Team Polti

Polti-Visit Malta: rischi calcolati e bilancio positivo

25.08.2026
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Dopo aver sentito come vanno le cose in casa Solution Tech-Nippo, continuiamo il nostro viaggio tra le professional italiane e andiamo in casa Polti-Visit Malta. Ad accompagnarci è il direttore sportivo Giovanni Ellena, che da quest’anno ha preso in mano le redini della parte in ammiraglia.

Il bilancio, anche in questo caso, non può che essere positivo. Al netto delle quattro vittorie, ma di peso (un titolo nazionale, due di categoria 1.Pro e una 1.1), e di una classifica UCI che per il momento vede la Polti-Visit Malta navigare in acque tranquille.

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Giovanni Ellena (classe 1966) è alla Polti dalla passata stagione
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Giovanni Ellena (classe 1966) è alla Polti dalla passata stagione
E quindi, Giovanni, com’è andata fin qui? Tracciamo un primo bilancio di questa stagione della Polti-Visit Malta?

Direi bene, nel senso che l’obiettivo è quello di entrare nella prima fascia professional e ci stiamo ovviamente dentro in questo momento. Non dico che siamo rilassati, ma possiamo permetterci anche qualche piccolo errore, perché alla fine siamo venticinquesimi, facendo un calendario più che dignitoso, perciò, direi bene. Peccato per la vittoria mancata al Giro d’Italia con Mirco Maestri oppure con Giovanni Lonardi a Roma. Quella poteva essere la ciliegina sulla torta e coronare una stagione unica.

In effetti, la vittoria al Giro d’Italia di una professional italiana sarebbe stata qualcosa di unico…

Dobbiamo sempre renderci conto di come siamo messi, cosa facciamo e chi siamo. E il tutto senza andare a cercare corse chissà dove. Non voglio essere polemico su questa cosa, ognuno ha il suo approccio al lavoro, ma noi abbiamo fatto la scelta di seguire un calendario più corposo, rispettando le corse italiane di seconda fascia.

Venite dalla bella vittoria di Lonardi in Norvegia. Avete iniziato la stagione con il successo di Crescioli al Giro dell’Appennino: questi sono due punti importanti. Cosa ci dici di queste vittorie?

Quella di Lonardi è stata una vittoria importante, ma soprattutto la prima vittoria in una gara ASO della Polti-Visit Malta. Di fatto abbiamo insistito, abbiamo ricercato quella partecipazione, quindi è una doppia nota positiva. Ci tenevamo. Anche il secondo posto di Ludovico Crescioli nell’ultima tappa è stato un risultato importante, qualcosa di positivo per far crescere l’immagine della squadra e anche l’autostima dei corridori. Quindi importante è l’aggettivo giusto. Di quelle quattro vittorie abbiamo anche quella del campionato nazionale di Malta.

Giro dell'Appennino 2026, Crescioli, Pesenti, volata
Giro dell’Appennino 2026, la doppietta della Polti: Crescioli e Pesenti staccano tutti e se la giocano in volata
Giro dell'Appennino 2026, Crescioli, Pesenti, volata
Giro dell’Appennino 2026, la doppietta della Polti: Crescioli e Pesenti staccano tutti e se la giocano in volata
Invece, è mancato qualcosa? O qualcuno?

Non so dirti. Alla fine i ragazzi sono stati tutti abbastanza presenti, non posso dire niente di particolare. E poi non vorrei puntare il dito perché non mi piace. Siamo una squadra. Diciamo che, per un tecnicismo, ci manca uno scalatore, un uomo di classifica che magari nelle corse a tappe più piccole ci avrebbe portato 200-250 punti. Abbiamo un buon livello di passisti, di velocisti, gente da pianura, ma per quanto riguarda la classifica siamo deficitari.

A proposito di punti e posizione, con il fatto che, come hai detto prima, la Polti è un po’ più tranquilla, si può correre in maniera diversa? Anziché magari fare la volata con due corridori, la si fa con uno, secondo il manuale del ciclismo?

Cerchiamo di correre per il risultato. Da quest’anno c’è un approccio diverso alla corsa. Non c’è da diventare matti e andare a cercare le corse di qua e di là per gli stessi punti. Ma soprattutto ci si può alternare, non andando più a correre tutti per forza, lasciando gli spazi giusti ai corridori per prepararsi. Questo è un obiettivo che ci eravamo posti a novembre dell’anno scorso, nel limite delle possibilità e cercando di non chiamare i ragazzi all’ultimo minuto. E’ stato il primo approccio che ho avuto nel momento in cui sono stato nominato responsabile della squadra dei direttori sportivi.

Cioè? Spiegaci meglio…

Volevo arrivare a un discorso di programmazione di un certo tipo. Una programmazione nella quale possiamo permetterci di rischiare. Ed è quello che abbiamo fatto. Per esempio, al Tour of the Alps non siamo andati con una super squadra, perché avevamo in mente il Giro d’Italia e avevamo in mente anche l’Appennino. Tant’è vero che Crescioli non c’era e ha poi vinto l’Appennino. Abbiamo rischiato, ripeto, ma fino ad oggi questa tattica ha pagato.

E ora si va verso l’autunno e le corse italiane…

E adesso cercheremo di portare avanti lo stesso discorso. Non sarà facile perché a fine anno ci sono tante corse che si incrociano. Però cerchiamo di mantenere un certo tipo di programmazione per i ragazzi, senza avere cambiamenti improvvisi. E per squadre più piccole non è facile farlo. Da parte mia devo fare solo i complimenti ai nostri tre preparatori e ai quattro direttori sportivi. Sono tutti molto attenti alla programmazione e alla preparazione, c’è grande collaborazione.

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Sin qui quasi per tutti una buona stagione in casa Polti. Forse ci si poteva attendere di più da una promessa come Tercero
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Sin qui quasi per tutti una buona stagione in casa Polti. Forse ci si poteva attendere di più da una promessa come Tercero
In che modo avviene?

Se c’è qualche cosa nel calendario che noi direttori proponiamo e i preparatori vedono qualche criticità, la sollevano e ne parliamo. Non si dà per scontato che il corridore debba essere sempre pronto. Altrimenti saremmo ancora ai tempi di Balmamion. Cito lui perché è il mio vicino di casa. E non è facile, ripeto. Guardate cosa ci è successo proprio in questi giorni.

Cosa è successo?

Tour du Langkawi: abbiamo fatto richiesta, ma quest’anno non ci hanno mai risposto. Noi davamo questa partecipazione abbastanza per scontata, visto che ci siamo sempre stati, e invece abbiamo appreso da ProCyclingStats che non eravamo dentro. Per fortuna avevamo in sospeso due corse in Francia e abbiamo riprogrammato il calendario con quelle. Alla fine la morale è che, anziché andare in Malesia, siamo andati in Francia.

Corse italiane di settembre, ottobre e anche di fine agosto. Come le approccerà la Polti? Avete già qualche leader designato? I ragazzi avranno un po’ tutti, a turno, carta bianca?

Diciamo che il leader si vede strada facendo. Chiaramente noi abbiamo gente come Crescioli e Pesenti che, su certi percorsi, sono garanzia di un buon risultato. E lo stesso vale per Lonardi. I due Bessega stanno crescendo molto nelle corse di pianura. Quindi per ogni gara si farà una strategia in base a chi abbiamo. Anche in questo caso abbiamo profilato un calendario nel quale diamo respiro a tutti e, in base alle caratteristiche dell’atleta e del percorso, cerchiamo di dare spazio ai corridori.