Secondo giorno di europei, il giorno degli argenti. Rachele Barbieri nell’eliminazione. I due quartetti, ciascuno con una storia diversa, contro le britanniche e i russi. Secondo giorno degli europei e ci scopriamo abituati troppo bene. Perché davanti ai nostri ragazzi così forti, il primo pensiero era per l’oro. Senza tener conto che Rachele s’è trovata a lottare contro Elinor Barker, campionessa olimpica a Rio 2016, più quattro mondiali e cinque europei. Che le inglesi si sono fermate a 21 centesimi dal record del mondo e per vincerle bisognava batterlo. E che gli uomini si sono trovati insieme a tre giorni dalla gara e l’argento proprio deludente non è.
.
Argento Rachele
Rachele Barbieri ha lo sguardo magnetico, che se lo incroci poi continui a pensarci. Ci ha provato a vincere, ma aveva davanti una di quelle avversarie che non danno scampo. E ha guadagnato il primo degli argenti.
«Devo essere onesta – dice – aveva più gambe di me, anche se ci ho provato sino alla fine. Da inizio anno, questi europei erano il mio obiettivo e ci sono arrivata con un’ottima condizione. Volevo fare solo pista quest’anno, ho vinto a Brno, ma l’avete visto che cosa è successo poi. Però ci riprovo l’anno prossimo, per farmi trovare pronta in appuntamenti come questi. Sono contenta di essermi riguadagnata il posto in nazionale, di aver dimostrato a Salvoldi che può contare su di me. E sono anche orgogliosa di essere stata inserita di nuovo nel quartetto, nelle cinque. Fosse stato per me, adesso avrei fatto volentieri le Coppe del mondo, avrei tirato dritto volentieri. Si parla di altri europei a febbraio, io ci sarò».
Piccoli errori
Salvoldi lo troviamo mentre finalmente ha trovato qualcosa da mettere sotto i denti. La Bulgaria viaggia un’ora avanti rispetto all’Italia e la giornata è stata impegnativa, con il rammarico di Miriam Vece che non è riuscita ad andare avanti nella velocità.
«Qualche valutazione tecnica andrà fatta – dice il cittì azzurro – ma credo che abbiamo raggiunto il massimo in rapporto alle avversarie. Abbiamo un quartetto giovane, che magari ha ancora poca cura dei dettagli. Secondo degli argenti. Eppure, più si sta insieme e più si migliora. Non si parla degli assenti, ma con Paternoster saremmo stati più veloci. Serve tempo. E consideriamo che per sconfiggere le inglesi avremmo dovuto battere il record del mondo. Abbiamo mollato negli ultimi 500 metri, ne ragioneremo, ma andiamo verso Tokyo con fiducia. E poi penseremo a Parigi».
Ambizione giusta
E poi c’è Villa, cui probabilmente stasera viene più da ridere che altro. Provateci voi ad assortire un quartetto a cinque giorni da un campionato europeo e ad arrivare per giunta in finale.
«Fino a stamattina ero contento – sorride Marco – poi però si corre per vincere. E comunque di tutte le difficoltà vissute finora, questa mi mancava. Dispiace che uno dei titolari, Lamon, non abbia avuto la sua giornata migliore. Ma sapevamo che ha corso poco su strada e comunque con questo quartetto improvvisato abbiamo girato in 3’54”. Terzo degli argenti. E ci siamo accorti che Milan va fortissimo. E’ sorprendente ogni volta di più. Ha fatto una prestazione notevole e pensando a quello che abbiamo a casa, viene da pensare positivamente. Degli altri cosa dire? Gidas Umbri l’ho chiamato perché ha corso gli europei under 23 di Fiorenzuola, facendo secondo dietro ai russi, e poi nella cronosquadre di Treviglio. Entrare in un quartetto in cui c’è Milan che gira a quel modo… A Jonathan la bici scappa di sotto. A un certo punto Lamon ha dovuto chiamarlo perché calasse, cosa che non si fa. Poteva spaccare il quartetto ieri, ma non l’ha fatto. Ma a questo punto voglio vederlo sabato nell’inseguimento individuale».