Domenica 28 giugno si è svolta la quarta edizione della Mini Sanremo, una gara riservata alla categoria giovanissimi organizzata dall’U.C. Sovizzo. La stessa società che da anni si occupa della Piccola Sanremo, la corsa riservata ad elite e under 23 che si snoda nella provincia di Vicenza. Un legame, quello tra la Mini Sanremo e la Piccola Sanremo, nato grazie alla voglia e alla passione di Gianluca Peripoli, presidente dell’U.C. Sovizzo e CEO di Saby Sport.
Le due corse hanno altrettanti modi di affrontare il tema del ciclismo giovanile, con la Piccola Sanremo si guarda al futuro prossimo di questo sport. Mentre con la Mini Sanremo il focus è spostato su un futuro più lontano, ma del quale bisogna prendersi cura fin da ora. Seminare per poi raccogliere, con l’obiettivo non di trovare i campioni ma di avvicinare i più giovani alla bicicletta.
«Il progetto della Mini Sanremo – racconta Gianluca Peripoli – è partito cinque anni fa, ed è arrivato alla sua quinta edizione. L’U.C. Sovizzo è la società organizzatrice della Piccola Sanremo, che quest’anno arriverà alla 59ª edizione. Tuttavia negli anni precedenti, quando il presidente era Renato Finetti, l’U.C. Sovizzo aveva anche una corsa dedicata agli esordienti. L’idea di quei tempi, si parla di quindici anni fa più o meno, era di abbinare alla gara classica una manifestazione che potesse essere di aiuto al mondo del ciclismo giovanile».


Cos’è successo poi?
Il progetto si è fermato, perché il presidente Finetti non se la sentiva di portare avanti l’impegno di gestire l’U.C. Sovizzo. Allora l’amministrazione comunale mi ha chiesto se fossi disponibile ad assumere l’incarico di presidente, visto che avevo l’azienda (Saby Sport, ndr). Inoltre avevo già esperienza nel campo.
Ci spieghi meglio…
Per anni ho ricoperto la carica di vicesindaco e di assessore nel comune di Montecchio (da dove parte la Piccola Sanremo, ndr). Mi sono sentito in dovere morale di prendere in mano la situazione e di proseguire il lavoro. L’idea della Mini Sanremo nasce dal consiglio di amministrazione dell’U.C Sovizzo.
Ed è nato questo progetto?
L’idea era di riprendere la tradizione del passato e di organizzare una gara dedicata ai più piccoli, da lì si è deciso per la categoria giovanissimi. Che sono i ragazzini che vanno dai 7 ai 12 anni. Abbiamo pensato di tenere un senso di continuità chiamando la corsa Mini Sanremo.




Perché i giovanissimi?
Volevamo e vogliamo dare una mano nel rivitalizzare il ciclismo giovanile, che se vogliamo è quello più in difficoltà sia in termini di iscrizioni che di organizzazione di gare. Sappiamo che il futuro di questo sport passa dai più piccoli e abbiamo voluto provare a dare il nostro contributo, invogliandoli ad andare in bici.
Come si è evoluto il progetto?
Abbiamo la fortuna di avere una società giovanile qui a Sovizzo, guidata da Mainetti, e collaboriamo insieme. Loro hanno una ventina di giovanissimi e la Mini Sanremo rappresenta la gara di casa. E’ una cosa molto bella e importante per noi. Fin da subito la risposta anche delle altre società è stata elevata, abbiamo avuto tanti partecipanti già dal primo anno.


Sta proseguendo altrettanto bene?
Ci sono stati due anni di flessione, tre anni fa siamo andati sotto i 100 iscritti alla corsa. Mentre nel 2025 abbiamo dovuto rinunciare ad organizzarla. Quest’anno però siamo tornati e i numeri sono incoraggianti, abbiamo avuto oltre 150 partecipanti. Tutti coloro che lavorano con noi mi dicono essere un buon numero…
Lei come lo percepisce?
Sono felice, perché abbiamo anche quasi venti società che hanno partecipato alla gara e tanti ragazzini si sono avvicinati alla bicicletta. La macchina organizzatrice funziona ed è ben collaudata, a mio avviso questo è un vantaggio. Lo dicono anche le altre squadre partecipanti.
Avete anche l’appoggio dell’amministrazione locale?
Ci danno una grande mano, la corsa per giovanissimi deve essere organizzata su un percorso di 1.500 metri completamente chiuso al traffico. Noi abbiamo la fortuna di poter utilizzare l’area industriale vicino alla mia azienda.


Immaginiamo che per lei, come presidente dell’U.C Sovizzo e come CEO di Saby Sport queste due corse abbiano una grande importanza…
Sì, ma in maniera diversa. Con la Piccola Sanremo guardiamo al lato sportivo, il corridore, il risultato e diventa importante anche la parte agonistica. Mentre con i giovanissimi il bello è vederli felici di pedalare.
Cosa le lascia una gara come la Mini Sanremo?
Una bellissima soddisfazione che si somma a quella della gara under 23 ed elite. Per i bambini è una vera festa, dove vedi la gioia e le prime emozioni del correre in bici. E’ fantastico anche avvicinare i più piccoli al ciclismo. Domenica, ad esempio, abbiamo fatto partecipare anche due bambini di quattro anni. Uno di loro aveva ancora la bici con le rotelle. Ha fatto solamente i primi 200 metri, ma la sua felicità non ha prezzo.