Linda Rapporti nella crono del Watersley Tour. E' nata il 18 febbraio 2008 (foto Wim Van Tendeloo)

Linda Rapporti, la crono europea e un potenziale su cui puntare

02.10.2026
7 min
Salva

Leggendo le convocazioni per gli europei che sono iniziati stamattina con le prove U23 su strada, il nome di Linda Rapporti ha reso felice tante persone e non solo la diretta interessata (in apertura foto Wim Van Tendeloo). Per tutti quelli che la conoscono, e rubando una definizione di chi lavora con lei, la junior del Breganze Millennium è un gioiello di ragazza che meritava di calcare un palcoscenico importante come la rassegna continentale su strada.

In Slovenia mercoledì 7 ottobre correrà la crono individuale (22,1 km di lunghezza con una salita di 2,1 km al 10,2% medio e punte al 15,8%), la specialità nella quale è stata campionessa italiana allieve e alla quale ha dedicato tempo in maniera sempre più convinta.

Rapporti però è tutt’altro che una sorpresa, il suo palmares è l’esatto emblema della crescita graduale e significativa di un talento, tanto che non le è nuova la maglia azzurra: dagli EYOF 2023 alle prove di quest’anno di Nations Cup in Francia e Olanda, passando per europei e mondiali in pista delle ultime due stagioni. Questa chiamata in nazionale è stato lo spunto per ascoltare il morale di Linda e per scoprire meglio chi è e cosa vuole dal futuro.

Dicono di Linda

Una piccola introduzione l’abbiamo chiesta a chi l’ha diretta nella sua trafila giovanile. Sara Pillon nelle esordienti e allieve del Breganze Millenium e Davide Casarotto attualmente nelle juniores hanno guidato Rapporti e ad entrambi brillano gli occhi quando parlano di lei, cercando il giusto mix tra il lato umano e quello ciclistico.

«Linda – racconta Pillon, elite nella Astana Women una decina di anni fa – è una ragazza che vive con una scala di valori che difficilmente ho trovato nel mondo del ciclismo. E’ rispettosa, educata, mai lamentosa e tanto generosa in bici e non. Mi viene ancora da sorridere quando ripenso alla prima volta che l’ho vista da giovanissima. Credevo buttasse giù mezzo gruppo. Al primo anno da esordiente però ha colto l’unico risultato alla Coppa di Sera a Borgo Valsugana dove si parte in tantissime. Da lì in avanti si è messa sempre a testa bassa a lavorare e chiedere consigli fino ad arrivare in nazionale».

«Già lo scorso maggio – aggiunge Casarotto, ex pro’ con Scrigno, TVM e Alessio – vi avevo dato un cenno di Linda dopo il nostro Fiandre. La sua convocazione alla crono europea se l’è guadagnata ed è la giusta soddisfazione per lei e per noi, sinonimo del buon lavoro svolto. Ha dimostrato che con materiali all’altezza ci ha messo un attimo a diventare ancora più competitiva nelle prove contro il tempo.

«In gara – conclude – deve diventare più “cattiva”, ma ha ancora grandissimi margini di miglioramento perché si allena al massimo 10-12 ore a settimana. Linda si meriterebbe che dall’anno prossimo qualche team o tecnico investisse su di lei. Intanto si è ben preparata per la crono slovena, andrà forte anche se il percorso non è molto adatto a lei».

Linda assieme a Sara Pillon, sua diesse nelle giovanili del Breganze: un legame stretto fra loro
Linda assieme a Sara Pillon, sua diesse da esordiente nel Breganze. Sia con lei che con Casarotto c’è un legame molto stretto
Linda assieme a Sara Pillon, sua diesse nelle giovanili del Breganze: un legame stretto fra loro
Linda assieme a Sara Pillon, sua diesse da esordiente nel Breganze. Sia con lei che con Casarotto c’è un legame molto stretto

Dopo questo genere di presentazione così entusiastica, non resta ora che parlare con la diretta interessata, intercettata prima della partenza per gli europei.

Linda completiamo il tuo profilo. Da dove iniziamo?

