Vangi Tommasini Il Pirata, juniores, Stavelot, (foto Aurora Bandinelli)

La Vangi e il debutto (positivo) alla Aubel-Thimister-Stavelot

22.08.2026
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La sessantesima edizione della Aubel-Thimister-Stavelot, una delle gare a tappe riservate ai team di riferimento per la categoria juniores ha visto la Vangi tra le protagoniste. Sulle venticinque squadre al via ben tre arrivavano dall’Italia, oltre alla Vangi Tommasini il Pirata c’erano anche Pool Cantù e Team Tiepolo Devo NSN (Da quest’anno la squadra ha anche affiliazione austriaca). I ragazzi del team Vangi, guidati in ammiraglia come al solito da Matteo Berti, si sono distinti per capacità, grinta, talento e con un ottimo quinto posto nella classifica a squadre (in apertura foto Aurora Bandinelli). 

Risultati e impegno frutto dell’ottimo lavoro fatto da ognuno dei ragazzi del team toscano, qualità che sono state notate ed evidenziate dagli organizzatori. Un debutto, quello alla Aubel-Thimister-Stavelot che ha rappresentato un importante tassello nella crescita e nello sviluppo dei ragazzi del Team Vangi.

Vangi Tommasini Il Pirata, juniores, Stavelot, Francesco Dell'Olio (foto Aurora Bandinelli)
Nella prima tappa Francesco Dell’Olio ha conquistato il quinto posto e la maglia bianca di miglior giovane (foto Aurora Bandinelli)
Vangi Tommasini Il Pirata, juniores, Stavelot, Francesco Dell'Olio (foto Aurora Bandinelli)
Nella prima tappa Francesco Dell’Olio ha conquistato il quinto posto e la maglia bianca di miglior giovane (foto Aurora Bandinelli)

Migliorare

«E’ stata una trasferta positiva – ci racconta il diesse Matteo Berti – come squadra ci siamo messi in mostra e siamo stati competitivi nell’arco di tutte e quattro le tappe. L’unico rammarico, se così possiamo dire, è per la cronometro a squadre del secondo giorno. Non siamo riusciti a preparare la prova nel migliore dei modi a causa di un cambio all’ultimo momento. In teoria non avremmo dovuto avere Aitor Martinez, il quale aveva in programma di fare una corsa a tappe con la nazionale spagnola. Poi a causa degli incendi la corsa è stata annullata e lo abbiamo portato alla Aubel-Thimister-Stavelot. Avremmo potuto puntare a un buon risultato, ma siamo arrivati comunque vicini ai devo team».

Anche tra gli juniores sono arrivati i devo team, hanno cambiato molto la categoria?

Quando ci sono squadre del genere il livello medio si alza parecchio, alla fine c’erano tutti i migliori corridori della categoria al via. Mancava solamente lo spagnolo Benjamin Noval. Sicuramente queste gare aiutano i nostri ragazzi a crescere e confrontarsi continuamente con un livello davvero elevato. 

Che bilancio fai della trasferta?

A mio avviso la nostra prestazione è stata davvero buona, abbiamo ottenuto ottimi piazzamenti e un terzo posto di tappa con Aitor Martinez. Ma tutti gli atleti hanno fatto vedere qualcosa di buono, a partire dalla prima tappa con Francesco Dell’Olio che ha conquistato un bel quinto posto e la maglia bianca. Ma ognuno dei ragazzi ha fatto in modo di farci uscire soddisfatti da questa esperienza.

Vangi Tommasini Il Pirata, juniores, Stavelot (foto Aurora Bandinelli)
Partecipare a corse come la Aubel-Thimister-Stavelot permette ai corridori di crescere e avere un confronto continuo (foto Aurora Bandinelli)
Vangi Tommasini Il Pirata, juniores, Stavelot (foto Aurora Bandinelli)
Partecipare a corse come la Aubel-Thimister-Stavelot permette ai corridori di crescere e avere un confronto continuo (foto Aurora Bandinelli)
Era la vostra prima partecipazione alla Aubel-Thimister-Stavelot, che corsa avete trovato?

Per prima cosa direi molto ben organizzata, soprattutto nella chiusura delle strade e nella gestione del percorso. Dal punto di vista tecnico era una gara abbastanza simile, nel disegno dei percorsi, a quelle che si trovano in Toscana. Infatti nella prima e nella seconda semitappa avevamo ottime chance di giocarci qualcosa di buono. L’ultimo giorno invece era corsa vera…

In che senso?

Hanno disegnato una tappa estremamente esigente, con tanto dislivello distribuito su salite ripide e anche abbastanza lunghe. Era come essere a una Liegi per juniores, i distacchi nell’ultimo giorno sono stati importanti. Ma in realtà ogni tappa era esigente per ritmi e intensità di corsa, è un aspetto che i miei ragazzi hanno sottolineato diverse volte. Penso che correre all’estero dia qualcosa da questo punto di vista. 

Non siete stata l’unica formazione italiana, secondo te che cosa ha rappresentato questa trasferta per il nostro movimento?

Un passo in avanti, abbiamo aggiunto un tassello che a mio avviso mancava. Siamo arrivati ad essere competitivi anche in contesti internazionali. Noi come Vangi ci siamo impegnati anche nel portare ragazzi diversi in ogni gara di questo tipo. Probabilmente ne faremo anche un’altra da qui a fine stagione. 

Vangi Tommasini Il Pirata, juniores, Stavelot (foto Aurora Bandinelli)
I corridori del team Vangi portano a casa sempre riscontri positivi da trasferte internazionali come questa in Belgio (foto Aurora Bandinelli)
Vangi Tommasini Il Pirata, juniores, Stavelot (foto Aurora Bandinelli)
I corridori del team Vangi portano a casa sempre riscontri positivi da trasferte internazionali come questa in Belgio (foto Aurora Bandinelli)
Per riuscire a fare un calendario di questo livello avete cambiato approccio?

In termini di preparazione quest’anno non abbiamo fatto ritiri in altura, una scelta che è stata utile per migliorare il recupero e favorire la preparazione in vista di impegni come quello in Francia e questo in Belgio. In squadra abbiamo sedici ragazzi e siamo riusciti a farli girare quasi tutti per permettere loro di migliorare e crescere, avendo tutti le stesse occasioni.

Il riscontro è evidente?

Sì, non è un caso che abbiamo raccolto ottimi risultati e qualche vittoria anche nelle gare successive a quella di Stavelot. Impegni del genere fanno crescere e insegnano ai ragazzi tanto, iniziano a conoscersi e capire come lavorare