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Quartetto maschile, Montichiari, 2020

Montichiari, rifinitura prima della Bulgaria

05.11.2020
5 min
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Ultimo giorno di lavoro a Montichiari per le nazionali in vista degli europei bulgari su pista. Le ragazze a dire il vero sono rimaste in tre, le altre sono tutte volate in Spagna per la Vuelta e voleranno direttamente da Madrid a Sofia. Salvoldi lavora in un angolo della pista con Alzini, Barbieri e Martina Fidanza. Dalla parte opposta, Marco Villa e i suoi ragazzi progettano due test di inseguimento a squadra. Un 3.000 senza Milan, che farà invece un 3.000 individuale. Poi un 4.000 con Milan. Mancano due giorni alla partenza, gli automatismi di una vita meritano di essere ripassati.

Gli occhi di Villa

Villa ha la sua flemma, solo gli occhi raccontano della sua vivacità e di come abbia tutto sotto controllo. A Montichiari e trasversalmente nel movimento.

«Doveva essere l’anno olimpico – dice Villa – e ci siamo arrivati come volevamo. Poi è successo quello che ben sappiamo, ma le medaglie ai mondiali su pista e quella di Ganna nelle crono dicono che saremmo arrivati a Tokyo con il giusto passo. A Plovdiv si gareggerà in una data strana. Sono europei che arrivano poco dopo il Tour e il Giro che ci hanno privato di Consonni e Viviani. Per cui si va su convinti di poter fare bene, ma con la consapevolezza di quello che è successo. Piuttosto bisognerà ragionare su cosa fare quest’inverno. Non ci sono Coppe del mondo e magari qualche ritiro per tenerli sott’occhio lo faremo».

Milan e Ganna

Milan è appena sceso di bici e racconta di che cosa significhi fare l’inseguimento a squadre insieme a Ganna.

«Lui è il solo – dice – capace di tirare per tre giri. E quando sei a ruota di uno così, riesci a recuperare bene e quando tocca a te, ne hai ancora. Io con lui ho fatto solo i mondiali e devo dire che è stato esaltante. Se dovessi fare io la sua parte, potrei tirare al massimo per due giri e mezzo e poi dovrei rialzarmi».

Parlando di lui, poco fa Villa ragionava su quanto sia forte e insieme quanto sia diverso da Ganna.

«Ganna è il classico cronoman – diceva Marco – il classico inseguitore. Milan è più veloce, al Giro d’Italia ha vinto una tappa in volata. Lo vedo più come un finisseur o al massimo l’ultimo uomo di un velocista fortissimo».

Lamon, Bertazzo e Scartezzini ingannano l’attesa di Montichiari fra i due inseguimenti sui divanetti al centro della pista. Ne hanno visti e fatti così tanti che ormai questa routine la conoscono a memoria.

Dietro moto

Dino Salvoldi invece è appena sceso dallo scooter dietro il quale ha fatto allenare le tre ragazze. Domani partiranno i mezzi per la Bulgaria: si imbarcheranno verso la Grecia e poi risaliranno verso la destinazione finale. Pare che la strada non sia pessima e che soprattutto si attraversi un solo confine.

«La qualità del gruppo – dice – consente sempre di gareggiare per qualcosa di importante, nonostante il contesto non ci abbia consentito di lavorare e progredire come avremmo voluto. Siamo stati fermi per due mesi e il periodo tecnicamente più fruttuoso è stato quello in cui la strada non era ripartita e abbiamo lavorato in pista. Sono contento che Letizia (Paternoster, ndr) abbia risolto i suoi guai al ginocchio e sono certo che Tokyo sarà un passaggio importante, ma un intermedio. Con queste ragazze andremo a Parigi per vincere».

Quartetto rosa

Agli europei per il quartetto ci saranno Balsamo, Guazzini, Alzini e la quarta da scegliere tra Fidanza, Barbieri, Consonni e Valsecchi. Quella tra Consonni e Barbieri che non farà il quartetto, correrà l’eliminazione.

«C’è un equilibrio da tenere – dice Salvoldi – ne parliamo spesso, da quando il numero delle atlete di talento è cresciuto. Quest’anno poi si è aggiunta la Zanardi. Sono tante e di qualità, grazie anche alla collaborazione dei team e alla loro volontà di correre in pista».

Con l’ultima prova del quartetto maschile, la giornata di Montichiari volge al termine. I ragazzi ora torneranno a casa e domenica saliranno sul volo per Sofia. E noi li seguiremo sognando altre medaglie. Buon viaggio agli azzurri