Mondiali 2028, dopo domenica Milan ci ha già fatto la bocca?

Mondiali 2028, dopo il UAE Tour Milan ci ha già fatto la bocca?

27.02.2026
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Delle tre vittorie che Jonathan Milan ha colto al UAE Tour, quella di domenica ha un sapore speciale, perché mentre il fuoriclasse della Lidl-Trek sfrecciava primo sotto il traguardo di Abu Dhabi, l’UCI garantiva che sono venute meno tutte le prospettive di costruire una montagna artificiale per i mondiali 2028 ospitati nella città araba e che si tratterà quindi di una rassegna iridata che vedrà i velocisti come protagonisti più attesi.

Ad Abu Dhabi si è disputata l'ultima tappa dell'UAE Tour, vinto dal messicano Isaac Del Toro
Ad Abu Dhabi si è disputata l’ultima tappa del UAE Tour, vinto dal messicano Isaac Del Toro
Ad Abu Dhabi si è disputata l'ultima tappa dell'UAE Tour, vinto dal messicano Isaac Del Toro
Ad Abu Dhabi si è disputata l’ultima tappa del UAE Tour, vinto dal messicano Isaac Del Toro

E’ chiaro che la prospettiva attrae, fa sognare il ritorno della maglia iridata dalle nostre parti da dove manca sin dal lontano 2008. E’ anche chiaro che la mente torna indietro ai mondiali che si svolsero nella vicina Doha, nel 2016. Di quella nazionale guidata da Davide Cassani faceva parte anche Daniele Bennati che ricorda bene tipologia ed evoluzione di quella corsa, sicuramente il metro di paragone più vicino a quel che sarà.

«Erano mondiali per velocisti – ricorda il toscano, che è stato ct azzurro per tre stagioni – lo dice innanzitutto l’ordine di arrivo: primo Sagan, secondo Cavendish, terzo Boonen. I corridori arrivati furono pochi, ma si può parlare di un mondiale senza dubbio per velocisti. E’ chiaro che lì influiscono moltissimo le condizioni del vento, è quella la variabile che movimenta una gara che altrimenti sarebbe alquanto monotona, sotto lo stretto controllo dei team con un velocista fra i favoriti».

Mondiali 2026, Sagan mette tutti in fila battendo Cavendish e Boonen, 5° Nizzolo
Mondiali 2016, Sagan mette tutti in fila battendo Cavendish e Boonen, 5° Nizzolo
Mondiali 2026, Sagan mette tutti in fila battendo Cavendish e Boonen, 5° Nizzolo
Mondiali 2016, Sagan mette tutti in fila battendo Cavendish e Boonen, 5° Nizzolo
Qual era la strategia alla vigilia?

In situazioni di vento laterale, come ai mondiali di Doha 2016, nel gruppo sapevamo che ad un certo punto si svoltava a destra e lì la corsa sarebbe esplosa. Il Belgio di Boonen si era presentato solo ed esclusivamente per fare quell’azione lì per rompere la corsa. Noi comunque ci siamo fatti trovare pronti, forse un po’ troppo pochi, ma sapevamo che quello era il mondiale che ci aspettava.

La corsa quindi ebbe un’evoluzione prevista…

Per molti versi sì, sapevamo che molto probabilmente si poteva arrivare in volata, con un gruppo sicuramente non compatto ma ristretto, però in quel caso il finale poteva essere aperto anche a soluzioni diverse. Molte squadre lavorarono con profitto per portare i loro velocisti all’atto finale.

Daniele Bennati a Doha nel 2016. Un mondiale per velocisti ma dove il vento giocò un ruolo primario
Daniele Bennati a Doha nel 2016: mondiali per velocisti, in cui il vento giocò un ruolo primario
Daniele Bennati a Doha nel 2016. Un mondiale per velocisti ma dove il vento giocò un ruolo primario
Daniele Bennati a Doha nel 2016: mondiali per velocisti, in cui il vento giocò un ruolo primario
Il percorso chiaramente non è definito, si può però ragionare sulle caratteristiche della zona, quali differenze richiederebbe rispetto alle corse pianeggianti che siamo abituati a vedere in Europa, in un grande giro?

