Dalla NSN all’XDS Astana, gli ultimi colpi del ciclomercato

Ciclomercato, gli ultimi colpi dalla NSN alla XDS Astana

16.01.2026
6 min
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Seconda parte della rassegna delle 18 squadre WorldTour insieme ad Alessandro Ballan. Come si è visto nella prima, ci sono stati tanti movimenti di ciclomercato che hanno un po’ cambiato le gerarchie, anche se la sensazione è che non tutte le formazioni abbiano scelto davvero in maniera da migliorare, almeno a breve termine. Un fatto che emerge infatti è il profondo rinnovamento con tanti neoprofessionisti e un’età media che continua ad abbassarsi, frutto della frenetica ricerca del nuovo campione a tutti i costi.

Brady Gilmore ha regalato al team il primo podio: 2° nel Criterium Western Australia (foto Facebook)
Brady Gilmore ha regalato alla NSN il primo podio: 2° nel Criterium Western Australia (foto Chris Auld)
Brady Gilmore ha regalato al team il primo podio: 2° nel Criterium Western Australia (foto Facebook)
Brady Gilmore ha regalato alla NSN il primo podio: 2° nel Criterium Western Australia (foto Chris Auld)

NSN Cycling Team

Le polemiche legate al nome che hanno caratterizzato il 2025 dovrebbero essere parte del passato. La denominazione israeliana scompare dal nome, nuovo sponsor e nuova licenza. Ciò ha portato anche a molti cambiamenti in squadra, con ben 9 nuovi acquisti nel ciclomercato.

«Hanno fatto dei grandi cambiamenti – parte così Ballan – soprattutto con l’arrivo di Girmay che a mio parere negli ultimi due anni ha tirato un po’ i remi in barca. Nei propositi dovrebbe cercare di tornare quello di qualche anno fa, ma dietro di lui hanno corridori giovani come Paul Martin, un prospetto da seguire e lo stesso Pinarello, che arriva dalla Bardiani. Hanno dei corridori molto interessanti: certo, perdono tanta qualità con Ackermann, Fuglsang, Gee, Riccitello, Schwarzmann».

Red Bull Bora Hansgrohe

Con l’arrivo di Evenepoel, la squadra tedesca è chiaramente la regina del ciclomercato e si pone in aperta antitesi alla UAE, ma sarà sufficiente l’approdo dell’olimpionico?

«Loro e la Visma proveranno a sovvertire le gerarchie, saranno queste tre le squadre per i Grandi Giri a tappe. La Red Bull si è rafforzata parecchio, innestando esperienza con Cattaneo e Vermeersch, poi non dimentichiamo che hanno un serbatoio importante e un talento come il nostro Finn nel devo team che farà le sue prime esperienze in prima squadra. La nuova Red Bull è uno dei leif motiv della stagione che va a iniziare».

ristrutturazione per la Soudal che ora punta tutto sulle classiche di un giorno
Profonda ristrutturazione per la Soudal che dopo mosse interessanti al ciclomercato, ora punta sulle classiche
ristrutturazione per la Soudal che ora punta tutto sulle classiche di un giorno
Profonda ristrutturazione per la Soudal che dopo mosse interessanti al ciclomercato, ora punta sulle classiche

Soudal Quick Step

Considerando i nuovi arrivi e i cambiamenti imposti dalla partenza di Evenepoel, la nuova Soudal è davvero sulla strada di tornare il Wolfpack del passato?

«Loro avevano progettato questo cambiamento proprio in previsione dell’addio di Remco per quanto riguardava le gare a tappe e quindi hanno un po’ stravolto la squadra. Stanno cercando di ritornare sulle loro linee guida, incentrandosi sulle corse di un giorno. Dal ciclomercato arrivano corridori validi come Van Baarle e Stuyven, con molta esperienza nelle classiche, ma anche il nostro Filippo Zana, un altro bel corridore. Poi c’è Dainese per quanto riguarda le volate. Io credo che nel complesso ha cambiato molto proprio come impostazione, è una delle scommesse del 2026».

Team Jayco AlUla

Ben 10 nuovi acquisti nel ciclomercato per la formazione australiana, ma quanto influiscono sul rendimento generale?

«L’arrivo di Ackermann, Covi, Vendrame, anche il tricolore Filippo Conca danno al team un bello sprint, ma dall’altra parte perdono molto considerando che vanno via De Marchi, Dunbar, Groenewegen che è sempre un ottimo velocista. Io comunque penso che si siano rafforzati un po’: magari perdono qualità nelle volate senza Groenewegen, ma in generale mi sembra che si siano rafforzati proprio come intelaiatura e scelte tattiche».

