore. Mi hanno accolto molto bene in squadra, anche se è da poco che sono con loro. Mi sto ambientando sempre di più e sento di aver trovato il mio ambiente ideale per continuare a crescere.

Per il corridore umbro è questa la prima stagione in Spagna, dopo 3 anni alla Solution Tech
Per il corridore umbro è questa la prima stagione in Spagna, dopo 3 anni alla Solution Tech
Per il corridore umbro è questa la prima stagione in Spagna, dopo 3 anni alla Solution Tech
Per il corridore umbro è questa la prima stagione in Spagna, dopo 3 anni alla Solution Tech
E’ una squadra molto iberica?

E’ marcatamente spagnola, sia come staff che come preponderanza di corridori. Ma nell’organico del team ci sono anche corridori della Nuova Zelanda, un mongolo e un eritreo che è Kudus, un francese che è Alleno anche lui nella Top 10 della corsa cinese. Io mi trovo molto bene, anche con la lingua molto simile alla nostra è stato facile integrarmi, ma è soprattutto dal punto di vista tecnico che sto trovando quello che cercavo.

Che differenza c’è con una Professional italiana?

Io ho scelto l’esperienza straniera, alla Burgos perché andiamo a fare corse di maggior livello, come si vede già dal programma che ho sostenuto. Hanno fatto tutta la campagna belga con le Monumento, domenica andremo a fare la Liegi, ad agosto la Vuelta e quindi facciamo più corse al massimo livello e la squadra sicuramente è ben strutturata proprio per questo.

In squadra Quartucci ha trovato un ambiente che ha fiducia nella sua crescita
In squadra Quartucci ha trovato un ambiente che ha fiducia nella sua crescita
In squadra Quartucci ha trovato un ambiente che ha fiducia nella sua crescita
In squadra Quartucci ha trovato un ambiente che ha fiducia nella sua crescita
Che ruoli ti danno?

Quando andiamo a fare le corse ci sentiamo prima e concordiamo le corse da andare a fare insieme, in quali poter andare a fare il risultato e quale invece “usare” come aiuto per altri corridori della squadra oppure per rifinire la gamba per andare poi nei giorni o nelle settimane successive a cercare di fare risultato nella gara più adatta. Secondo me è il sistema migliore sia dal punto di vista personale che collettivo.

Quanto pesa la caccia ai punti UCI?

Tanto, perché con il fatto che per essere invitati ad un grande giro devi ogni anno rientrare nelle top 30, è un po’ l’assillo di tutti e quindi sicuramente questo fattore dei punti incide. La squadra cerca di non metterci pressione, ma ci tengono che la squadra vada alle corse per fare il risultato e comunque riportare a casa qualcosa.

In gara da gennaio, per Quartucci la stanchezza si sente. La prima fase si chiuderà a metà maggio
In gara da gennaio, per Quartucci la stanchezza si sente. La prima fase si chiuderà a metà maggio
In gara da gennaio, per Quartucci la stanchezza si sente. La prima fase si chiuderà a metà maggio
In gara da gennaio, per Quartucci la stanchezza si sente. La prima fase si chiuderà a metà maggio
Quali saranno i tuoi prossimi impegni?

Dopo la Liegi avrò ancora un paio di gare francesi nel secondo weekend di maggio e poi finalmente avrò un mese di recupero essendo che corro da metà gennaio. Quindi potrò finalmente tornare un po’ a casa, in Umbria. Manco da oltre un mese e casa manca, a lungo andare…