VILLA DI VILLA (TV) – La sicurezza di Lorenzo Finn nei propri mezzi traspare in maniera abbastanza chiara fin dal mattino, quando il campione del mondo della Red Bull-BORA-hansgrohe Rookies ha mosso i primi passi nel parcheggio dei bus. E’ l’esordio stagionale tra gli under 23, categoria che ha voluto tenere per continuare a imparare e crescere. Una scelta anche votata al voler fare le cose con calma, aggiungendo un altro mattone alla solida carriera che il ligure sta cercando di costruire.
Passi ponderati, e tra questi c’era quello di tornare al Giro del Belvedere per ripetersi. Un bis che mancava dal 1960 e questa volta c’è anche la firma speciale della maglia iridata. Vederla e indossarla fa un certo effetto, nonostante tu sia un campione e in carriera ne hai già indossate due (da juniores e under 23), vincendo con entrambe (in apertura RS Photors).


Tornare al successo
La vittoria che serviva, arrivata in un modo che tanti hanno definito “alla Pogacar” anche se per certi paragoni servono tempo e la giusta pazienza. L’importante è che Lorenzo Finn abbia ritrovato il feeling con il primo gradino del podio, per il resto si vedrà.
«Pogacar è forse il più forte corridore mai esistito – dice dietro il podio – e ti rendi conto solo partendo a 30 chilometri dall’arrivo di quale significato abbiano le sue imprese. Lui le disegna quando al traguardo di chilometri ne mancano 80, se non cento. Era una risposta che cercavo, già dagli allenamenti di questi giorni sentivo che stessi tornando al mio meglio e questa è solamente una conferma».




Il momento giusto
Parlando dietro al podio, con la maglia iridata e tutto il kit che sembra brillare sotto al sole di Villa di Villa, Lorenzo Finn racconta di aver rispettato la tattica scelta insieme al team.
«Nonostante non mancasse poco, ho deciso di attaccare ancora prima di iniziare i due giri finali – racconta il campione del mondo under 23 – perché se avessi avuto le gambe il piano era quello di partire in quel punto. Avevo “usato” tutti i miei compagni, mi sentivo bene e ho deciso di andare.
«E’ stata lunga poi arrivare fino alla fine, ma sono molto soddisfatto di quello che abbiamo fatto oggi, perché la squadra ha lavorato molto bene e si è messa a mia disposizione. Per questo devo ringraziarli».


A caccia del Recioto
Lorenzo Finn e la squadra hanno fretta di partire, domani si corre il Palio del Recioto e il trasferimento è di un paio d’ore. Il piano per recuperare le energie parte subito, l’obiettivo è quello di provare a vincere anche sulle colline della Valpolicella, nonostante il percorso sia più esigente e la fatica può farsi sentire.
«L’anno scorso ho fatto secondo al Recioto (alle spalle di Nespoli, ndr) – dice ancora Lorenzo Finn – e cercherò di fare meglio. Oggi è stata dura, ma domani lo sarà ancora di più per quanto riguarda il dislivello, ma tutti hanno la stessa fatica nelle gambe».


Lo sguardo dall’ammiraglia
Cesare Benedetti si avvicina a Lorenzo Finn, una volta finite le domande e gli chiede com’è andata. I due parlano a bassa voce, ma trapela la giusta soddisfazione per aver fatto quello che tutti si aspettavano ma che non è mai facile mettere in atto: vincere.
«Lorenzo (Finn, ndr) sta sempre meglio – spiega Benedetti – è uscito in crescendo dalla Coppi e Bartali. Conosceva il percorso del Belvedere e sapeva come gestire tutti gli aspetti della gara. Ne abbiamo parlato insieme, lui ha scelto il punto in cui attaccare, mentre per quanto mi riguarda sarei rimasto più “conservativo”. Lorenzo era convinto della condizione, sentiva di essere in crescendo e ha avuto ragione».