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Fuji Speedway fulcro delle (dure) crono.

27.07.2021
4 min
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Archiviate le prove su strada è tempo di cronometro individuali. Fulcro delle prove contro il tempo, sia quella maschile che quella femminile, sarà il Fuji International Speedway. E’ da lì che si parte e che si arriva. Cerchiamo quindi di scoprire cosa dovranno attendere le ragazze e i ragazzi a Tokyo.

Uomini e donne stesso giro

Si tratta di un anello di 22,1 chilometri. Gli uomini lo percorreranno due volte per un totale di 44,2 chilometri, le donne una. L’altimetria è alquanto impegnativa per essere una gara contro il tempo: sono ben 423 i metri di dislivello a tornata, che diventano 846 metri per gli uomini. Un valore assolutamente piuttosto elevato.

Le pendenze non sono mai eccessive, quindi si può fare velocità, ma per farlo servirà una grande condizione. Perché se ci si aspetta dei piattoni lunghi, ci si sbaglia di grosso. Anche all’interno dello stesso circuito ad esclusione del rettilineo d’arrivo non si è mai totalmente in piano. E questo conta molto in una specialità super tecnica come la crono.

Van Aert in ricognizione con la bici da crono già prima delle prova in linea (foto Belga)
Van Aert in ricognizione con la bici da crono già prima delle prova in linea (foto Belga)

Specialisti che fatica 

Questo infatti svantaggia in qualche modo i super specialisti e i grandi pesi. Non a caso Wout Van Aert dà per favoriti cronoman meno pesanti come Roglic e il suo compagno di squadra Evenepoel. Insomma gente come Kueng, Campenarts, Dennis e se vogliamo anche il nostro Filippo Ganna si presuppone dovrebbero pagare qualcosa. Faranno più fatica a sfruttare la loro potenza pura.

Conterà quindi la condizione.

Voci di corridoio ci danno un Pippo in grande spolvero, carico al massimo. E questa situazione ricorda molto la crono di Valdobbiadene al Giro dell’anno scorso, che non era affatto piatta. Ma certo, quella è una crono all’interno di una gara a tappe e il paragone si può fare, ma solo fino ad un certo punto. Stare spianati, mantenere la posizione e spingere in modo redditizio anche in salita sarà la chiave per il podio.

Nella crono di Valdobbiadene al Giro del 2020, molto ondulata, Ganna riuscì a vincere
Nella crono di Valdobbiadene al Giro del 2020, molto ondulata, Ganna riuscì a vincere

Tanti falsopiani

La prima parte è molto veloce. Non ci sono curve tecniche e quindi gli specialisti potranno spianarsi bene sui loro manubri aero e sapranno guidare al meglio (e guadagnare qualcosa), magari lì potranno fare la differenza con i pesi leggeri. Poi al chilometro 3,8 ecco un primo strappo. Forse il più duro. Ci sono 500 metri piuttosto ripidi (12%), un breve tratto di respiro e inizia la salita più lunga: quasi 5 chilometri al 4,5%. Serve tanta potenza. Chi sta bene fa velocità, chi non riesce a sviluppare watt perde. E tanto…

I sei chilometri successivi riportano all’autodromo. Tendono a scendere ma sono tutti da spingere. A quel punto si fa una tornata del Fuji International Speedway, che come detto è un susseguirsi di falsopiani.

Se per le donne finisce lì, per gli uomini si ripete tutto un’altra volta. Sarà bene quindi gestire bene le energie. Ma con gli strumenti attuali non dovrebbe essere un grande problema.

Van der Breggen di nuovo favorita: lei è la campionessa del mondo in carica
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Meteo ed orari 

Il meteo potrebbe avere il suo bel peso. Se le donne dovrebbero sfangarla, per gli uomini il rischio pioggia è un po’ più elevato. Questo potrebbe tornare a favorire gli specialisti che hanno un maggior feeling con questa tipologia di bici. Anche se, ripetiamo, non è un tracciato tecnico.

Per quel che riguarda i materiali riportiamo quel che ci aveva anticipato Marco Pinotti: altissimo profilo all’anteriore (o al massimo a tre razze) e lenticolare al posteriore.

Infine gli orari: Elisa Longo Borghini parte domani alle 4,54 italiane. E a seguire Bettiol e Ganna (ultimo a lasciare la rampa) scatteranno rispettivamente alle 8,30 e alle 9,10.