Abito a Dueville in provincia di Vicenza, frequento un istituto socio-sanitario in città e quest’anno avrò la maturità. Ho una buona media-voti e grazie al progetto studente-atleta riesco ad organizzare interrogazioni e verifiche di recupero. I miei professori mi aiutano molto nonostante le assenze dovute al ciclismo, anzi si informano sulle mie gare. Penso all’università, mi piacerebbe fare Infermieristica, tanto più che in alcuni atenei c’è lo stesso progetto per gli sportivi nonostante un obbligo di frequenza.

Col ciclismo quando hai cominciato?

Fino a 10 anni circa ho fatto atletica, poi ho iniziato da G4 nella U.S. Fausto Coppi Montecchio Precalcino, la squadra di un paese a pochi chilometri da casa mia. Ho seguito le orme dei miei fratelli maggiori che correvano già. Li vedevo, mi sono incuriosita e mi è piaciuto subito. Poi da esordiente fino ad ora sono sempre stata nel Breganze Millenium.

Che tipo di atleta sei?

Ho caratteristiche da passista-scalatrice. Mi sono asciugata un po’ col peso e in salita adesso vado meglio, ma il più punto forte è la cronometro. Mi trovo a mio agio anche perché mi sento più sicura rispetto a correre in gruppo. Quello forse è ancora il mio limite più grande, ma sto cercando di migliorare in ogni aspetto.

Quanto ti alleni con la bici da crono?

Ho sempre dedicato almeno una giornata alla settimana a quel tipo di lavoro, seguendo determinate tabelle. Poi uso la bici da crono anche quando devo fare scarico soprattutto per stare in posizione. Già l’anno scorso avevo visto i progressi quando mi avevano convocata all’europeo in pista per l’inseguimento individuale, dove ero arrivata seconda. Quest’anno sono entrata anche nel quartetto e all’europeo abbiamo vinto l’oro, mentre al mondiale siamo arrivate terze.

Anche se deve finire ancora la stagione, come sono andati i due anni da junior?

In generale li reputo buoni, specialmente per la crescita che ho fatto e che non avrei mai pensato di fare in così poco tempo. L’anno scorso era arrivata una bella vittoria vicino a casa, ma la più grande soddisfazione è stato il quarto posto di quest’anno al Fiandre junior. L’anno passato mi ero staccata al primo settore di pavè, stavolta invece ho retto gli scatti sugli strappi e nel finale ho attaccato da sola, alle spalle delle tre fuggitive.

Come si è trovata Linda Rapporti nelle esperienze internazionali?

Bene, sicuramente mi hanno dato più consapevolezza nei miei mezzi. In questo hanno inciso molto anche le gare fatte con la nazionale su strada sia al Tour du Gévaudan Occitanie che al Watersley. Non tanto per le prestazioni, quanto per le parole di supporto e consiglio che ho ricevuto da Marta Bastianelli, che era al nostro seguito e con cui ho dialogato tanto durante i viaggi.

E col resto dei tecnici azzurri com’è andata?

Sempre bene. Il cittì Velo l’ho conosciuto meglio durante gli ultimi ritiri di settembre a Montichiari, dove c’era anche Villa (il cittì delle crono, ndr) con cui ho parlato della prova degli europei. Anche con Bragato, che ci ha guidato in pista, c’è un’ottima sintonia. Con me sono stati tutti disponibili e li ringrazio. Questa convocazione ripaga tutti gli allenamenti fatti.

La crono dell’europeo è dietro l’angolo. Hai obiettivi particolari per quel giorno e all’orizzonte?

Domani partiamo per la Slovenia e avrò modo di vedere dal vivo il circuito, anche se l’ho già studiato, così come mi sono fatta un’idea delle avversarie, anche attraverso il mondiale. Non so cosa aspettarmi perché non ho mai fatto una cronometro così lunga e con una salita così dura, ma di certo darò il massimo. Il campionato italiano a crono che dovrebbe esserci il 18 ottobre è l’altro grande obiettivo, mentre per l’anno prossimo ho avuto qualche proposta e siamo a buon punto per firmare.