I giorni passano e di risposte non ne arrivano, intanto Filippo Agostinacchio corre con la Biesse-Carrera-Premac e l’unica cosa che può fare è attendere. Quella che doveva essere la sua prima stagione nel WorldTour si è trasformata nella sua prima annata da elite, con lo spettro che possa non essere l’ultima. Quando anche vincere non basta diventa difficile capire cosa si può fare in più per ritagliarsi uno spazio nel professionismo. Nel 2025 il valdostano ha vinto una tappa al Giro Next Gen, nell’unica vittoria italiana della corsa, entrando di diritto tra i migliori under 23 in circolazione. Filippo Agostinacchio si è poi ripetuto anche nella prima tappa del Giro della Valle d’Aosta. A queste vittorie ci sono da aggiungere tutti i piazzamenti collezionati tra gare internazionali e nazionali.
Una volta capito che la chiamata non sarebbe arrivata la Biesse-Carrera-Premac lo ha ripreso con sé, dandogli la possibilità di correre e di riprovarci. Ripartire non è semplice, soprattutto se hai assaporato quel che c’è dall’altra parte senza però avere la possibilità di gustarlo fino in fondo.


La doccia fredda
In questo 2026 Filippo Agostinacchio ha messo insieme 18 giorni di corsa su strada, ai quali vanno sommati quelli del ciclocross, corso con la EF Education-EasyPost-Oatly. Team creato per lui e suo fratello Mattia, passato professionista con la formazione americana e i suoi soli 18 anni.
La doccia fredda per Filippo Agostinacchio è arrivata a ottobre, in piena preparazione per la stagione del cross.
«Una volta saputo che non ci sarebbe stato spazio nel WorldTour – racconta da casa Filippo Agostinacchio – mi sono goduto l’inverno e la stagione del cross. I programmi erano tarati per altri obiettivi, quindi nel ripartire con la Biesse mi sono trovato a sacrificare i mesi di marzo e aprile. Anche perché mi sarebbe piaciuto far vedere qualcosa di buono nella stagione sul fango, per mettermi in mostra con quella maglia».


Com’è andata poi la ripartenza su strada?
La stagione fisicamente sta andando bene, sento di essere tornato sui livelli giusti da un paio di settimane, forse anche qualcosa in più. Le gambe stanno girando, manca un po’ di fortuna, ma quella spero di ritrovarla presto.
Arrivi da una trasferta in Francia partita bene e finita male…
A la Ronde de l’Oise mi sentivo davvero bene, tanto da essere convinto di poter ambire alla classifica generale. Nella prima tappa sono andato subito in fuga e mi sono giocato la vittoria allo sprint, mentre il gruppo da dietro rimontava. Un terzo posto che faceva ben sperare (in apertura con la maglia di combattivo di giornata, foto Facebook/Ronde de l’Oise)


E poi?
Una caduta nella seconda tappa mi ha fatto tremare, ma per fortuna ne sono uscito intatto. Qualche escoriazione e null’altro da segnalare. Tuttavia la sera stessa ho avuto una forte gastroenterite, sono rimasto a letto fermo senza forze. Ripartire era difficile, anche perché la terza frazione sarebbe stata troppo esigente per provare a salvarsi.
Un risultato che magari avrebbe aiutato?
Sì, non posso negarlo. Ero fiducioso, perché mi sentivo uno dei più forti e avevo le giuste sensazioni.


In tutto questo tu come stai, come vivi questi mesi?
Mi sembra di essere in una doppia vita: in bici sono una persona, nella vita di tutti i giorni mi sento un altro. Ogni tanto, quando sono a casa cado nello sconforto di questa poca chiarezza sul mio futuro. Continuo a interrogarmi su cosa posso fare. Per fortuna una volta che sono in gara riesco a isolarmi e fare quello che mi riesce meglio.
Un’attesa piuttosto lunga, ancora nessun segnale dalle EF?
No, ancora nulla. In teoria dovrei fare uno stage con loro questa estate, vedremo cosa succede. Io sono convinto che il professionismo sia anche uno stile di vita, un modo di porsi nei confronti del ciclismo. Io sto facendo tutto al meglio, mettendoci il massimo ogni volta.


Intanto che stagione è quella con la Biesse?
Nelle gare nazionali più complicata che in quelle internazionali, spesso nelle prime vengo marcato stretto in gruppo ed è difficile correre in maniera lineare. Mentre negli impegni internazionali il livello più alto permette di avere una corsa lineare e di provare ad emergere con maggiore forza.
I prossimi impegni?
Ora correrò il campionato italiano, il Trofeo Città di Brescia, Medio-Brenta e il campionato italiano gravel. L’obiettivo sarebbe di trovare finalmente una vittoria.