Dall’Ungheria arriva Favero, junior con l’animo dell’attaccante

Dall’Ungheria arriva Favero, junior con l’animo dell’attaccante

27.08.2026
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La Nations Cup non solo testimonia in maniera chiara come il nostro movimento giovanile sia in cima alla classifica e prevalga sugli altri, ma mette in evidenza sempre nomi nuovi, in tutti i suoi format, principalmente quello riservato alle corse a tappe e sappiamo bene quanto esse siano strutturalmente fondamentali nella costruzione e nella crescita dei nuovi talenti su due ruote. L’ultima prova, la Nations Cup Hungary ha visto emergere in maniera prepotente Paolo Favero, portacolori della Bustese Olonia, un ragazzo da conoscere anche perché la vittoria magiara arriva al termine di un crescendo rossiniano nella stagione.

Le radici ciclistiche del diciassettenne Favero, di Fagnano Olona, sono abbastanza originali: «All’inizio facevo sci, ma cercavo uno sport anche per gli altri mesi più caldi e un giorno mia mamma mi ha portato in questo bike park dove c’era una squadra lì della zona e da lì ho iniziato. Fino agli Esordienti però facevo solo mountain bike, avevo iniziato con qualche gara di strada ma poi ho iniziato a fare solo strada e d’inverno ciclocross».

Favero è al secondo anno alla Bustese. Nel 2025 ha vinto una tappa al Giro della Valdera
Favero è al secondo anno alla Bustese. Nel 2025 ha vinto una tappa al Giro della Valdera
Favero è al secondo anno alla Bustese. Nel 2025 ha vinto una tappa al Giro della Valdera
Favero è al secondo anno alla Bustese. Nel 2025 ha vinto una tappa al Giro della Valdera
Questa era la tua prima selezione in nazionale?

Su strada sì, ma ho fatto tutto l’inverno di quest’anno e dell’anno scorso con la pista, solo che quest’anno mi sono rotto un polso e quindi ho dovuto rinunciare a tutte le mie ambizioni di selezione per i grandi eventi di categoria non potendoli preparare.

Ti aspettavi la selezione per la gara su strada?

Sì perché venivo da ben tre weekend di fila con presenze nei primi 5, vincendo il GP dell’Arno, sfiorando il colpo al campionato italiano a cronometro, quindi mi aspettavo che Salvoldi potesse convocarmi da qualche parte, ma non così su due piedi, mi ha preso un po’ alla sprovvista…

Com’è stata la trasferta in Ungheria?

Erano due corse piatte, la prima un po’ più corta, di 90 chilometri, la seconda che arrivava fino a 140. Devo dire però che ci siamo divertiti perché comunque eravamo tutti ragazzi che ci conoscevamo, che ci ritroviamo nel corso dell’anno ai vari appuntamenti nazionali della stagione.

Favero insieme a Zoco. I due compagni anche nella Biustese Olonia, hanno chiuso la corsa ungherese ai primi due posti (foto Avigh)
Favero insieme a Zoco. I due compagni anche nella Bustese Olonia, hanno chiuso la corsa ungherese ai primi due posti (foto Avigh)
Favero insieme a Zoco. I due compagni anche nella Biustese Olonia, hanno chiuso la corsa ungherese ai primi due posti (foto Avigh)
Favero insieme a Zoco. I due compagni anche nella Bustese Olonia, hanno chiuso la corsa ungherese ai primi due posti (foto Avigh)
Come è arrivata la tua vittoria?

Decisiva è stata la prima tappa. In un momento in cui il gruppo si stava rilassando dopo il rifornimento, come nazionale abbiamo deciso di attaccare, io e Marco Zoco e siamo rimasti prima in una decina, poi piano piano forzavamo il ritmo e siamo rimasti in tre. Io ho giocato d’anticipo all’ultimo chilometro, nessuno ha risposto e io sono arrivato da solo. Anche Marco ci ha provato ai 500 metri ed è arrivato secondo.

