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Belletta è cresciuto, peccato solo la caduta di Glasgow

22.08.2023
4 min
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Il suo mondiale a Glasgow è finito ancor prima di cominciare, vittima della prima caduta seria che ha coinvolto gli azzurri U23. Due punti sul ginocchio e la malinconia di veder andare giù nella stessa caduta anche Buratti, Busatto e Romele. Per questo Dario Igor Belletta è salito sul pullman Vittoria e forse non ne sarebbe sceso mai.

«Ero già caduto all’ingresso del circuito – ha raccontato – c’era tantissimo stress in gruppo. Era il momento in cui da dietro sono riuscito ad andare davanti e psicologicamente forse ho mollato un po’ la presa. Perciò la prima curva che ho fatto davanti, in testa al gruppo, sono caduto e purtroppo ho tirato giù Busatto che stavamo proteggendo. Mi spiace anche per lui».

Al via della prova su strada dei mondiali, accanto a Romele, De Pretto, Milesi, Buratti e Busatto
Al via della prova su strada dei mondiali, accanto a Romele, De Pretto e Milesi. Nel team anche Buratti e Busatto

Stagione conclusa?

Tornato al pullman, ha trovato ad aspettarlo il dottor Corsetti. E’ stato lui a prevedere la necessità di mettere punti di sutura, anche se prima di poterli applicare, hanno dovuto aspettare che la corsa finisse. E con i punti è arrivata l’amara considerazione che la sua prima stagione di under 23 potrebbe essersi conclusa in quella curva, visto che il tempo per recuperare non sarebbe stato poi molto.

In giro per l’Europa

Il 2023 del corridore di Magenta fino a quel momento era stato composto da 30 giorni di corsa, seguendo il filo logico che da sempre caratterizza l’attività della Jumbo Visma Development. Quindi cinque corse a tappe e, ad eccezione del Giro della Città Metropolitana di Reggio Calabria (corso con la nazionale) e i due tricolori (entrambi al terzo posto), l’Italia non l’ha mai vista, raccogliendo in compenso sette top 10 in giro per l’Europa. Il mondiale è sempre stato però uno dei passaggi centrali.

«Pensavo al mondiale da inizio stagione – ha spiegato – l’evento di cui ho parlato con Amadori per tutto l’anno. Ci abbiamo lavorato dai primi training camp a dicembre, però un conto è pensare di andare, un conto è farlo davvero».

A Glasgow, Belletta sarebbe stato protagonista, se la caduta non lo avesse tagliato fuori
A Glasgow, Belletta sarebbe stato protagonista, se la caduta non lo avesse tagliato fuori

Un anno molto intenso

L’approccio è già quello del professionista, aiutato da una precocità atletica che forse fra gli under 23 stupisce meno di quanto accadesse fra gli juniores, in cui riusciva a dominare anche in virtù di un fisico ben più sviluppato rispetto ai rivali.

«In squadra – ha spiegato – mi trovo davvero bene. Non mi fanno mancare nulla. Mi stanno facendo crescere con calma che poi è quello che abbiamo chiesto. Rispetto allo scorso anno, sento di essere cambiato tantissimo. E’ passato solo un anno, ma sembra di aver fatto 3-4 stagioni. Ogni mese sento che cresco di più e infatti non vedo l’ora che passi ancora più tempo per vedere quanto potrò migliorare crescendo».

Tricolore crono: dopo l’arrivo, Belletta era stremato per il caldo (foto Tornanti_cc)
Tricolore crono: dopo l’arrivo, Belletta era stremato per il caldo (foto Tornanti_cc)

Da bimbo a ragazzo

Nel dirlo ha fatto un sorriso. Nel ciclismo che cerca prodigi giovanissimi, sentir dire a un ragazzo di 19 anni che non vede l’ora di diventare più grande per essere anche più forte, ti coglie di sorpresa.

«Mi accorgo – ha spiegato – che si cresce sotto tutti i punti di vista. I numeri derivano solo dal corretto approccio mentale e anche e soprattutto dalla maturità. Cioè fare certi tipi di corse, cominciare a essere più preciso anche nella vita privata e quotidiana. E’ un insieme di cose. C’è molta tranquillità e quindi… mi sento di essere molto cresciuto. Non sono più un bambino, adesso sono un ragazzo. Mettiamola così…».