C’è un giovane spagnolo che ci ha incuriosito. Un passo alla volta, senza troppa pressione nonostante il cognome che porta, ha già raccolto qualche buon risultato e diverse belle prestazioni alla sua prima stagione tra gli U23. Luca Garzelli ha compiuto 19 anni ad inizio luglio, corre per la Natural Greatness-Rali-Alè e si sta affacciando sulla strada che porta al ciclismo dei grandi, nel quale suo padre Stefano è stato un protagonista assoluto.
Alla fine della seduta quotidiana di allenamento attorno a casa, abbiamo contattato “Garzellino” per conoscerlo meglio e tracciare un suo profilo sia come ragazzo che come corridore. In un ottimo italiano, e non potrebbe essere altrimenti anche se la sua prima lingua è un’altra, Luca ci ha spiegato tutto di sé, della sua ultima visita in Italia lo scorso Natale e anche del suo rapporto “fresco e leggero” col ciclismo.


Apriamo la tua carta d’identità. Raccontaci chi sei…
Sono nato nel 2007 a Valencia, dove vivo con i miei genitori e mio fratello Marco, che corre nella mia stessa squadra. Quest’anno ho terminato le scuole obbligatorie, l’equivalente delle vostre superiori e fra due mesi inizierò il percorso all’università di Valencia, dove mi iscritto alla facoltà di comunicazione, che mi ha sempre affascinato. Seguirò i corsi online, così potrò conciliare studi e ciclismo.
Andiamo sull’aspetto tecnico: hai similitudini con tuo padre Stefano?
Direi di no (risponde sorridendo, ndr), fisicamente non ci assomigliamo per nulla. Lui era uno scalatore puro, io invece sono alto 1,82 metri e ho attitudini da passista. Lui era esplosivo negli sprint ristretti in salita, io invece sono abbastanza veloce nei gruppetti in pianura.
Quali sono le tue caratteristiche da corridore?
Vado bene in pianura, mi trovo a mio agio a cronometro, dove sono andato meglio rispetto al passato. Tengo bene sulle salite fino al 7% e della durata di una ventina di minuti o strappi duri di massimo un chilometro. Al momento non ho una prerogativa, mi posso definire abbastanza completo, anche se devo ancora scoprire bene chi sono.




Su cosa senti di dover migliorare?
Principalmente sulle salite perché devo saper tenere su pendenze più ripide o distanze maggiori. Sto lavorando anche sui cambi di ritmo che soffro un po’. Preferisco un’andatura alta e più regolare. Vorrei migliorare anche sulla esplosività sugli strappi. Penso di avere ampi margini di miglioramento.
Come è stato il salto da junior a U23?
Onestamente mi aspettavo di fare più fatica perché l’anno scorso soffrivo a finire le gare. Tra aprile e maggio ho avuto un cambio di passo, forse più psicologico che fisico. Vedendomi davanti nelle gare per aiutare i miei compagni, ho capito che potevo starci. Infatti a maggio sono entrato nel primo gruppo della mia squadra, dove solitamente ci sono quelli più grandi o forti. Ho fatto 8° al campionato spagnolo a crono e per me è un grande risultato (il migliore dei 2007, ndr) e successivamente abbiamo vinto una cronosquadre in salita a Gran Canaria. Poi sono usciti anche i frutti della preparazione invernale e primaverile.
Avendo un padre che è stato un grande professionista, hai mai cercato video suoi o dei suoi avversari per comprendere il ciclismo di quel periodo?
Ho sempre corso in bici fin da piccolo e naturalmente in casa se ne è sempre parlato. Ho guardato gare di mio padre sul web e mi sono un po’ documentato, ma solo recentemente. Col ciclismo ho un legame particolare, perché ho iniziato a vederlo solo tre anni fa, al secondo anno da allievo. Prima, sono sincero, non mi interessava granché. Guardavo un quarto d’ora di gare e mi annoiavo, cambiavo canale o facevo altro. Non so se abbia influito proprio il fatto che mio padre è stato pro’, quindi per me era un’abitudine. Ora invece mi guardo anche 5-6 ore di tappa senza problemi (dice sorridendo, ndr).
Chi è il più forte tra i fratelli Garzelli?
Abbiamo caratteristiche simili e ci alleniamo praticamente sempre assieme. Adesso, se posso fare una battuta, sono io quello più forte, però Marco è tornato a correre qualche anno fa dopo un periodo di stop. Sta ritrovando la gamba giusta e vedrete che dall’anno prossimo sarà nuovamente competitivo.


C’è un corridore a cui senti di somigliare?
Onestamente non saprei chi rispondere. Il mio idolo in assoluto è Van der Poel, ma sono distante da lui come caratteristiche e tanto altro. Ci sono tanti corridori che mi piacciono, ma a cui mi ispiro per certe sue specialità è Jay Vine. Lui mi piace molto.
Ti sei posto degli obiettivi per il finale di stagione?
Punto a finire l’annata nel miglior modo possibile. Ho corso anche ieri cercando di essere utile alla squadra, ma fra circa venti giorni ci sarà una piccola gara a tappe proprio a Valencia. In questa zona non ce ne sono tante di corse ed è per questo che mi piacerebbe fare bella figura nella gara di casa.
Nel 2027 potremmo vedere Luca Garzelli in un team italiano o da un’altra parte?
No, l’anno prossimo resto dove sono ora. Mi trovo molto bene, è una delle migliori formazioni spagnole, siamo terzi nel ranking nazionale. Voglio completare il mio processo di crescita, poi magari per il 2028 da terzo anno U23 vedremo come sarò e se ci sarà la possibilità di andare in una squadra, magari un devo team.