Nella tappa successiva avete controllato?

Si, nella tappa successiva la tattica era tenere la generale e preparare la volata a Fedrizzi, ma anche controllare gli sprint intermedi per tenere la maglia relativa. Alla fine abbiamo vinto tutto, tranne la maglia giovani.

Un dominio tale perché c’era una forte differenza nei confronti degli altri?

Io non direi, anche gli altri avevano schierato delle buone squadre, la Cechia, la Slovenia, la Polonia, insomma c’erano 5-6 nazioni oltre a noi che andavano davvero forte, ma posso dire che la nostra arma in più è stata proprio l’amicizia che legava il nostro gruppo e quindi ci davamo una mano a vicenda tirando fuori il risultato migliore rispetto agli altri.

La volata vittoriosa di Fedrizzi nella seconda tappa, dove Favero ha amministrato il vantaggio (foto Avigh)
La volata vittoriosa di Fedrizzi nella seconda tappa, dove Favero ha amministrato il vantaggio (foto Avigh)
La volata vittoriosa di Fedrizzi nella seconda tappa, dove Favero ha amministrato il vantaggio (foto Avigh)
La volata vittoriosa di Fedrizzi nella seconda tappa, dove Favero ha amministrato il vantaggio (foto Avigh)
Che tipo di corridore sei su strada?

A me non piace attendere, preferisco prendere le corse di petto e attaccare, arrivare magari con un gruppo ristretto. Non sono certo uno scalatore, mi sento più un passista veloce che può emergere anche nelle prove a cronometro, come ho dimostrato al campionato italiano.

Questo è il tuo ricordo più bello che hai finora?

Sì, questa è stata la vittoria più importante, vincere con la maglia azzurra è qualcosa di diverso anche se vincere è sempre bello, anche quando lo fai con la maglia della tua squadra com’è successo a Solbiate, poi con la Bustese Olonia mi trovo bene e poter gratificare la società con un successo fa sempre piacere.

Tra strada e pista che cosa preferisci?

Io ho iniziato con la pista da fine allievo primo anno, poi da secondo anno sono stato convocato dalla Lombardia per il quartetto, ho vinto l’italiano con i compagni e di conseguenza Dino (Salvoldi, ndr) mi ha chiamato a dicembre dell’anno scorso. Ho iniziato con lui un percorso di allenamenti a Montichiari che quest’anno ho ripetuto, poi la frattura del polso e tre mesi lontano dall’attività mi hanno privato della possibilità di correre un grande evento.

La vittoria di Paolo Favero al GP dell'Arno, staccando di 4" Guglino e il tricolore Balliana (foto Azzimonti)
La vittoria di Paolo Favero al GP dell’Arno, staccando di 4″ Guglino e il tricolore Balliana (foto Azzimonti)
La vittoria di Paolo Favero al GP dell'Arno, staccando di 4" Guglino e il tricolore Balliana (foto Azzimonti)
La vittoria di Paolo Favero al GP dell’Arno, staccando di 4″ Guglino e il tricolore Balliana (foto Azzimonti)
Salvoldi tiene molto al far fare doppia attività ai ragazzi, sia strada che pista. Tu vuoi continuare su questa direzione?

Dipende dalla squadra dove andrò l’anno prossimo, a me sinceramente piacerebbe più fare ciclocross e strada, ma la pista ti dà molta più gamba, quel colpo di pedale che solo allenandoti su strada non riesci a ottenere.

Tu dicevi che ancora non sai dove correrai il prossimo anno. Questa vittoria ti aiuta?

Diciamo che ha mosso un po’ le acque, ma contatti veri e propri ancora non sono arrivati. Io comunque resto ottimista, più che cercare di fare il meglio nelle corse che restano non posso, spero che ci si renda conto che vincere non è mai semplice, soprattutto all’estero.