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Diario dalla Francia. Si torna a casa con una vittoria!

26.02.2023
6 min
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Terzo giorno di trasferta in Francia per i ragazzi del CPS Professional Team. Inaspettatamente sembra sia passato un secolo da quando siamo partiti. Ogni cosa ha già assunto una sua normalità. Almeno in apparenza. La colazione, i rumori, ciò che c’è da mangiare, le abitudini di tutti. Tutto è come in una famiglia.

Il sole splende. Le colline sono più verdi che mai. Il padrone di casa, un signore di mezza età calvo e taciturno, gironzola curioso per la casa. Pensava che gliel’avremmo riconsegnata di buonora, ma così non è. Pertanto dopo qualche convenevole, se ne va dai vicini. Intanto inizia ad alzarsi una leggera brezza.

«Coppi chi?»

A mente fredda si ragiona sulla corsa di ieri ed emergono due cose: che la gambe ci sono e che bisogna correre più compatti.

E su questo punto Gianluca Oddone e Andrea Bardelli impostano la riunione. Riunione che da ieri sera è stata posticipata a questa mattina. I ragazzi erano stanchi e si era andati un po’ troppo lunghi. E poi, tutto sommato, meglio parlare appunto con la mente fredda. Senza l’adrenalina della gara.

Luciano Cordone invece si incarica più di tutti di riordinare la casa. Tutti noi dovremmo a lui un grazie speciale. Intanto, fatta la riunione e assegnati i ruoli, si ammazza il tempo in attesa del pranzo tra giochi online e un simpatico “Questionary” sui campioni del passato. Oddone mostra delle vecchie foto ai ragazzi. Gli suggerisce qualche indizio e loro cercano di indovinare. Ma invano…

“L’apoteosi”? Quando scambiano Freddy Maertens con Freddy Mercury e Fausto Coppi con Fausto MasnadaPer loro il corridore più “antico” è Gianni Bugno! Ogni volta spunta lui.

Ma in fin dei conti c’è poco da stupirsi, questi ragazzi sono nati che Pantani – lui si che lo conoscono – era morto da un anno o due… 

Sale il vento

Si va alla corsa. Il tracciato della Ronde Bessieraine, seconda frazione della Challenge Anthony Perez (per ironia della sorte Perez – Cofidis – oggi ha vinto alla Faun Drome Classic, dovrebbe essere meno duro di quello di ieri. Dovrebbe… L’altimetria lo è in effetti, solo che le strade su queste colline basse e arrotondate, sono scoperte e in cresta il vento è parecchio forte.

E comunque non mancano strappate che sfiorano il 20 per cento neanche oggi. 

Prima del via si scambiano due chiacchiere con la Pomme Marseille, tra le squadre più importanti di Francia. Il loro diesse ammette che l’attacco di ieri al secondo giro dei CPS Professional Team aveva fatto rivedere i piani ai suoi atleti. A quel punto avevano deciso di correre sulle ruote e di attendere le mosse degli italiani. Come abbiamo scritto anche ieri: i CPS avevano mostrato i muscoli con troppo anticipo. 

“Pizzini” volanti

Se il vento ci mette lo zampino, ancora di più ce lo mette lo strappo principale. Fatto sta che la tattica del mattino ben presto è rivista. Ma andare in ammiraglia non è facile e le radioline non ci sono. 

Quindi come si fa per comunicare con i ragazzi? Con i foglietti! In pratica dei “pizzini”. Dal furgone Bardelli prende un pezzo di carta, una penna e appunta il da fare ai suoi atleti. Farsetti, che ha corso ieri, lo segue e oggi tocca a lui fornire assistenza.

Bardelli lo manda 50 metri avanti sulla strada, rispetto alla sua posizione, per avvertire i compagni in corsa: «Ragazzi, il “Bard” vi dà il foglietto». E di solito a prenderlo è Tommaso Bambagioni, il regista in corsa, il più scaltro e uno dei due leader designati. L’altro è Matthias Schwarzbacher o Gabriele De Fabritiis, a seconda di come staranno.

Victoire en France

I ragazzi prendono i foglietti ed eseguono alla lettera. Fuori c’è una pericolosissima fuga di quattro atleti e bisogna tenerla a tiro. Così quattro dei CPS vanno in testa a tirare.

E i ragazzi di Oddone chiudono eccome. Le trenate di De Fabritiis, Di Zio, Rolando e Shyrin ricompattano il gruppo. All’ultima tornata vanno via in otto: tutti i migliori. Come da copione ci sono dentro i due leader, Bambagioni e Schwarzbacher.

Se la giocano alla grande. Matthias parte ai 500 metri, “Bamba” controlla il gruppetto. E’ fatta! Primo e terzo…

Scattano i commenti dopogara. Gli abbracci. I selfie. I complimenti reciproci. L’inno d’Italia nel furgone. Le mani congelate che neanche si riesce a togliere il casco. Il vento in cresta che li faceva pedalare di traverso. O quello contro in valle «che a tutta andavi a 33 all’ora». E’ festa!

«Abbiamo corso da squadra», lo dicono tutti. E ora si riparte dalla Francia, carichi di gioia, con un trofeo in più nel bagagliaio e un’esperienza preziosa in tasca. Un’esperienza che resterà indelebile in questi ragazzi.