Il GP Perdono premia Marangon, riemerso da un anno difficile

Il GP Perdono premia Marangon, riemerso da un anno difficile

09.04.2026
5 min
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Mentre fra gli under 23 il lungo weekend pasquale ha portato una serie di eventi internazionali contrassegnati dalle vittorie di Lorenzo Mark Finn, anche dagli juniores il confronto con forti team esteri ha messo in evidenza un prodotto del movimento nostrano, ma ha anche regalato una storia, quella di Paolo Marangon, corridore della Guerrini Senaghese che non può certo essere considerato uno qualsiasi e questo emerge anche dalla sua voglia di raccontarsi, appena uscito da scuola, evidenziando come stia vivendo la sua parentesi ciclistica con una maturità inusitata.

Maturità che emerge già dal racconto dei suoi inizi: «Già a 5 anni volevo pedalare, volevo correre e sfidare i miei amici. Vedevo altri bambini che correvano in una squadra vicino a casa nostra, la Rostese e quindi volevo provarci anch’io. Nel frattempo crescendo provavo a fare un po’ di tutto, ma ho visto che il calcio non mi piaceva, il nuoto non mi entusiasmava, così ho chiesto di fare una prova nel ciclismo, mi è piaciuto subito…».

Il Gran Premio del Perdono si svolse per la prima volta nel 1959 e e si svolge a Melegnano il Lunedì di Pasqua di ogni anno
Il Gran Premio del Perdono si corse per la prima volta nel 1959 e e si svolge a Melegnano il Lunedì di Pasqua di ogni anno
Il Gran Premio del Perdono si svolse per la prima volta nel 1959 e e si svolge a Melegnano il Lunedì di Pasqua di ogni anno
Il Gran Premio del Perdono si corse per la prima volta nel 1959 e e si svolge a Melegnano il Lunedì di Pasqua di ogni anno
Della vita da corridore, da ciclista, che cos’è che ti piace di più e di meno?

A me piace tutto, penso che se una cosa la fai con piacere, non sono sacrifici, ma sono cose che tu fai per arrivare ai tuoi sogni e quindi la vivo molto bene. Mi piace fare tutto quello che faccio perché lo faccio con passione.

Tu sei al secondo anno da junior, ma è come se fosse il primo, perché il primo anno è stato molto complicato…

Sì, ho iniziato la stagione con due o tre gare, ma poi mi sono infortunato e sono stato fermo tre mesi per una lesione muscolare, uno strappo di secondo grado al bicipite femorale. Poi ho iniziato piano piano con gli allenamenti e dopo tre mesi e mezzo sono rientrato alle gare, ma poi sono stato male per una brutta influenza e la stagione ormai era andata.

Il podio del GP del Perdono, dove Marangon ha preceduto Ceccarello e Vendramin
Il podio del GP del Perdono, dove Marangon ha preceduto Ceccarello e Vendramin
Il podio del GP del Perdono, dove Marangon ha preceduto Ceccarello e Vendramin
Il podio del GP del Perdono, dove Marangon ha preceduto Ceccarello e Vendramin
Nella tua squadra è arrivato quest’anno Leone Malaga come tecnico, come ti trovi con lui?

Gli devo molto perché ero con lui anche l’anno scorso al Team Giorgi. Come detto non è stata un’annata tanto facile anche perché arrivavo da una stagione  da allievo dove avevo raccolto parecchi risultati pur avendo fatto pochissime gare, sbagliando praticamente solo il campionato italiano che ho corso con pura euforia, proprio senza testa. Mi aspettavo molto di più e quindi l’essere stato fermo quei tre mesi mi ha fatto male, ma Leone mi ha aiutato molto, mi chiamava spesso, mi spremeva il cervello per bene per far riemergere quel Paolo che correva da allievo.

C’è chi dice che sia piuttosto rigido nella sua impostazione su come prepara i ragazzi…

Non direi, perché lui comunque a noi dà tutto se stesso perché è organizzatissimo. Abbiamo le GPX delle gare mesi prima, abbiamo tutto programmato, tutto perfetto. Lui da noi pretende il giusto, vuole serietà, vuole che quello che viene scritto nei programmi prima delle gare venga rispettato come anche gli allenamenti ed è giusto farlo se vogliamo emergere, se vogliamo che quest’attività abbia un valore.

Leone Malaga fino allo scorso anno era al Team Giorgi, dove ha già lavorato con Marangon
Leone Malaga fino allo scorso anno era al Team Giorgi, dove ha già lavorato con Marangon
Leone Malaga fino allo scorso anno era al Team Giorgi, dove ha già lavorato con Marangon
Leone Malaga fino allo scorso anno era al Team Giorgi, dove ha già lavorato con Marangon
Lui cura solo la preparazione o vi indica anche l’alimentazione e tutto il resto?

Come preparazione lui è disposto a seguire gli atleti se non hanno chi già ci pensa, ma consiglia sempre di avere qualcuno preparato sul campo, perché in una squadra grossa come siamo noi, seguire 15 o 16 atleti diventa un po’ impegnativo, mentre invece alla nostra età uno deve essere curato individualmente e non si può fare copia e incolla con le tabelle, fare allenamenti uguali per tutti.

Tornando alla vittoria del fine settimana, com’è stata?

Era da un po’ che ci pensavo, era dall’anno scorso che avevo individuato questa gara, ma mi sono fatto male proprio prima di correrla. Così l’anno scorso me la sono guardata, l’ho studiata e la mia idea era quella di prendere i primi due giri molto avanti sullo strappo, farlo molto forte per vedere se riuscivamo ad andare via come gruppetto. Io sono scollinato nei primi 10, ma da dietro sono rientrati. Dal terzo giro l’ho preso sempre davanti, ma lo strappo l’ho fatto con molta più calma perché avevo capito che la fuga non andava via, non c’era collaborazione. Dovevo giocare d’astuzia…

Marangon da allievo era risultato più volte vincitore, ma nel 2025 è rimasto a lungo fermo
Marangon da allievo era risultato più volte vincitore, ma nel 2025 è rimasto a lungo fermo
Marangon da allievo era risultato più volte vincitore, ma nel 2025 è rimasto a lungo fermo
Marangon da allievo era risultato più volte vincitore, ma nel 2025 è rimasto a lungo fermo
Quindi che cosa hai fatto?

Verso l’arrivo ci sono stati degli attacchi da parte di corridori stranieri che sapevo che potevano arrivare, quindi nelle fughe dove sapevo che c’era qualcuno di importante mi buttavo dentro. All’ultimo giro ho iniziato a risalire il gruppo e mi sono messo in una posizione buona per la volata, ho preso la curva per primo perché sapevo che era decisivo. La corsa è andata esattamente come pensavo.

Che obiettivo ti poni per adesso per la stagione?

Voglio continuare a lavorare come sto facendo, con determinazione, tranquillità, senza pressioni. Ci sono gare alle quali penso, ma mi interessa di più essere costante, sempre in prima linea, per trovare l’ingaggio giusto per la prossima stagione, possibilmente in un devo team perché la strada per il ciclismo che conta passa da lì…