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Epis 2022

Giosuè Epis, una vittoria per zittire le malelingue…

16.03.2022
5 min
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Domenica è stato un ribollire di gare Under 23 in giro per l’Italia. Tra i vincitori spicca il nome di Giosuè Epis, alla sua prima vittoria nella categoria, in forza alla Carnovali Rime Sias, aggiudicatosi il Trofeo Porta di Monferrato a Fubine. Un successo, quello del corridore di San Paolo (BS), che ha un valore particolare, o perlomeno così è stato vissuto dal giovane lombardo e le ragioni vanno anche al di là del puro aspetto agonistico.

Giosuè è il fratello di Silvia Epis, ex ciclista entrata dallo scorso anno nei quadri della Federazione, come Direttore Tecnico del settore nazionale giovanile. E’ chiaro che una parentela così stretta può risultare anche scomoda, Giosuè non lo nasconde.

«Si sa che l’ambiente ciclistico è fatto anche di chiacchiere – dice – e ho sempre sentito dietro le spalle tanta gente che parla troppo, che critica, che pensa io sia un raccomandato. Senza neanche guardare ai risultati. Io comunque ho imparato a non badarci perché so bene quello che valgo».

Epis Fubine 2022
La volata vincente di Epis a Fubine, secondo il danese Foldager, terzo Debiasi
Epis Fubine 2022
La volata vincente di Epis a Fubine, secondo il danese Foldager, terzo Debiasi
D’altronde il miglior modo per rispondere è la strada e una particolarità che finora ha contraddistinto la tua carriera è la straordinaria costanza di risultati: dallo scorso settembre non esci dalla Top 10…

E’ vero, credo nasca dal fatto che per natura sono portato a provarci sempre, qualsiasi sia la gara e il percorso. Molto influisce anche quest’ultimo: solitamente le gare per under 23 sono sempre piuttosto mosse e a me piacciono molto. Infatti di me dicono che sono un velocista, ma io non mi sento tale, o perlomeno non al punto di poter vincere volate di gruppo, devo sempre inventarmi qualcosa, ma so di emergere soprattutto su tracciati con anche salite non troppo lunghe.

Sei al secondo anno da Under 23: com’è stato l’approccio con la nuova categoria?

Il primo anno è sempre difficile. Infatti i risultati all’inizio non arrivavano ma non per questo mi sono fasciato la testa, erano cambiati i percorsi, i rapporti, serve un periodo di assestamento. Poi però le cose hanno iniziato ad andare sempre meglio e a fine stagione mi ero prefisso di vincere subito appena il calendario riprendeva. Obiettivo raggiunto…

Epis Monferrato 2022
Prima vittoria da U23 per Epis, dopo tanti successi giovanili e una buon carriera da junior
Epis Monferrato 2022
Prima vittoria da U23 per Epis, dopo tanti successi giovanili e una buon carriera da junior
Hai esperienza su pista?

L’ho frequentata fino a due anni fa, sono anche finito 6° agli Europei su pista di Fiorenzuola d’Adda nel 2020, nello scratch. Poi però ho deciso di metterla da parte perché mi sento stradista al 100 per cento e voglio concentrarmi su di essa.

Sicuro che non c’è stata pressione da parte della società?

No, è stata una decisione mia, legata soprattutto al fatto che non sono abbastanza veloce per emergere anche su pista, torniamo al discorso di prima. Può comunque essere utile nell’allenamento. La società mi ha lasciato libertà di scelta, sin dall’inizio.

Come ti trovi nelle prove a tappe?

Lo scorso anno ho disputato l’Adriatica Ionica Race finendo 50° e il Giro del Friuli. Per quel che ho visto le gare a tappe mi si adattano abbastanza, perché ogni giorno sento che le gambe vanno sempre meglio, ma questo lo riscontro anche nelle corse in linea con l’andare avanti della stagione.

Epis Roncadelle 2019
Epis terzo al GP RInascita a Roncadelle nel 2019, a destra del vincitore Portello e di Fraccaro (foto Scanferla)
Epis Roncadelle 2019
Epis terzo al GP RInascita a Roncadelle nel 2019, a destra del vincitore Portello e di Fraccaro (foto Scanferla)
Che obiettivi ti sei posto per quest’anno?

Il primo l’ho già ottenuto e ora sono molto più tranquillo. Sicuramente mi piacerebbe fare il Giro U23 per testarmi in una corsa a tappe di lunga durata, per verificare la mia resistenza, poi nel complesso vorrei continuare a crescere per solleticare l’attenzione di qualche club professionistico.

Per te il professionismo è un’ossessione?

Diciamo che è un traguardo, che si può raggiungere se ci si sacrifica. Io ho lasciato il calcio per dedicarmi anima e corpo alla bici, ho ristretto al minimo le uscite con gli amici, ho anche scelto un’università telematica (studia gestione d’impresa e management sportivo, ndr) per potermi concentrare nella giornata sull’allenamento e dedicare le ore pomeridiane allo studio. Secondo me bisogna avere un atteggiamento professionale e rispettoso già al primo approccio con questa disciplina e io ce l’ho.

Epis mamma 2022
Giosuè con sua mamma Cristina: «A casa la bici è parte della famiglia»
Epis mamma 2022
Giosuè con sua mamma Cristina: «A casa la bici è parte della famiglia»
Com’è il tuo rapporto con la bici?

Non sono mai stato un semplice “pedalatore”, anche se sopra la bici ci sto da quando avevo 4 anni e l’utilizzo delle rotelle neanche me lo ricordo… Sono molto attento alle sensazioni che la bici mi trasmette e quando c’è da rimetterla in sesto non la lascio solo in mano al meccanico, mi confronto con lui, seguo il suo lavoro e così qualcosa ho imparato.

C’è un corridore al quale ti ispiri?

Guardando il suo modo di correre, mi è sempre piaciuto Sonny Colbrelli, cerco di assomigliare alle sue caratteristiche. Magari riuscissi a raggiungere anche metà di quel che ha fatto…