Samuel Quaranta debutta e vince. Storia incredibile

25.03.2021
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Samuel Quaranta, prima gara da under 23 e prima vittoria. Ormai sembra la prassi per la Colpack Ballan di Beppe Colleoni. Lo scorso anno fece la stessa cosa Antonio Tiberi, ad ExtraGiro: il laziale si portò a casa la crono. 

Samuel è figlio di Ivan, il velocista che negli anni ’90 infiammò le volate di tutto il mondo. Non solo, ma il “Ghepardo” è oggi anche uno dei diesse di Samuel. Storie e destini che s’incrociano.

L’abbraccio tra Samuel e Ivan Quaranta dopo la vittoria di Cantagrillo (Pt)
L’abbraccio tra Samuel e Ivan Quaranta dopo la vittoria di Cantagrillo (Pt)
Samuel, sei un primo anno e hai già una vittoria nel sacco. Te l’aspettavi?

Decisamente no, non me l’aspettavo. A Cantagrillo eravamo solo in due, io e Yuri Brioni, e la gara non era partita bene perché dopo 20 chilometri lui è caduto. In precedenza avevo corso solo a Larciano. Avevo fatto 120 chilometri, poi al secondo passaggio sul San Baronto mi sono staccato, proprio non ce l’ho fatta.

Come è stato quel momento?

Non sono mai stato così “a tutta” in vita mia! Però che bello vedere come aprono il gas i grandi, vedere da vicino Nibali, Quintana, Valverde…

Cosa ti ha detto tuo padre prima di partire per una gara così importante per voi, come appunto il Gp Industria & Artigianato di Larciano?

Che eravamo lì per fare esperienza, non dico senza obiettivo ma quasi. Dovevamo divertirci e magari per imparare qualcosa.

E cosa hai imparato?

Che cambia molto tra gli U23 (e per Samuel in quel momento il paragone era con gli juniores, ndr) e loro. Hanno un altro modo di correre, più regolare e se vogliamo anche più rispettoso in gruppo quando ci sono contatti, sbandate, inchiodate.

Tuo papà era emozionato?

Ma sapete lui non è che esprima molto i suoi sentimenti. Mi ha detto di godermela il più possibile: il livello era talmente alto che di certo non era quella la mia corsa. Tanto più con quella altimetria.

E tu eri teso?

Se per teso s’intende ansia da prestazione no. Però la sensazione di correre con quei campioni, di vedere i pullman del WorldTour… Era come quando andavo a vedere le corse vicino casa, solo che stavolta c’ero anche io a gareggiare. E’ stato bello.

Samuel Quaranta al Gp Industria & Artigianato di Larciano
Samuel Quaranta al Gp Industria & Artigianato di Larciano
Tuo padre Ivan è anche il tuo diesse. Com’è il vostro rapporto? Ti, e vi, sta sopra?

No, lui mi lascia libero. Sì, magari quest’anno che è anche il mio diesse qualcosa ogni tanto deve dirmela. Ma il suo ragionamento mi piace. Lui ci dice cosa fare, se poi noi non lo facciamo peggio per noi. «A me – dice lui – non cambia niente». Questo vale per me e per gli altri. Prima quando non era il mio diesse non mi diceva neanche quello. Ci limitavamo a parlare delle corse, mi chiedeva come fosse andata la mia gara, visto che lui era fuori con la Colpack. Poi sì, qualche aneddoto me lo racconta.

Ce n’è uno in particolare che ti è rimasto in mente?

No, uno specifico no. Però mi piace quando mi parla delle fasi di preparazione della volata al Giro o al Tour, quei momenti frenetici. Un conto è vederlo dalla tv, un conto è ascoltare chi certe situazioni le ha vissute in prima persona. E spero di metterle in atto anche io un giorno!

E tu cosa chiedi a tuo padre?

L’ultima cosa che gli ho chiesto è stata come rischiare il meno possibile per tenere le posizioni in volata. Quindi piccolezze, consigli di questo genere.

C’è una cosa che ci incuriosisce. Questa intervista dovevamo farla un giorno prima, ma tu ci hai risposto che dovevi studiare. Tuo padre invece era uno di quelli che andava a festeggiare in discoteca dopo le vittorie. Siete diversi?

Beh, per ora non ho il tempo per fare certe cose. La mia vita è scuola al mattino, allenamento al pomeriggio e casa la sera. Comunque di base sono un tipo tranquillo. Preferisco stare in casa. Poi un giro con gli amici dopo le corse credo che ci stia e che sia anche giusto.

Samuel (19 anni ad aprile) è anche un ottimo pistard
Samuel (19 anni ad aprile) è anche un ottimo pistard
Cosa studi? E sei bravo a scuola?

Sono all’ultimo anno di ragioneria. Come vado: diciamo che punto ad uscire senza problemi! Magari se un giorno deciderò di continuare vorrei dare seguito ad alcune materie che studio adesso: penso a un qualcosa legato alla finanza o al marketing.

Lasciamo i banchi di scuola e torniamo in bici: che corridore è Samuel Quaranta?

Sono un corridore un po’ strano. Sono veloce, lo vedo anche dai tempi su pista, però riesco a tenere molto di più in salita rispetto ai velocisti puri. Tengo meno, fatte le proporzioni, rispetto ad un Colbrelli, un Nizzolo: sono più un Viviani. E questo va bene per i tempi di oggi.

Quali sono le tue ambizioni in questa stagione?

Il mio obiettivo l’ho raggiunto: volevo vincere una corsa e ci sono riuscito. E adesso non so cosa fare! Come è giusto che sia dovrò aiutare i miei compagni. Già non credevo che avrebbero aiutato me. Brioni, anche se è più grande quel giorno mi ha aiutato, okay lui è uno scalatore e non avrebbe fatto la volata, però… In Colpack tutti hanno una possibilità, i più vecchi che cercano un contratto soprattutto. E quando tutti saranno apposto e avranno vinto la loro corsa, magari avrò un’altra possibilità. Intanto penso ad aiutare e a crescere. Ma certo la mia vittoria mi ha sconvolto i piani!