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Fortebraccio, la via umbra al ciclismo dei giovani

29.12.2021
4 min
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Il 12 settembre a Borgo Valsugana, Tommaso Alunni del Team Fortebraccio ha vinto la Coppa d’Oro per il suo direttore sportivo Giancarlo Montedori (in apertura sul podio, alla sinistra). Era lo stesso giorno in cui, a 30 chilometri e poche ora di distanza, Colbrelli avrebbe vinto gli europei di Trento. Per questo forse ci eravamo soffermati poco sulla corsa del Veloce Club Borgo e sull’identità di quel direttore sportivo con cui abbiamo avuto a che fare per anni, quando era uno dei collaboratori del cittì azzurro Antonio Fusi.

L’ex professionista è alla guida della squadra umbra, realtà importante del movimento giovanile dell’Umbria, che parte con i giovanissimi e arriva agli juniores. Per qualche tempo la società decise di puntare sugli under 23 con Olivano Locatelli, ma l’esperimento non andò come sperava la dirigenza e dopo due stagioni si chiuse.

La lunga attesa a Borgo Valsugana prima del via della Coppa d’Oro (foto Fortebraccio)
La lunga attesa a Borgo Valsugana prima del via della Coppa d’Oro (foto Fortebraccio)

«Stiamo crescendo – conferma Montedori – facendo tutte le categorie. Giovanissimi, esordienti, allievi, juniores e anche donne, sia pure poche. Abbiamo creato qualcosa di bello. Gli juniores di oggi li ho visti crescere, hanno iniziato con noi da giovanissimi. Hanno vinto tanto e io li chiamo la Banda Bassotti. La base è umbra, ma c’è dentro anche qualche toscano perché i numeri sono bassi…».

In che senso?

Se ci sono dieci ragazzi in tutta la regione e li dividiamo per cinque società, si combina poco. Non abbiamo dei fenomeni, ma bravi corridori messi insieme con lo stesso spirito di quando ero anche io uno junior. E devo ringraziare la famiglia Celestini che lavora nel tabacco e il loro cugino Rossi. Sono grandi appassionati di ciclismo, sono sempre andati in bicicletta insieme e ci tengono molto.

Non è da tutti vincere la Coppa d’Oro…

Ogni tanto si riesce a creare delle belle situazioni, che magari torneranno fra altri 30 anni. Fare primo e terzo alla Coppa d’Oro, con il più forte che per giunta è anche caduto, non capita tutti i giorni. In più abbiamo mandato Scappini con la nazionale a fare la Coppa del mondo juniores di ciclocross in Belgio. E siamo settimi nel quartetto a livello nazionale, pur non avendo un velodromo. Si lavora a Forano oppure a Forlì.

Si cercano i campioni di domani?

Prima di tutto la nostra squadra ha uno scopo sociale. E’ per la nostra regione. Sarò presuntuoso, ma spero che soprattutto riusciamo a tirare fuori dei bravi ragazzi e delle brave ragazze. Diamo regole molto forti e spero che tutto questo diventi per loro una scuola di vita.

Come siete organizzati?

Abbiamo una casa che fa da ritiro per tutto l’anno e questo ci aiuta a formarli ancora. Chi viene rimandato a settembre non viene in ritiro e non corre d’estate. Glielo dico all’inizio dell’anno ed è la nostra filosofia e dell’azienda che abbiamo alle spalle.

Di che azienda parliamo?

Sponsor che appartengono ad amici di Celestini e Rossi. Grandi nomi nel mondo della cioccolata e il nome che ci viene dall’hotel Fortebraccio di proprietà della famiglia, che poi pensa a tutte le nostre esigenze.

Scappini è stato convocato per la Coppa del mondo juniores di Dendermonde (foto Fortebraccio)
Scappini è stato convocato per la Coppa del mondo juniores di Dendermonde (foto Fortebraccio)
Tu sei il direttore tecnico di tutto?

Il direttore sportivo, ma resto un dipendente della società. Per cui faccio le mie proposte, ma per il resto mi attengo alle direttive che ricevo. Come quando si decise di fare i dilettanti, ma si chiuse poi tutto per incompatibilità, oppure i campionati italiani juniores di due anni fa e quelli a crono.

Un lavoro che ti prende molto?

A tempo pieno ed è bello finché dietro ci sono loro. Facevano gli juniores dal 2010. Io avevo un negozio di bici, ma l’ho chiuso cinque anni fa. Tutti ci aspettano e finora abbiamo lavorato in modo lineare. E Fusi continuo a sentirlo e mi aiuta. Siamo rimasti in ottimi rapporti, anche se rispetto a quel tempo, le cose sono proprio cambiate.