Quartucci, la Volta a Portugal e una tragedia davanti agli occhi

Quartucci, la Volta a Portugal e una tragedia davanti agli occhi

20.08.2026
4 min
Salva

Unico italiano al via della Volta a Portugal era Lorenzo Quartucci, nelle file della Burgos Burpellet BH. Protagonista tra i tanti, suo malgrado, di una corsa che resterà nella memoria per la tragica fine di Finlay Tarling, il diciannovenne del devo team della NSN investito da un mezzo non autorizzato entrato sul percorso. E’ difficile parlarne, anche ora che il corridore di Sansepolcro è tornato a casa.

Finlay Tarling, tragicamente scomparso a 19 anni a causa di un mezzo non autorizzato entrato sul percorso
Finlay Tarling, tragicamente scomparso a 19 anni a causa di un mezzo non autorizzato entrato sul percorso
Finlay Tarling, tragicamente scomparso a 19 anni a causa di un mezzo non autorizzato entrato sul percorso
Finlay Tarling, tragicamente scomparso a 19 anni a causa di un mezzo non autorizzato entrato sul percorso

Una corsa, quella lusitana che ha cambiato completamente veste dopo quel maledetto 14 agosto e andare avanti non è stato facile. «Diciamo pure che è stata abbastanza dura dopo il fatto. E’ stato difficile per tutti portarla a termine, soprattutto ripartire il giorno dopo, c’era una tensione che si tagliava a fette».

Come hai vissuto quella tragica giornata, dov’eri quando è successo?

Sinceramente l’ho saputo quasi all’ultimo perché ero davanti quando è successo. Quando hanno fermato la corsa io ero all’ammiraglia perché avevo appena forato e il mio direttore sportivo mi ha detto: «guarda, sicuramente fermano la corsa, andate all’arrivo tranquilli perché c’è stato un incidente grosso». Ma in quel momento nessuno pensava ad una morte, poi invece nel gruppo ha iniziato a circolare la voce che era successo questo brutto fatto e quindi c’era molta preoccupazione non sapendo chi fosse coinvolto e soprattutto molto dolore condiviso fra tutti.

Secondo Quartucci l'organizzazione lusitana era attenta alla sicurezza, ma questo non è bastato
Secondo Quartucci l’organizzazione lusitana era attenta alla sicurezza, ma questo non è bastato
Secondo Quartucci l'organizzazione lusitana era attenta alla sicurezza, ma questo non è bastato
Secondo Quartucci l’organizzazione lusitana era attenta alla sicurezza, ma questo non è bastato
In generale, com’era organizzata questa corsa in Portogallo?

Nel complesso era organizzata bene, la gente che si occupava della gara, della sicurezza era tanta, avrei detto sufficiente non sapendo poi la meccanica del tragico incidente. Sicuramente sono fatti che non devono accadere, soprattutto a questi livelli dove la sicurezza dovrebbe essere la cosa fondamentale. E forse è proprio questo il problema, che non si è mai abbastanza sicuri.

Dopo quello che è successo l’atmosfera com’era nel gruppo il giorno dopo alla partenza?

Sinceramente non c’era molta voglia di correre – sottolinea Quartucci – L’atmosfera era abbastanza tesa e tutte le squadre sono ripartite, ma non c’era proprio quella gran voglia di pedalare, di darsi battaglia come negli altri giorni. Sicuramente c’era molta tristezza in gruppo, ma l’organizzazione ci aveva detto che loro non erano disposti a mollare e che la corsa volevano finirla, portarla alla domenica per i contratti in essere. Ma nei giorni finali era tutto un altro spirito.

Per Quartucci la corsa in Portogallo è stata intrisa di tensione e si è conclusa anzitempo
Per Quartucci la corsa in Portogallo è stata intrisa di tensione e si è conclusa anzitempo
Per Quartucci la corsa in Portogallo è stata intrisa di tensione e si è conclusa anzitempo
Per Quartucci la corsa in Portogallo è stata intrisa di tensione e si è conclusa anzitempo
E’ cambiato qualcosa come contorno?

Sì, il giorno stesso della tappa dell’incidente non è stata celebrata la premiazione e neanche i giorni dopo, non c’era presentazione delle squadre. E’ venuto meno quel clima di festa che c’è sempre, ma devo dire giustamente visto quel che era accaduto.

Tu come sei uscito dalla corsa portoghese?

Non bene, domenica sono caduto e ho dovuto abbandonare la corsa perché è stata una caduta abbastanza brutta, dove ho riportato varie escoriazioni e un forte colpo al gomito che in questi giorni sto monitorando. Spero non sia nulla di preoccupante per poter fare tutte le corse in Italia di settembre-ottobre. Ora qualche giorno di recupero e poi ci rimetteremo sotto con gli allenamenti per preparare queste prove.

A cavallo della corsa in Portogallo, Quartucci è stato riconfermato per altri due anni alla Burgos Burpellet BH
A cavallo della corsa in Portogallo, Quartucci è stato riconfermato per altri due anni alla Burgos Burpellet BH
A cavallo della corsa in Portogallo, Quartucci è stato riconfermato per altri due anni alla Burgos Burpellet BH
A cavallo della corsa in Portogallo, Quartucci è stato riconfermato per altri due anni alla Burgos Burpellet BH
Come giudichi la tua stagione e soprattutto come la giudicano quelli della Burgos?

Nella mia stagione pensavo di fare qualcosa in più. Diciamo che delle volte non sono stato proprio fortunato in corsa, però la squadra è contenta di come sto correndo questo primo anno con loro. Infatti ho già rinnovato per altri due anni con loro, fino al 2028.

Quindi sei più tranquillo da questo punto di vista per affrontare adesso la parte finale della stagione?

Sì, due anni di contratto mi danno la consapevolezza che li merito, cosa che non ero riuscito a raggiungere fino a questo momento. Io sto bene nell’ambiente e mi piace come squadra, lavorano bene e vedo che hanno fiducia in me, quindi cerchiamo di fare al meglio da qui a fine anno.