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Coupe France 2021

Coupe de France: Damiani, dicci come funziona…

20.10.2021
4 min
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Elia Viviani ha raggiunto Roubaix direttamente dalla Francia, da Morbihan dove domenica ha concluso la Coupe de France mancando la vittoria finale della challenge per soli 16 punti, pur essendo fra tutti il corridore che ha vinto più gare, tre nel corso di un torneo comprensivo di 16 tappe, rivoluzionate nel calendario vista la situazione pandemica dei primi mesi.

Non è un risultato di poco conto: bisogna considerare il valore che la Coupe de France ha dall’altra parte delle Alpi, dove da 30 anni è una colonna portante dell’intera attività transalpina. Per capirne un po’ di più abbiamo sentito Roberto Damiani, diesse della Cofidis, il team dell’olimpionico veronese scoprendo che non è un impegno molto semplice da seguire: «La Coupe de France è molto sentita oltralpe, è un po’ il cardine dell’attività. Tutti i team nazionali sono obbligati a partecipare e questo non è sempre un bene».

Roberto Damiani, diesse della Cofidis dal 2019 dopo esperienze in tutto il mondo
Roberto Damiani, diesse della Cofidis dal 2019 dopo esperienze in tutto il mondo
Spiegaci il perché…

Il numero delle gare è consistente, si comincia già a gennaio con La Marsellaise e si finisce a ottobre inoltrato. Spesso le gare sono in concomitanza con altre prove, magari direttamente inserite nel World Tour e quindi si è costretti a fare delle scelte, ma non si può prescindere dalla partecipazione quindi ci ritroviamo in alcuni casi con problemi di organico.

Si tratta di prove, quelle della challenge, tutte inserite nel calendario Uci?

Sì, devono essere almeno di classe 1. Io dico sempre che la partecipazione alla Coupe de France dà onori e oneri ed è spesso difficile quantificare gli uni e gli altri…

Si può fare un paragone fra la Coupe de France e la Coppa Italia?

Questo è un tema interessante, perché ci sono forti differenze. Io sono convinto che il circuito interno dia un’immagine chiara dello stato di salute di un movimento: in Francia la Coupe è molto sentita e ha una partecipazione folta, considerando che ogni organizzatore deve invitare tutte le squadre francesi e altre a sua scelta. In Italia il problema è molto più complesso: quando hai solo 3 team professional come da noi, puoi fare ben poco.

Dewulf Aulne 2021
L’arrivo solitario del belga Stan Dewulf alla Boucles de l’Aulne, che ha chiuso la Coupe
Dewulf Aulne 2021
L’arrivo solitario del belga Stan Dewulf alla Boucles de l’Aulne, che ha chiuso la Coupe
Una volta la Coppa Italia dava alla squadra vincitrice l’iscrizione automatica al successivo Giro d’Italia. Sei favorevole a questa soluzione?

No, credo che la Rcs come qualsiasi altro organizzatore debba essere libero di gestire gli inviti come crede. Il problema della Coppa Italia non è nei premi, ma nella partecipazione, non avendo grandi numeri, non avendo molti team non si può pretendere che riscuota grande successo. In Francia, fra World Tour e Professional, ci sono 10 squadre e il Tour ha sempre gestito autonomamente i suoi inviti senza guardare alla Coupe de France.

Viviani si è ritrovato in testa alla classifica e ha seguito il suo sviluppo fino alla fine. Era un obiettivo d’inizio stagione?

Era un obiettivo della squadra, non suo personale ma poi gli obiettivi cambiano in corso d’opera non solo in base allo sviluppo della challenge. In primavera, ad esempio, la Gand-Wevelgem era su un percorso che ritenevamo fosse stato reso troppo duro per le sue caratteristiche e lo dirottammo sulla Cholet-Pay de l’Oire che Elia vinse salendo al comando della classifica. Poi ha conquistato anche le prove di Fourmies e Isbergues.

Godon 2021
Dorian Godon, primo in classifica con 16 punti su Viviani e 53 su Madouas (Groupama-FDJ)
Godon 2021
Dorian Godon, primo in classifica con 16 punti su Viviani e 53 su Madouas (Groupama-FDJ)
Alla fine ha chiuso secondo, dietro Dorian Godon che aveva una vittoria in meno ma ha mostrato più costanza…

E’ come nelle gare a tappe, spesso vince proprio chi è più costante, magari non conquistando neanche una frazione. L’unica differenza è che qui vince chi fa più punti e Godon ne ha conquistati 16 in più, bravo lui.

Voi avete chiuso terzi dietro i vincitori dell’AG2R Citroen e l’Arkea Samsic. Vi ritenete soddisfatti?

Con 3 vittorie di tappa non potrebbe essere che così, come detto seguire lo sviluppo della Coupe non è per nulla facile per un team del World Tour. Vincere fa sempre piacere, questo è chiaro, è l’essenza della nostra attività, ma questo non significa che fosse in cima ai nostri pensieri. Sicuramente però una challenge come la Coupe è lo specchio della salute di un movimento: quello francese in questo momento sta davvero bene, non si può dire altrettanto del nostro…