Campionati del mondo ciclocross, uomini elite, 2026, Mathieu Van der Poel

Van der Poel nella storia: 8° mondiale, come lui nessuno mai

01.02.2026
4 min
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Selvaggio, potente e cattivo come Cristiano Ronaldo dopo i suoi goal. Per questo Matieu Van der Poel ha esultato a quel modo, ruggendo dopo il traguardo come un vero leone davanti ai 40 mila del circuito di Hulst. A 31 anni, l’olandese ha conquistato l’ottavo titolo mondiale di ciclocross, categoria uomini elite. Il primo nel 2015, poi 2019, 2020, 2021, 2023, 2024 e 2025.

Prima del via, è parso straordinariamente rilassato e forse anche per questo la sua partenza non è stata impeccabile. Mathieu non ha agganciato benissimo il pedale e così ha visto partire davanti il compagno Del Grosso, che ha guidato il gruppo per metà del primo giro. Alle sue spalle, Van der Poel e Nys si sono staccati dal resto del gruppo, così che dopo dieci minuti di gara, il mondiale era già chiuso.

Il resto è il tredicesimo capitolo di una storia già vista quest’anno. Van der Poel fa il vuoto con mezzo giro di una cattiveria impossibile per gli altri. Scala i muri restando in sella. Pennella le traiettorie in discesa. E solo sulle tavole degli ostacoli alti 40 centimetri, scende dalla bici e non rischia nulla.

Con il vantaggio di 45 secondi a tre giri dalla fine, alle sue spalle Del Grosso e Nys danno vita al loro personalissimo duello, condito di fango, pioggia e stima reciproca. Ma il giovane belga ha dato tutto per tenere il ritmo del vincitore e come l’anno scorso deve rassegnarsi al bronzo, sancito dalla stretta di mano con il rivale di tante battaglie.

Due olandesi (Del Grosso e Van der Poel) e un belga (Nys): il podio di Hulst è fatto
Due olandesi (Del Grosso e Van der Poel) e un belga (Nys): il podio di Hulst è fatto
Due olandesi (Del Grosso e Van der Poel) e un belga (Nys): il podio di Hulst è fatto
Due olandesi (Del Grosso e Van der Poel) e un belga (Nys): il podio di Hulst è fatto

L’ottavo mondiale

«Quando ho iniziato a fare ciclocross – dice Van der Poel – il mio sogno era diventare un giorno campione del mondo elite. E’ incredibile avere ora il maggior numero di mondiali di tutti i tempi. Non so dire se oggi sia stato al massimo della forma, è sempre difficile dirlo. Lo scorso fine settimana mi sono sentito un po’ meglio e più forte di oggi. Ma questo era un percorso diverso. Avevo preparato tutto bene, quindi un problema meccanico non avrebbe rovinato la festa. E tutto ha funzionato come previsto».

Quando Van der Poel taglia il traguardo, la celebrazione della vittoria è un omaggio al pubblico di casa. «In Spagna organizziamo spesso delle gare sprint – spiega – con celebrazioni diverse. Ho pensato che fosse il momento giusto per fare il “siuuu” di Cristiano Ronaldo. A volte capita anche di imitare la telefonata di Remco Evenepoel, ma questa volta toccava a Ronaldo».

Thibau Nys ha speso molto per rientrare su Van der Poel e Del Grosso e nel finale ha pagato, chiudendo al terzo posto
Thibau Nys ha speso molto per rientrare su Van der Poel e Del Grosso e nel finale ha pagato, chiudendo al terzo posto
Thibau Nys ha speso molto per rientrare su Van der Poel e Del Grosso e nel finale ha pagato, chiudendo al terzo posto
Thibau Nys ha speso molto per rientrare su Van der Poel e Del Grosso e nel finale ha pagato, chiudendo al terzo posto

Programmi diversi

La pioggia inattesa ha reso il percorso ancora più infido, ma c’era troppa differenza fra Mathieu e i suoi rivali. Nessuno è come lui, per questo ha vinto 12 corse su 12 durante l’inverno, senza che Van Aert, il rivale di sempre, abbia nemmeno provato (fra esigenze di preparazione e infortuni) a metterlo in difficoltà. Quando è così, Van der Poel corre contro la storia: avversario ben più forte dei corridori che lo sfidano nel fango.

«Non sono venuto qui con l’idea di diventare campione del mondo facilmente – spiega – puoi essere il migliore per tutto l’anno, ma in un giorno, all’improvviso, tutto può andare storto. Non ho ancora deciso se questo mondiale sarà la mia ultima gara di cross. L’inverno è sempre lungo, ma questo ha a che fare con la stagione su strada. Se questa dura di più, allora l’inverno diventa più corto.

«Amo il ciclocross, allenarsi è divertente, ma la stagione è molto intensa. Quella di prendersi un anno di pausa è solo un’idea. In realtà ci sono diverse opzioni, come fare meno gare o solo i campionati del mondo. I prossimi mondiali si correranno a Ostenda, dove organizzano sempre belle corse. Tanti cercano di convincermi, ma devo ancora decidere».

Fontana ha chiuso all quinto posto, dopo un gara di grande rimonta
Fontana ha chiuso al quinto posto, dopo un gara di grande rimonta
Fontana ha chiuso all quinto posto, dopo un gara di grande rimonta
Fontana ha chiuso al quinto posto, dopo un gara di grande rimonta

Le vacanze e poi la strada

Ma adesso è momento di staccare un po’ la spina e lasciar intuire il programma della stagione su strada che bussa. E se si è dubitato della sua volontà di tornare alla Sanremo, le parole prima di sparire dalla conferenza di Hulst puntano verso una direzione diversa.

«Parto domani per andare a sciare – dice – poi torno in Spagna per prepararmi alla stagione su strada. Se parteciperò all’Omloop Nieuwsblad? Deciderò la settimana prima. Se mi sentirò abbastanza bene, lo farò sicuramente, proprio come Le Samyn l’anno scorso. Altrimenti, il debutto sarà di nuovo alla Tirreno».

Il mondiale di Hulst va in archivio con il quinto posto di Filippo Fontana, che avrebbe centrato il quarto posto se Joris Nieuwenhuis non avesse cercato il colpo di reni. Ci sono state diverse polemiche in Italia sulla convocazione del solo lombardo, che però ha fatto alla grande la sua parte. Difficile dire se altri sarebbero stati a questo livello.