Possiamo prendere come metro di paragone il mondiale di Copenaghen 2011, di cui io, tra l’altro, ero capitano della nazionale italiana che poi non andò bene dal punto di vista del risultato. Vinse Cavendish su Goss e Greipel, era un percorso quasi totalmente pianeggiante e lì veramente era quasi scontata una volata, perché comunque era un tracciato in cui era difficilissimo fare la differenza. Un percorso molto veloce e anche abbastanza tortuoso, ma le strade erano belle larghe e l’arrivo tirava leggermente in su. Sia l’Australia per Goss e la Gran Bretagna per Cavendish si presentarono solo per arrivare in volata.

Vedi delle attinenze?

No, è questo il punto. Io credo che gli organizzatori faranno qualcosa di diverso, pianeggiante ma non scontato. Sarei pronto a scommettere che andranno a scovare una situazione simile a quella di Doha 2016, per evitare che diventi un mondiale abbastanza monotono. In quelle zone, il vento la fa da padrone. Ma per farlo, devi andare un po’ fuori e cercarti la zona più congeniale per fare un ventaglio che possa distruggere il gruppo.

Uno scorcio dei mondiali 2026, con il gruppo spezzato dai ventagli. Succederà anche nel 2028?
Uno scorcio dei mondiali 2026, con il gruppo spezzato dai ventagli. Succederà anche nel 2028?
Uno scorcio dei mondiali 2026, con il gruppo spezzato dai ventagli. Succederà anche nel 2028?
Uno scorcio dei mondiali 2026, con il gruppo spezzato dai ventagli. Succederà anche nel 2028?
Mancano due anni. Chiaramente, rispetto alla tappa del UAE Tour, il percorso sarà diverso, ma il fatto che Jonathan abbia vinto gli lascerà qualcosa nella memoria, una particolare predisposizione?

Secondo me no, nel senso che non vedo correlazione tra l’aver vinto lì e il fatto che ci sarà il mondiale, perché sono due corse completamente diverse. Stiamo parlando di una corsa a tappe in cui ha vinto tre frazioni, ma dove c’erano pochi velocisti alla sua altezza rispetto a un campionato del mondo dove incontrerà e dovrà sfidare i suoi più diretti rivali a livello internazionale, che in questa gara non c’erano, per esempio Merlier e Philipsen. Quel che conta è che come italiani possiamo aspirare ad arrivare a questo grande appuntamento sapendo di avere un velocista di altissimo livello, almeno nei primi tre più forti al mondo. Per me c’è un’altra esperienza che potrebbe essergli utile…

Quale?

La brutta esperienza del campionato europeo di due anni fa, di cui con Jonathan ho parlato a lungo. Dalle più grandi sconfitte, pian piano si riescono a costruire le grandi vittorie e sono sicuro che gli errori che sono stati commessi in quel campionato europeo non si ripeteranno più. Lui è uscito da questo campionato europeo con le ossa rotte (e io pure…) ma consapevole che il bagaglio di esperienza che ha ricevuto da quella grande delusione e sconfitta gli servirà per costruire la vittoria in un campionato del mondo.

I mondiali 2028 avranno un percorso senza asperità artificiali, com'è stato garantito dall'UCI
I mondiali 2028 avranno un percorso senza asperità artificiali, com’è stato garantito dall’UCI
I mondiali 2028 avranno un percorso senza asperità artificiali, com'è stato garantito dall'UCI
I mondiali 2028 avranno un percorso senza asperità artificiali, com’è stato garantito dall’UCI
Costruire una squadra esclusivamente in funzione di una volata non è un rischio?

Il piano B devi sempre averlo e noi possiamo costruirlo. Non dimentichiamoci che Filippo Ganna in una corsa ipoteticamente dura, dove il gruppo viene assottigliato dal vento, e lunga più di 250 chilometri, può partire con i gradi di capitano. Con Consonni sono due vagoni imprescindibili. In quel campionato d’Europa che rammentavo precedentemente, Filippo avrebbe fatto veramente tanto, tanto comodo…