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Andiamo con Valter a scoprire il suo amato Giro “ungherese”

21.02.2022
5 min
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E poi fra gli ungheresi in odore di Giro, c’è Attila Valter (in apertura foto Instagram – @equipegroupamafdj). Lo scorso anno, lo ricorderete, indossò la maglia rosa per tre giorni. Un momento che a quanto pare gli ha cambiato la vita. Adesso non è più uno dei tanti…

Valter, della Groupama-FDJ, tornerà sulle strade del Giro d’Italia. L’obiettivo è quello di migliorarsi, anche se non è ancora il momento di fare classifica, nonostante l’anno scorso abbia concluso la corsa rosa al 14° posto. 

Alla notizia che il Giro sarebbe partito dall’Ungheria, Valter ha postato questa foto su Instagram. “Motivazione alle stelle”, aveva scritto
Alla news che il Giro sarebbe partito dall’Ungheria, Valter ha postato questa foto su Instagram. “Motivazione alle stelle”, aveva scritto

Voglia di Giro

Questo ragazzo ungherese è letteralmente innamorato del Giro e la grande partenza da casa sua, da Budapest, lo mette ancora più sulle spine. Probabilmente la sua squadra lo avrebbe spedito in Italia lo stesso, ma è stato anche lui a proporsi. Csomor, il centro da dove viene, infatti si può dire sia un distretto di Budapest, un sobborgo che sorge una dozzina di chilometri a Nord-Est della capitale ungherese, dove tra l’altro risiede anche Erik Fetter, intervistato pochi giorni fa. E’ un’occasione più unica che rara per Attila.

«Sì, per lui è una grande occasione – afferma il suo diesse, Philippe Mauduit – certo, le cose sono state messe in chiaro sin da subito con lui: noi andiamo al Giro per Demare e Attila sarà un po’ isolato. Ma sappiamo che si può fare, che potrà avere i suoi spazi e fare bene lo stesso. Lui è supermotivato, specie con questa partenza dall’Ungheria».

«Lo scorso anno ha portato anche la maglia rosa e questa gli ha dato tantissimo. Ha ricevuto molto sia da un punto di vista ciclistico che extraciclistico. Adesso in Ungheria lo riconoscono».

E su questo aspetto giungono rumors davvero curiosi. Le richieste da parte dei media su di lui sono state così tante che Valter sembra sia stato costretto a cambiare numero di cellulare. Meglio così! Un buon segnale per l’atleta, ma soprattutto per il ciclismo ungherese. Avere nei prossimi anni un nuovo bacino ciclistico importante può solo che far bene al nostro sport.

L’ungherese (classe 1998) in rosa scortato dai suoi compagni, ma l’anno scorso non c’era Demare…
L’ungherese (classe 1998) in rosa scortato dai suoi compagni, ma l’anno scorso non c’era Demare…

Scalatore tra i velocisti

Tornando a Valter, non deve essere facile sapere di essere l’unico uomo da classifica in una squadra votata al velocista. E’ un po’ come correre da isolati, come si faceva all’inizio del ‘900! Ovviamente non è così, però…

«Sapendo che la Groupama-FDJ al Giro è costruita attorno a Demare – riprende Mauduit – non è facile per lui, ma come ho detto Valter è motivato. E’ stato lui ad aver chiesto di essere portato al Giro.

«L’unica cosa che potremmo fare è che uno degli uomini di Demare sarà un “mezzo scalatore”. Quel corridore che magari dovrà aiutare Arnaud nei finali più duri per non perdere la volata, potrebbe stare vicino ad Attila nelle fasi iniziali delle tappe in salita».

In ritiro a Tenerife con la squadra, ecco Valter (a destra) con Pinot (foto Instagram)
In ritiro a Tenerife con la squadra, ecco Valter (a destra) con Pinot (foto Instagram)

In gruppo, che fatica…

Alla luce di queste dichiarazioni, probabilmente, vedremo un Attila Valter correre sulle ruote degli altri? Il che ci starebbe. Tutto sommato non sarebbe spettato a lui, né alla sua squadra, fare la corsa.

«L’obiettivo di Valter al Giro è quello di migliorarsi: non tanto nella classifica nel testa a testa con i big, perché non è ancora pronto, ma di sfruttare le fughe».

«Attila è ancora giovane. Lo porteremo come leader in qualche corsa a tappe in futuro, ma non ancora. Perché? Perché come ho detto è giovane, ci sono cose che ancora deve imparare. Non ha molta esperienza. Anche in Algarve per esempio, dove ha corso in appoggio di Gaudu, ha avuto qualche problema per stargli vicino.

«Problemi non di ritmo, ma nello stare in gruppo. Sapete – e qui Mauduit fa un ragionamento molto interessante – i ragazzi come Attila che vengono da Peasi ciclisticamente piccoli fanno fatica in certe situazioni perché da bambini corrono in pochi, non crescono con l’abitudine di correre in 200 e quando ci si ritrovano hanno delle difficoltà. Specie se devono svolgere ruoli specifici».

Grande sinergia fra Lapierre e la Groupama-FDJ: entrambi hanno investito molto sulla crono. Qui, Valter al Giro 2021
Grande sinergia fra Lapierre e la Groupama-FDJ: entrambi hanno investito molto sulla crono. Qui, Valter al Giro 2021

Motore sì…

Ma se dal punto di vista tecnico Valter ha qualche difficoltà, da quello del motore sembra invece in netta crescita.

«Il gap con David Gaudu e Thibaut Pinot si è molto ridotto – afferma Mauduit –  lo abbiamo visto anche nei ritiri. Ed è per quello che puntiamo molto su questo ragazzo. Ha qualità fisiche e anche qualità mentali».

Mauduit parla di un ragazzo che ha voglia di imparare, di mettersi in gioco. Anche a crono, per esempio, lui e il suo team hanno lavorato.

«E tanto – conclude Mauduit – per noi è troppo importante che i ragazzi sappiano esprimersi al meglio nelle cronometro. E non solo per una questione di prestazione, ma anche di guida. Non ci devono lavorare solo gli specialisti. E quando poi c’è una cronosquadre? Si rischia che vadano tutti per terra».

Aspettiamoci quindi un Valter col coltello tra i denti. Nelle prime frazioni in Ungheria, si vorrà mettere in mostra, ma forse non avrà il terreno ideale. Invece, visto come andò l’anno scorso, saranno le prime tappe italiane, quelle sulla terra ferma che potrebbero strizzargli particolarmente l’occhio. In fin dei conti prese la maglia rosa sul duro arrivo di Ascoli, a San Giacomo…