I destini del Team Picnic PostNL dipendono molto dal ritorno ai vertici di Fabio Jakobsen, qui nel media day (foto Facebook)
I destini del Team Picnic PostNL dipendono molto dal ritorno ai vertici di Fabio Jakobsen, qui nel media day (foto Facebook)
I destini del Team Picnic PostNL dipendono molto dal ritorno ai vertici di Fabio Jakobsen, qui nel media day (foto Facebook)
I destini del Team Picnic PostNL dipendono molto dal ritorno ai vertici di Fabio Jakobsen, qui nel media day (foto Facebook)

Team Picnic PostNL

Non mancano le novità anche a proposito della formazione olandese: «Non vedo grandissime entrate dopo il ciclomercato, mentre per contro perdono Romain Bardet e anche Onley. E’ chiaro che cala la qualità, la vedo tra le formazioni che ha fatto un passo indietro. Magari però possono trovare altre soluzioni, concentrarsi maggiormente sulle volate di Jakobsen, poi ci sono giovani come Faure Prost che possono emergere, ma rischiano comunque di perdere punti e posizioni nel ranking».

Visma-Lease a Bike

Parlando dell’altra alternativa alla UAE, è chiaro che tutto è cambiato proprio negli ultimissimi giorni con l’addio di Yates.

«Peserà parecchio a mio parere, perché se è vero che hanno Vingegaard, non hanno più la seconda punta, non dimentichiamo che hanno perso anche Uijtdebroeks. Devono puntare tutto quanto su un uomo solo e sappiamo benissimo che quando hai una squadra impostata su una sola pedina non è mai facile. Il danese farà anche il Giro, vedremo quanto la squadra potrà sostenerlo in questo doppio sforzo».

Dominatore del 2025, il team di Pogacar è rimasto quasi intatto intorno al campione del mondo
Dominatore del 2025, pochi interventi nel ciclomercato per il team di Pogacar (foto UAE Team Emirates)
Dominatore del 2025, il team di Pogacar è rimasto quasi intatto intorno al campione del mondo
Dominatore del 2025, pochi interventi nel ciclomercato per il team di Pogacar (foto UAE Team Emirates)

UAE Team Emirates

Rispetto al passato, pochissime entrate e uscite al ciclomercato per la formazione regina del ranking. Ormai la il nocciolo duro è costruito intorno a Pogacar?

«Mah, hanno fatto più di 90 vittorie, quindi è anche difficile andare a cambiare una squadra vincente. Loro hanno questa capacità di avere questi contratti molto lunghi e soprattutto hanno la forza di prendere molti giovani interessanti come nel 2025, hanno fatto parecchi innesti. Poi hanno perso Ayuso, pedina forte ma anche molto scomoda. Sarà ancora la squadra da battere».

Uno-X

La Uno X continua nella sua strada di pseudonazionale norvegese/danese. La trovi sempre allo stesso livello?

«Perdono Kristoff, un grandissimo corridore, ma sappiamo benissimo che ultimamente non era più brillante come eravamo abituati a vederlo. Nel ciclomercato hanno ingaggiato molti corridori con esperienza, che arrivano da Intermarché, Bahrain, Astana, Groupama. Io direi che alla fine si rafforzano perché portano a casa dei corridori che hanno già un bagaglio di conoscenza del ciclismo ad alto livello. Si metteranno in luce».

Nicolas Vinokourov è uno dei giovani promossi dal devo team (foto Facebook)
Nicolas Vinokourov è uno dei giovani del team kazako di sponsor cinese (foto Facebook)
Nicolas Vinokourov è uno dei giovani promossi dal devo team (foto Facebook)
Nicolas Vinokourov è uno dei giovani del team kazako di sponsor cinese (foto Facebook)

XDS Astana

Per la formazione kazaka quest’anno non c’è la spada di Damocle della retrocessione. Otterrà comunque grandi risultati con i corridori innestati?

«Dipende, se imposteranno la stagione come l’anno scorso, dove sono partiti veramente forte nella prima parte e poi hanno pagato quella partenza molto veloce nel corso della stagione o cambieranno scelte. E’ una squadra che ha un grosso blocco di italiani e quindi speriamo faccia risultati per i nostri uomini, pensando a Diego Ulissi e a tutti gli altri. A mio parere si è rafforzata perché rispetto a quello che ha perso, hanno preso corridori che arrivano da squadre, magari non di primo livello, ma che hanno già fatto dei buoni calendari, come la Caja Rural».