Campionato del mondo uomini U23,

Milesi a 7 secondi dall’oro, a pochi giorni dal WorldTour

22.09.2026
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MONTREAL (Canada) – La cronometro iridata degli under 23 l’ha vinta un olandese che nessuno si sarebbe aspettato. Racconta Antonio Ungaro, addetto stampa della Federciclismo, che Milesi ha smesso di essere troppo furioso per il secondo posto solo quando si è reso conto di non essere stato battuto da uno dei rivali che si aspettava, ma da uno sconosciuto. In realtà Ryan Gal proprio sconosciuto non era: c’eravamo anche noi a Cervinia quando vinse l’ultima tappa al Giro della Valle d’Aosta, ma per la crono di oggi il suo nome non lo avrebbe previsto neppure lui.

«Campione del mondo – dice quando riusciamo a chiedergli qualcosa – non me ne sono ancora reso conto. Non so cosa sia successo (ride, ndr). Sono stato seduto sulla hot seat per tutto il giorno, più incredulo che felice. Ho fatto una buona gara e non ero molto convinto di riuscirci, perché proprio questa settimana mi sono ammalato e ho fatto una sorta di corsa contro il tempo per tornare in forma.

«Alla fine ero solo contento di aver tagliato il traguardo, quando però ho visto il tempo, ho cominciato a capire di aver fatto bene. Nel finale sono stato capace di spingere forte in salita e credo di aver fatto la differenza proprio sulle rampe finali, perché mi sono ritrovato con le gambe per sprintare».

Spazio Azzurri, prima del brindisi con gli altri azzurri, Milesi racconta la giornata
Spazio Azzurri, prima del brindisi con gli altri azzurri, Milesi racconta la giornata
Spazio Azzurri, prima del brindisi con gli altri azzurri, Milesi racconta la giornata
Spazio Azzurri, prima del brindisi con gli altri azzurri, Milesi racconta la giornata

La crono con il 66

In casa Italia si registrano umori diversi. Tanto è contento Cattani col suo sorriso genuino per la prima partecipazione al mondiale, per quanto Milesi sta facendo i conti con il secondo posto che fatica a mandare giù. Sette secondi sono veramente pochi e a vederlo spingere a tratti anche in modo un po’ scomposto, sarebbe venuto da aiutarlo a tenere una linea più dritta, peraltro difficile a causa dei continui sobbalzi della strada.

«Ero molto carico per questo appuntamento – dice Milesi – l’avevo preparato nei scorsi giorni, le sensazioni erano davvero ottime, quindi oggi puntavo veramente al massimo risultato. L’asfalto non era bello, ma penso che quell’ondeggiare per ora faccia parte del mio stile. Stavo spingendo veramente forte con un lungo rapporto, il 66. Era la prima volta che lo usavo e alla fine mi sono trovato bene. Da fuori può non sembrare che non abbia lo stile perfetto, però mi viene facile e penso che alla fine la velocità fosse buona. Non so dire ancora perché non ho vinto e non sono campione del mondo, però penso di aver fatto un’ottima prova».

Milesi ha conquistato l'argento nella crono U23 spingendo e anche forte sul 66
Milesi ha conquistato l’argento nella crono U23 spingendo e anche forte sul 66
Milesi ha conquistato l'argento nella crono U23 spingendo e anche forte sul 66
Milesi ha conquistato l’argento nella crono U23 spingendo e anche forte sul 66

Futuro americano

Due anni faticosi con l’Arkea, poi l’ultimo con la Ineos Grenadiers Academy, squadra appena nata in cui ha trovato il modo per esprimersi al livello migliore. La vittoria di Poggiana ha segnato la svolta e la crono di oggi è la conferma della sua nuova dimensione. Alla fine dell’anno passerà nel WorldTour, approdando probabilmente alla EF Education-Easy Post, ma di questa affermazione ci prendiamo la paternità, perché lui ha firmato ma non può parlarne.

«I due anni in Arkea non sono stati facilissimi – racconta Milesi – soprattutto il primo. Quest’anno sono arrivato nella squadra di sviluppo della Ineos e ho sentito veramente che credevano in me, che era un altro ambiente per lavorare. Con Cioni mi trovo veramente benissimo, c’è anche molto staff italiano. Non tutti riescono a esprimere i loro migliori valori o vincere già al primo o secondo anno, ma io penso di essere stato sempre davanti in tutti i miei anni da under 23. Oggi finalmente sto avendo delle buone conferme, sento che il mio livello continua a crescere anno dopo anno e penso di avere ancora grandi margini di miglioramento».

Ascoltando le sue parole, viene da chiedersi perché mai non prosegua nella squadra britannica. La risposta è nel fatto che la Netcompany Ineos andava in cerca di scalatori e in tempi non sospetti gli ha fatto sapere che non lo avrebbe tenuto. Da qui la scelta di un’altra squadra: quella in cui sarebbe dovuto approdare anche Filippo Agostinacchio, ma questa è un’altra storia che merita semmai un racconto a parte.

Il mondiale U23 della crono l'ha vinto l'olandese Ryan Gal, 21 anni, di Zevenaar
Il mondiale U23 della crono l’ha vinto l’olandese Ryan Gal, 21 anni, di Zevenaar
Il mondiale U23 della crono l'ha vinto l'olandese Ryan Gal, 21 anni, di Zevenaar
Il mondiale U23 della crono l’ha vinto l’olandese Ryan Gal, 21 anni, di Zevenaar

Dalla MTB alla crono

La cronometro ce l’ha nelle gambe e nella testa. E come fu per il suo attuale mentore, probabilmente l’attitudine allo sforzo solitario gli viene dalla mountain bike. Anche per Cioni fu così e da biker si trasformò in stradista con una grande predisposizione per le cronometro.

«Penso anche io che la mountain bike c’entri qualcosa – conferma Milesi col suo vocione bergamasco – perché fino agli allievi facevo praticamente solo quello. Poi da junior ho cominciato a partecipare a delle cronometro, anche al mondiale in Australia e mi è piaciuto tantissimo. Farle e anche prepararle. Uso molto la bici da cronometro e penso che continuerò a lavorarci nel futuro.

«Prendo molta ispirazione da Ganna, lo ammiro molto come persona e anche come corridore. Penso che questa medaglia mi dia anche maggiore fiducia per il mio futuro. Anche con Cioni mi sono trovato molto bene, lui lavora sempre molto con Filippo, quindi penso che sia uno dei migliori tecnici in circolazione per le cronometro, sia per prepararle sia per seguirle dall’ammiraglia. Oggi è stato tutto perfetto, per questo mi girano ancora un po’ per non essere riuscito a vincere. Non mi nascondo, avevo le gambe e le sensazioni per farlo, ma non mi aspettavo questo olandese. Proprio no…».

Signore e signori, Nicolas Milesi. Bergamasco di Parre, ventidue anni compiuti a luglio. Quest’anno ha vinto a Poggiana con un attacco da molto lontano e prima ancora una tappa al Metec Olympia’s Tour. Si è piazzato settimo nella crono del Giro Next Gen a L’Aquila, vinta da Lorenzo Finn. Domenica lo aspetta la gara su strada. I pianeti si stanno allineando. Il tempo di dire a un collega belga che Nicolas non è parente di Lorenzo, ugualmente Milesi, che a Stirling vinse la crono iridata, ed è tempo di mettersi a scrivere anche questa storia.