La prima vittoria tra i professionisti per Ludovico Crescioli è arrivata a Genova al termine del Giro dell’Appennino, in una volata a tre dove il toscano ha battuto Domenico Pozzovivo e il compagno di squadra Thomas Pesenti. Per il Team Polti VisitMalta si tratta anche del primo successo stagionale, arrivato dopo una serie di piazzamenti e podi in gare di rilievo.
Ludovico Crescioli è tornato a vincere, e questo non può che dare morale e confermare i progressi fatti nel 2025, alla sua prima stagione da professionista.
«Le sensazioni erano davvero buone già dalle gare in Francia della settima prima – racconta Crescioli – dove ho raccolto due buoni piazzamenti. Arrivavo da un periodo di altura sul Teide, dove avevo passato tre settimane insieme ad altri due compagni di squadra. Siamo stati ad allenarci a Tenerife dal 24 marzo al 14 aprile, un bel blocco di lavoro che ha dato i suoi frutti».


Avevi capito che il periodo era positivo?
Sì, anche perché in Francia mi ero fatto trovare pronto, ma mi mancava il ritmo gara. Nei giorni successivi e allo stesso Giro dell’Appennino ho capito di essere davvero in ottima condizione. Diciamo che ero fiducioso.
E’ stata la prima vittoria tra i professionisti, che sensazioni hai provato?
Quando vinci non c’è nulla di meglio (dice con una risata, ndr) sopra al primo posto non c’è altro, da sportivo è la miglior cosa che ti possa capitare. E’ una conferma dei progressi fatti lo scorso anno, nel quale ho raccolto tanti piazzamenti e top 10 ma senza mai arrivare vicino alla vittoria.


Eri ancora abituato a certe dinamiche ed emozioni?
Anche se non vincevo da un po’ di tempo mi ricordavo cosa dovevo fare, quando nel finale siamo rimasti in tre (Pozzovivo, Pesenti e lo stesso Crescioli, ndr) avevo capito che poteva essere il giorno giusto. Era solamente una questione di rimanere freddi e giocarsi tutto in volata.
Volata che hai vinto per millimetri sul tuo compagno Pesenti…
Sapevamo di essere più veloci di Pozzovivo allo sprint, quindi siamo arrivati nel finale consapevoli di poterci giocare un bel risultato. Dall’ammiraglia Ellena ci aveva detto di tenere alta la velocità per evitare il rientro di Ponomar e poi di fare la volata. E’ stata una doppietta bellissima, che ha ripagato il lavoro della squadra.


Cosa si prova nel riassaporare la vittoria?
L’ultima volta che ho vinto è stato al Tour de l’Avenir del 2024, con la nazionale. Lì però sono riuscito ad alzare le braccia e festeggiare. Questa volta siamo arrivati al fotofinish, non sapevamo chi avesse vinto, quindi c’è stata anche l’ansia di attendere il verdetto.
Un bel blocco di lavoro fatto sul Teide che ha dato i suoi frutti…
L’altura l’avevo già fatta gli altri anni e mi sono sempre sentito bene al termine. Questa però è stata la prima volta in cui sono andato sul Teide: devo ammettere che è particolare, ma molto affascinante. Dormire in cima al vulcano, poi scendere e allenarsi sul mare con temperature ottime. Mi sono trovato davvero bene, in tutto e per tutto.
Tre settimane in altura che non servivano a preparare solamente il Giro dell’Appennino, giusto?
No (ride, ndr) non c’è ancora l’ufficialità, ma dovrei partire per la Bulgaria e il mio primo Giro d’Italia. E’ il sogno che avevo fin da bambino e ora che si realizza è un’emozione enorme. Sono curioso di vedere come reagirò alle tre settimane di gara, ma per prima cosa voglio godermi l’esperienza.


Hai guardato qualche tappa?
Non ancora, ma la cronometro Viareggio-Massa passa vicino a casa, quindi parenti e amici verranno a salutarmi. Per il resto vedremo se riuscirò a trovare lo spazio per mettermi in mostra e provare qualcosa.
La valigia quando si prepara?
In questi giorni, devo guardare cosa mettere via. Sicuramente le solite cose, ma tre settimane sono lunghe, magari un libro per passare i momenti di trasferimento o le sere in stanza. Ora ho appena finito la biografia di Scottie Pippen, vedremo quale sarà il prossimo.